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	<title>Fuori le Mura &#187; POLITICA</title>
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	<description>Il primo settimanale online di Roma</description>
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		<title>Gli Stati Uniti puntano il dito contro l&#8217;Iran</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 23:00:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea De Angelis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;amministrazione americana è convinta che l&#8217;Iran è disposto ad aumentare il proprio sostegno al terrorismo internazionale e gli attacchi sul suolo americano. Ad oltre dieci anni dall’11 settembre che sconvolse la politica estera della nazione più potente al mondo, arriva dunque un nuovo allarme che riveste un significato particolare nello scacchiere geopolitico. Secondo le dichiarazioni di James Clapper, direttore dei servizi segreti, c’è un piano per assassinare l&#8217;ambasciatore saudita negli Stati Uniti: “Alcuni alti funzionari iraniani, tra cui probabilmente il leader supremo Ali Khamenei, hanno modificato i loro calcoli strategici di politica estera ed ora sono più determinati ad attaccare il suolo americano in risposta alle nostre azioni reali o  di sospetta minaccia per il regime &#8220;, ha detto Clapper. Il direttore ha fatto queste dichiarazioni nel contesto della relazione annuale sulla minaccia di un attacco iraniano, la prima dopo l&#8217;esecuzione di Osama Bin Laden dello scorso maggio, spiegando che la morte del leader di Al Qaeda e di altri capi militari in diversi attacchi statunitensi, hanno indebolito l&#8217;organizzazione terroristica, la quale ha però cellule particolarmente attive, e che dunque rappresentano una seria minaccia, in Yemen, Somalia e paesi del Nord Africa. Il capo dell&#8217;intelligence ha aggiunto che per quanto [...]]]></description>
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		<title>Governo Monti: in arrivo il Dl semplificazioni</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 23:06:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanna Verduci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il nuovo Dl sulle semplificazioni, discusso venerdì scorso, durante il Consiglio dei Ministri, migliorerà, secondo i rappresentanti del governo, la vita di tantissimi cittadini. In che modo? Innanzitutto sarà possibile ottenere dei certificati in tempi rapidi, le diverse amministrazioni saranno costantemente in contatto grazie alla telematica e ciò permetterà, secondo il ministro per la Funzione Pubblica, Filippo Patroni Griffi: “Di avere in tempi reali alcuni importanti atti: dal cambio di residenza alle trascrizioni degli atti di stato civile come il matrimonio e la nascita, l’iscrizione alle liste elettorali, il rinnovo dei documenti d’identità, la partecipazione ai concorsi pubblici”, per realizzare ciò ha affermato il ministro: “Le anagrafi si connetteranno tra di loro online e i documenti avranno effetto immediato.” I settori interessanti dal provvedimento sono numerosi,  oltre a famiglie e aziende, anche lavoro, appalti, ambiente, agricoltura, ricerca, agenda digitale, scuola e università. In particolare le misure del Dl “Salva Italia” riguarderanno: il ritorno della social card; la semplificazione della procedura per l&#8217;astensione anticipata dal lavoro in caso di gravidanze complesse; per i fornai salta l&#8217;obbligo di chiusura domenicale; per i tir viene eliminata la norma che prevedeva il divieto di circolazione nei giorni precedenti o successivi ai giorni festivi; il controllo [...]]]></description>
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		<title>Da che parte stare</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 23:09:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Clara della Valle</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Siamo fieri del nuovo concittadino,  la sua opera contribuisce a creare gli anticorpi per sconfiggere le mafie”. Mercoledì 18 gennaio, Giuliano Pisapia, sindaco di Milano, nel consegnare  la cittadinanza onoraria a Roberto Saviano. La Lega e quasi tutto il Pdl disertano la cerimonia. “On. Cosentino […] veniamo dalla stessa terra, siamo cresciuti nello stesso territorio, abbiamo visto lo stesso sangue e abbiamo visto comandare le stesse persone, ma mai, come dice lei, siamo stati dalla stessa parte”. Roberto Saviano, La Repubblica, venerdi 13 febbraio. Il giorno prima, la Camera dei deputati non concedeva  l’autorizzazione all’arresto dell’on. Nicola Cosentino, avanzata dalla Magistratura di Napoli, dopo anni di indagini: falso, riciclaggio, violazione della normativa bancaria (per favorire il clan dei Casalesi) e concorso esterno in associazione mafiosa le accuse al parlamentare. 298 i voti favorevoli, 309 contrari: vota no compatto il Pdl; vota no  la maggioranza della Lega,  su un assai poco limpido e tardivo  invito alla libertà di coscienza di Bossi, in netto contrasto con la linea già assunta unitariamente e poi mantenuta soltanto dalla minoranza Maroniana. Vota no il gruppo dei sei Radicali, e la decisione si rivelerà determinante: con aritmetica precisione, il loro voto favorevole avrebbe ribaltato il verdetto. [...]]]></description>
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		<title>Torna il Mein Kampf di Hitler, il manifesto nazista</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 23:06:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eleonora Pochi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dalla seconda guerra mondiale il Mein Kampf non era mai stato ripubblicato in Germania. La recente decisione dell’editore britannico Peter McGee, di proporre in ristampa dal 26 gennaio il manifesto hitleriano, in versione commentata e ridotta, ha suscitato non poche polemiche. C’è disapprovazione anzitutto perché il 27 gennaio è la ‘Giornata della Memoria’, in cui si commemorano le vittime dell’olocausto. Vari storici e studiosi hanno definito inopportuna l&#8217;iniziativa dell&#8217;editore britannico, che sarebbe mosso da interessi economici piuttosto che da motivazioni di sensibilizzazione e riflessione culturale, come invece quest&#8217;ultimo ha recentemente dichiarato. “Vogliamo chiarire che non c’è nulla di ‘altruistico’ nella pubblicazione di questo editore, ma solo scopi riconducibili a fini lucrativi”, ha dichiarato Elan Steinberg, vicepresidente dell’associazione American Gathering of Holocaust Survivors, che rappresenta i sopravvissuti all’olocausto e le loro famiglie. I diritti d&#8217;autore del Mein Kampf appartengono allo Stato federale tedesco della Baviera, che dal secondo dopoguerra detiene l&#8217;esclusività editoriale dell&#8217;opera fino al 2015. Da parte sua, il governo bavarese ha minacciato di ricorrere a vie legali per impedire la pubblicazione, che secondo McGee sarebbe assolutamente lecita, giacché pubblicata in forma ridotta e commentata. Nonostante l&#8217;iniziale opposizione governativa e intellettuale, l&#8217;inserto sul Mein Kampf sarà comunque in edicola nel [...]]]></description>
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		<title>Taiwan si avviCina?</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 23:00:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Avagliano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’isola di Formosa è sempre stata un nervo molto scoperto nella regione estremorientale. Certo, non siamo più ai livelli di tensione della guerra fredda, ma il valore strategico di Taiwan dona ai suoi affari politici un’importanza di primo piano. In Europa probabilmente le elezioni che si sono svolte lo scorso fine settimana non significano molto, mentre per gli Stati Uniti, il cui sguardo si volge inesorabilmente dall’Atlantico al Pacifico, c’è motivo di guardare alle consultazioni con il fiato sospeso. Lo stesso per Pechino che dalla lontana guerra sino-giapponese del 1894, a parte una breve parentesi negli anni ’40, aspira a riprendere il pieno controllo dell’isola. I due contendenti principali nelle elezioni di Taiwan sono stati il partito conservatore del Kuomintang (KMT) del presidente uscente Ma Jing-jeou e i democratici progressisti (DPP) della leader Tsai Ing-wen. Volendo semplificare le posizioni dei candidati la si potrebbe definire una sfida rispettivamente tra filo-cinesi e indipendentisti. La realtà tuttavia è molto più complessa di quello che si tende a credere. Il partito del DPP ad esempio invece di battere il tasto del separatismo ha preferito ridiscutere il cosiddetto “consenso del 1992” tra il governo dell’isola e quello comunista di Pechino, che ha aperto una nuova fase delle relazioni tra [...]]]></description>
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		<title>L&#8217;insegnamento tratto dal caso Cosentino</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Jan 2012 23:11:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Arseni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Rendere più rigida la selezione partitica e il meccanismo delle nomine parlamentari assottiglierebbe di molto la necessità di intervento della magistratura nelle vicende parlamentari. ]]></description>
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		<title>Referendum: la sentenza della Consulta</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Jan 2012 23:10:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanna Verduci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con un giorno di ritardo rispetto alla data prevista, il 12 gennaio scorso è arrivata la decisione  della Corte Costituzionale sull&#8217;ammissibilità dei quesiti referendari che chiedevano l&#8217;abolizione dell’attuale legge elettorale definita“Porcellum”.  La riforma, scritta dall&#8217;ex ministro Calderoli, è stata introdotta dal governo Berlusconi nel 2005.  I quesiti proposti erano due: il primo sull&#8217;abrogazione totale della legge Calderoni con l’eventuale ritorno alla legge Mattarella; il secondo riguardava l&#8217;abrogazione solo di alcune parti dell’attuale legge elettorale. Per la sua abrogazione sono state raccolte dal comitato promotore un milione e duecentomila firme. Nelle ore precedenti la decisione, dentro e fuori al Parlamento, si sono inseguite le voci più disparate sulle decisioni che i giudici avrebbero assunto, ma alla fine la seduta della Consulta si è conclusa con la dichiarazione di inammissibilità per entrambi i quesiti. Subito dopo la decisione non sono mancate le reazioni del mondo istituzionale e politico. Andrea Morrone, presidente del Comitato promotore, ha dichiarato: ”Questa non è la prima nè sarà l&#8217;ultima iniziativa referendaria che si conclude con una bocciatura della Consulta, ma la nostra battaglia per il sistema maggioritario e per la democrazia in Italia continuerà e non si ferma di certo adesso”. Furiosa la reazione di Di Pietro, uno dei promotori dei referendum: “L&#8217;Italia si sta avviando, lentamente [...]]]></description>
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		<title>Più tempo per gli immigrati</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Jan 2012 23:08:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna Cataldo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il ministro all&#8217;Integrazione e alla Cooperazione Internazionale, Andrea Riccardi, ha annunciato di voler rivedere, allungandolo, il tempo concesso agli immigrati per la ricerca del lavoro. Stando all&#8217;attuale legge sull&#8217;immigrazione, la cosiddetta Bossi-Fini, un immigrato che perde il lavoro (per licenziamento o per dimissioni) ha un permesso temporaneo &#8220;per attesa occupazione&#8221;di circa sei mesi. In questo periodo di grave crisi economica, in cui i disoccupati sono sempre in aumento, appare quasi scontato, per il Ministro e per tutti coloro che sconfortati abbandonano anche l&#8217;idea di poter trovare occupazione,  quanto il termine di sei mesi diventi incredibilmente breve. Da qui, quindi, la proposta di prorogare di altri sei mesi il tempo a disposizione. La preoccupazione di Riccardi, fondatore della Comunità di S. Egidio, è quella di perdere uomini e donne che hanno già compiuto un pezzo del cammino di integrazione nel nostro paese, contribuendo col loro lavoro anche ad incrementare il Pil nazionale, ma soprattutto perchè lavoratori che acquistano competenze  cominciano, col tempo e nella quotidianità, a pensarsi italiani. Secondo le stime della Caritas, sono circa 600mila i permessi di soggiorno in scadenza, il che significa che, togliendo dal computo chi rientra nel proprio paese d&#8217;origine, ci sarebbero almeno 350mila persone che [...]]]></description>
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		<title>L&#8217;azzardo persiano</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Jan 2012 23:06:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Avagliano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’Iran è alla disperata ricerca di una nuova identità regionale. Se i venti della primavera araba hanno soffiato debolmente sulla terra degli ayatollah, i semi gettati sul resto della regione hanno finito col scombinare il mazzo di carte a loro disposizione. Primo fra tutti l’asso dell’alleato regime siriano, la cui dura lotta per la sopravvivenza rischia di compromettere l’integrità stessa del paese e attirare con sé nel baratro la carta irachena. Altrettanto inefficace è stato il tentativo di calare una figura di stampo religioso per raccogliere attorno a sé dei movimenti di natura essenzialmente laica, dove probabilmente è la Turchia di Erdogan ad avere maggiori possibilità di ripulire il banco. Neanche la puntata sulle sollevazioni in Bahrain è servita a molto, poiché l’Arabia Saudita ha anticipato le mosse del rivale scoprendo un punteggio decisamente superiore. Le ultime mani insomma non hanno arriso granché al fiero leone persiano. Quando il giocatore è in difficoltà allora ha due sole alternative: arrendersi o rilanciare nella speranza di riguadagnare il terreno perduto. Ed è quello che sta facendo Teheran nelle ultime settimane nel duello che sta combattendo, o meglio inscenando, con gli Stati Uniti. Motivo della contesa: la minaccia iraniana di chiudere lo stretto di Hormuz, [...]]]></description>
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		<title>Napolitano: l&#8217;Italia è affidabile</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Jan 2012 23:11:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna Cataldo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un nuovo attestato di stima nei confronti del premier Monti, è arrivato dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che da Napoli ha profuso parole di ottimismo come mai necessarie nel giorno in cui il differenziale tra Bot e Bund tornava a toccare vette elevate. Monti, secondo il Capo dello Stato, &#8220;ha tutti i titoli per poter porre all&#8217;Ue questioni che riguardano il modo di garantire rigore e crescita in Europa», forte anche dell&#8217;esperienza maturata nei dieci anni in cui è stato commissario europeo. Inoltre, il decreto &#8220;salva-Italia&#8221;,approvato prima delle festività natalizie, rende il nostro Paese ormai affidabile dal punto di vista del debito pubblico e non solo. Come ha ricordato Napolitano ai giornalisti che lo interrogavano fuori dal  museo di Capodimonte, rispetto alla fase precedente, vi è meno rassegnazione all&#8217;impossibilità di concordare riforme, più apertura e contatti in corso che potrebbero approdare a risultati in materia di riforme istituzionali, regolamentari e anche qualcuna con implicazioni costituzionale. Parole che sembrano tenere a bada ogni clima allarmistico, generatosi inevitabilmente, proprio all&#8217;indomani dell&#8217;approvazione del decreto &#8220;salva-Italia&#8221; che, improntato al rigore e ai sacrifici, ha reso ancor più radi e amari i festeggiamenti del nuovo anno. Ma, lungi dall&#8217;esserne all&#8217;oscuro, Napolitano, ha anche ricordato [...]]]></description>
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		<title>Un buon 2012 di rincari a tutti</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Jan 2012 23:10:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella D'Angelo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Rincari 2012]]></category>
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		<description><![CDATA[Se per le famiglie italiane il 2011 si è chiuso in modo faticoso a causa della crescita di prezzi e tariffe, dell’IVA e dell’aumento record dei carburanti, il nuovo anno si prospetta ancora peggio. La manovra Salva-Italia da 34,9 miliardi di euro del governo Monti, necessaria per il pareggio di bilancio entro il 2013 e per salvare il Paese dal baratro nel quale è precipitata la Grecia, è entrata in vigore da Capodanno 2012. Una vera e propria stangata (la più elevata degli ultimi anni) data da tasse sempre più pesanti e aumento dei prezzi sui quali aleggia lo spettro di una crescente e preoccupante disoccupazione. Basandosi sugli effetti delle manovre economiche e sui dati Istat, l’O.N.F., Osservatorio Nazionale Federconsumatori, ha calcolato una stima dell’aumento di prezzi e tariffe per il 2012. Ciò che ne emerge è una situazione drammatica: i rincari arriveranno ad un totale di 2.103 euro in più a famiglia, “quasi la metà di quanto una famiglia media spende per la spesa alimentare in un anno (dati Istat). Aumenti insostenibili che determineranno pesantissime ricadute sullo stile di vita degli italiani e sull’intera economia, che dovrà continuare a fare i conti con una profonda e prolungata crisi dei [...]]]></description>
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		<title>L&#8217;Europa salvi la Regina</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Dec 2011 23:06:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Avagliano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel momento più delicato della storia dell’euro, dato per spacciato dagli speculatori pronti ad approfittare del suo collasso, i paesi dell’Unione hanno tentato di contenere i danni mettendosi d’accordo sulla tanto sospirata unione fiscale. Nonostante la chiara ispirazione tedesca del trattato che mirerà a garantire ordine e stabilità nei conti, l’esigenza di dare alle piazze finanziarie un segnale di compattezza ha avuto la meglio sull’orgoglio nazionale dei singoli membri. Solo la Gran Bretagna del premier David Cameron si è tirata fuori, scatenando le ire dei suoi colleghi tra cui il Presidente francese Nicolas Sarkozy. L’isolamento di Londra è tale che si parla anche di una sua eventuale uscita dall’Unione Europea. Ma come stanno veramente le cose? Conoscendo la cultura anglosassone, la decisione di Cameron non pare così strana: in un paese dove la politica è più strumento che amministratore dell’economia, l’idea di disciplinare quest’ultima entro determinati binari era quanto di più lontano da valori britannici come il libero mercato. Da una prospettiva più concreta c’è da considerare il ruolo non indifferente della City di Londra nella speculazione finanziaria, una lobby la cui ostilità a qualsiasi ipotesi di regolamentazione ha sicuramente influito nella decisione di Downing Street. In questo modo si [...]]]></description>
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		<title>Gli Stati Uniti celebrano la fine della guerra irachena</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Dec 2011 23:05:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea De Angelis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;esercito degli Stati Uniti ha ufficialmente dichiarato la fine della sua missione in Iraq giovedì 15 dicembre, anche se la violenza continua ad affliggere il Paese ed il mondo musulmano rimane diffidente nei confronti della potenza americana. In un cortile fortificato presso l&#8217;aeroporto di Baghdad, il segretario alla Difesa Leon Panetta ha ringraziato i componenti del servizio americano (oltre un milione) che hanno lavorato in Iraq per i notevoli progressi compiuti negli ultimi nove anni, pur riconoscendo le sfide che attendono a livello planetario diverse democrazie, tra le quali quella irachena. &#8220;Voglio essere chiaro: l&#8217;Iraq sarà testato nei giorni a venire dal terrorismo e da coloro che cercano di dividerlo, da questioni economiche e sociali, dalle esigenze della democrazia stessa&#8221;, ha detto Panetta. &#8220;Le sfide restano, ma gli Stati Uniti saranno presenti a sostenere il popolo iracheno per costruire una nazione forte e più prospera&#8221;. La cerimonia si è svolta in sordina (con una durata di poco più di mezz’ora), in netto contrasto con l&#8217;inizio della guerra nel 2003, quando una nazione terrorizzata dagli attentati dell&#8217;11 settembre 2001 inviò colonne di carri armati a nord dal Kuwait per rovesciare Saddam Hussein. Da quel giorno la guerra in Iraq rivendica 4487 [...]]]></description>
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		<title>Paolo Bufalini e la costruzione dell&#8217;Italia democratica</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Dec 2011 23:04:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Arseni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A dieci anni dalla morte del senatore Paolo Bufalini, una incontro a palazzo Giustiniani ne ricorda la vita e l'azione politica]]></description>
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		<title>L&#8217;argine dello Zar</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Dec 2011 23:04:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Avagliano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Avrebbe dovuto essere il trampolino di lancio per il ritorno del grande leader, costretto a ritirarsi quattro anni fa a causa di un fastidioso cavillo costituzionale che limita la presidenza a due mandati consecutivi. Nonostante il partito di governo Russia Unita abbia ottenuto la vittoria alle elezioni legislative svoltesi lo scorso 4 dicembre, il risultato non è stato così schiacciante da garantire alla cerchia di Vladimir Putin un dominio assoluto sulla politica come ai bei tempi andati. L’obiettivo è stato quindi raggiunto, ma porta con sé un retrogusto amaro. In effetti alla vigilia di queste consultazioni si percepiva un diffuso malumore contro l’attuale classe dirigente, un malessere che si è rafforzato all’annuncio dell’ex presidente di voler correre per la terza volta al Cremlino. Una mossa che agli occhi dell’opinione pubblica deve aver svilito profondamente il sistema democratico russo. E suscitato la delusione di chi aveva sperato nel riformatore Medvedev, visto ora come un fantoccio che doveva soltanto tenere al caldo il posto all’uomo forte. Che si è scoperto con suo grande disappunto di non essere più amato con la stessa intensità. Per questo all’apertura delle urne per eleggere i membri della Duma il plebiscito tanto sperato era diventato un miraggio. [...]]]></description>
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		<title>Pensioni e vitalizi: mini-stop ai privilegi della Casta</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Dec 2011 23:09:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara Poladas</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dal 1° gennaio 2012 il sistema previdenziale per gli eletti di Camera e Senato passerà al contributivo. Verranno applicate ai Parlamentari le stesse regole previste per tutti i lavoratori, per cui per ricevere l’assegno saranno necessari 60 anni di età per coloro che hanno accumulato più di una legislatura, 65 anni invece per chi avrà ricoperto un solo mandato elettorale. Una mini-stretta che coinvolgerà circa 200 baby-pensionati. La decisione, che segna un timido, quasi simbolico passo in avanti verso la restrizione dei privilegi, è stata presa nel corso di un vertice a cui hanno partecipato il ministro del Welfare, Elsa Fornero, il presidente del Senato Renato Schifani e il presidente della Camera Gianfranco Fini. Nei giorni scorsi il Consiglio di Presidenza del Senato aveva bandito all’unanimità i vitalizi per i Senatori (contestatissimi perché scattavano dopo solo 5 anni di mandato). Il provvedimento verrà però applicato solo a partire dalla prossima legislatura, poiché si sarebbe andati a colpire “diritti acquisiti”, modificando in sostanza il regime dei parlamentari già eletti. Dal momento che molto probabilmente la decisione verrà presa anche nei confronti dei deputati della Camera, già si parla di dimissioni anticipate (entro dicembre) da parte di coloro che pur di non [...]]]></description>
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		<title>La Lega ostacola il decreto per Roma Capitale</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Dec 2011 23:09:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Sabatini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una trattativa lunga oltre un anno era stata avviata all’inizio del 2010 tra il Comune di Roma e la Regione Lazio, per stabilire quali poteri amministrativi l’ente regionale avrebbe dovuto cedere a quello comunale al fine di realizzare l’organo territoriale speciale Roma Capitale. Trovati gli accordi, anche con lo Stato, il decreto legislativo necessario per la formazione del nuovo organismo era stato approvato dal governo tecnico attualmente in carica appena una settimana fa, in extremis rispetto alle tempistiche stabilite dalla legge. L’approvazione dell’ordinamento tuttavia non è andato giù alla Lega Nord, partito che seppur ideologicamente favorevole alla devoluzione dei poteri verso gli organi territoriali trova da sempre ragioni diverse per scagliarsi contro Roma e contro quei provvedimenti a vantaggio della capitale. Le motivazioni dell’opposizione lombarda al provvedimento vertono in una duplice direzione. La prima, non dichiarata ma mal digerita, è da ricondursi al fatto che un governo provvisorio, istituito in via esclusiva per risolvere i problemi economici dell’Italia, si sia preso la briga di approvare un atto che il precedente esecutivo, quello padano – berlusconiano, aveva rimandato non si sa quanto involontariamente sino ai limiti temporali fissati dalle norme, cioè fino alla fine di novembre di quest’anno. La seconda, sostenuta [...]]]></description>
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		<title>Le bizzarre primarie del GOP</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Dec 2011 23:07:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Camilla Spinelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;ultima uscita di Donald Trump (ritiratosi dall&#8217;agone dopo una figuraccia di troppo) di voler essere il moderatore del dibattito tra candidati del 27 Dicembre, ci porta a discutere dell&#8217;ennesima bizzarria delle prossime primarie Repubblicane, di cui avevamo già parlato qualche tempo fa. Il boom nei sondaggi per Herman Cain (ex magnate della pizza e molto amato dai sostenitori del tea party per via del suo piano fiscale chiamato 9-9-9 per via delle tre aliquote proposte) era, come da previsioni, rientrato prima dell&#8217;annuncio del ritiro di Sabato. Comunque il personaggio Cain rientrava a pieno diritto tra i pretendenti di una corsa senza precedenti, visti gli scandali sessuali che lo hanno travolto e poi le figuracce che ha regalato al mondo con la manifesta ignoranza delle più semplici nozioni di politica estera. Ora ci si chiede dove andranno i suoi sostenitori. Comunque, nel frattempo, Rick Perry (per capirci quello che rivendicava tra gli applausi il suo record di esecuzioni capitali), governatore tutto d&#8217;un pezzo del Texas, ha pensato bene di infilarsi in delle figuracce antologiche, presentandosi un pochino su di giri -il suo staff ha però smentito fosse ubriaco, che però aiuta a capire il livello &#8211; a un comizio e poco dopo ha [...]]]></description>
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		<title>Cambiamento? O tutti o nessuno</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Dec 2011 23:00:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Ulivieri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando, lo scorso 12 novembre, Silvio Berlusconi è salito al Colle per rassegnare le proprie dimissioni, in molti hanno avuto l’impressione che quelle immagini sarebbero state ricordate per anni come la testimonianza della fine di un’era del nostro paese. Da quel giorno la scena politica è stata invasa da buoni propositi e annunci di cambiamenti necessari e radicali. “Annuncio”, questa è la parola magica della politica italiana che negli ultimi anni ha permesso ai governi di entrambi gli schieramenti di nascondere l’evidente carenza di un reale progetto politico. Sì, perché la spettacolarizzazione della politica, importata dagli Stati Uniti e modellata nel migliore degli stili italioti, non lascia spazio a “spiegazioni”, “delucidazioni”, o “commenti”: troppo lunghi e noiosi per essere appetibili e, come si dice in ambito pubblicitario, d’impatto. L’annuncio è semplice, rapido, e fa comodo a tutti. L’emittente, il politico di turno, è sempre in tempo per un’altrettanta rapida smentita. Il destinatario, giornalista o cittadino che sia, è libero di dare spazio alla propria immaginazione criticando o appoggiando la decisione annunciata. Ma tra un annuncio e l’altro, la politica ne esce screditata, incapace di rispettare gli impegni presi e, allo stesso tempo, l’opinione pubblica si illude di poter capire qualcosa [...]]]></description>
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		<title>Chi ha paura dell&#8217;Europa tedesca?</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Nov 2011 23:10:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Avagliano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lo spettro della crisi economica si aggira da tempo nella casa europea, trovandosi talmente bene da avervi partorito numerosi figli per accrescere il tormento dei suoi abitanti: debito, spread, abbassamento di rating, rischio d’insolvenza. Parole che il grande pubblico ha sentito tante volte, ma di cui spesso non ha chiaro il significato, nonostante siano concetti di grande importanza per il modo con cui l’economia detta legge sulla politica e arriva persino a far cadere i governi. Quanto è successo in Grecia, in Italia e per ultimo in Spagna, dove il cambio di vertice è passato per delle elezioni anticipate, è lì a dimostrarlo. Mentre chi è ancora in salute sembra più incline a rimproverare l’imprudenza dei malati piuttosto che a soccorrerli. Tra questi c’è naturalmente la Germania che come precondizione al salvataggio chiede agli stati in difficoltà di mettere ordine ai loro conti. Berlino questa volta non si accontenta più di vaghe promesse, ma esige che i paesi mediterranei mettano finalmente la testa a posto con una politica di rigore e d’austerità che suona quasi traumatica per chi deve adottarle. Non stupisce perciò che vi siano stati così tanti terremoti sul versante meridionale dell’Europa. Una volta era diverso e ognuno [...]]]></description>
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		<title>Il primato del buon senso</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Nov 2011 23:07:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna Cataldo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo essere stato decisivo nel cambiamento della premiership della Repubblica cui è al capo, il Presidente Giorgio Napolitano si è focalizzato su un’altra questione di delicata importanza. Senza mezzi termini, in occasione dell&#8217;incontro al Quirinale con la Federazione delle chiese evangeliche, ha infatti affermato che non dare la cittadinanza ai bambini nati da genitori stranieri in Italia è “una follia”, “un’assurdità”.  Frasi  forti che non hanno mancato di suscitare le ire di chi, ad intermittenza, decanta la necessità di proclamare e preservare l’identità culturale del proprio paese, salvo poi acclamare alla secessione dallo stesso. I tempi non sono certo i migliori per un dibattito aperto e pacificato su temi che non siano di stampo economico, visto che la congiuntura italiana ad un passo dal default non lascia ampi margini di  manovra ma, allo stesso tempo, non è il caso di farsi scudo con la crisi finanziaria per procrastinare interventi indispensabili per la tenuta della democrazia in un paese in cui il fenomeno migratorio che viene presentato come un’emergenza, in realtà, è un fenomeno strutturale da circa vent’anni. Ed in effetti, un disegno di legge in questo senso, c’è già: presentato dal senatore Pd Ignazio Marino, a seconda firma della capogruppo [...]]]></description>
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		<title>Il contributo dei partiti politici alla formazione dell&#8217;identità nazionale</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Nov 2011 23:06:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Arseni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La politica sembra soffrire di un grave deficit di popolarità e partecipazione. Non solo in Italia, ma in tutto il mondo occidentale. Appare dunque opportuno  interrogarsi sugli strumenti della rappresentanza e quindi sulla funzione dei partiti politici: qual è stato il loro contributo alla formazione dell’identità nazionale italiana? A quali mansioni  adempiono al giorno d’oggi? Quali trasformazioni  hanno subito nel corso dei decenni? Dare una risposta approfondita a questi interrogativi è stato l’obiettivo del convegno intitolato Il contributo dei partiti politici alla formazione dell’identità nazionale, organizzato dalla Fondazioni Gramsci in collaborazione con la Fondazione Italianieuropei e l’Istituto Luigi Sturzo. Al convegno, tenutosi presso la biblioteca della Camera dei deputati, dal 24 al 26 novembre 2011, sono intervenuti professori universitari, storici e uomini politici del calibro di Luciano Violante, Marco Gervasoni, Raffaele Romanelli, Marisa Rodano, Giuseppe Vacca, Giuliano Amato, Massimo D’Alema e tanti altri. Nella prima giornata si è analizzata la formazione e lo sviluppo dei partiti dalla formazione dello stato liberale fino alla fine della seconda guerra mondiale. In particolare Marco Gervasoni ha descritto la nascita del Partito socialista italiano, nel 1892, ispirato ai modelli dell’internazionale socialista, in particolare al modello tedesco, in un contesto in cui un modello italiano [...]]]></description>
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		<title>La crisi è anche democratica</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Nov 2011 23:00:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Ulivieri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Democrazia. La forma di Stato tanto agognata da tutti i popoli del mondo e raggiunta in senso compiuto da chi si crede più sviluppato rispetto a chi, sempre a parer suo, è solo sulla via di sviluppo, non sembra essere adatta ad affrontare emergenze come quelle attuali. In effetti, nonostante il diffuso sostegno (più politico che popolare) alla nomina a Presidente del Consiglio di Mario Monti, resta l&#8217;atroce dilemma dell&#8217;effettiva democraticità del nuovo Governo italiano. Tralasciando le denunce opportuniste degli &#8220;Scillipotiani&#8221;, condite da folcloristici annunci di morte delle democrazia in stile mondiali 2006, l&#8217;etichetta affibbiata al Governo Monti di male necessario non esclude riflessioni riguardo allo stato attuale della democrazia. La necessità della scelta fatta dal Presidente Napolitano può essere più o meno condivisibile, ma difficilmente può essere negata. La crisi c&#8217;è ed è forse più forte di ciò che si pensa. Non ci sono ristoranti o voli aerei che tengano. Ma gli incontri, i vertici e le telefonate private che negli ultimi giorni hanno avuto come protagonisti diversi leader dei paesi europei, costituiscono un chiaro segnale della rottura di qualche meccanismo nella normale gestione democratica di un paese. La fretta con cui è stato nominato il Governo è [...]]]></description>
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		<title>Corrado Passera, il &#8216;superministro&#8217; per la super crisi</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Nov 2011 23:00:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Colonna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 16 novembre scorso Corrado Passera, classe 1954, definito &#8216;un big della finanza prestato alla politica&#8217;, è stato nominato Ministro dello Sviluppo Economico e delle Infrastrutture e Trasporti del governo Monti. Sarà lui quindi l&#8217;uomo che si dovrà occupare di rilanciare la credibilità dell&#8217;Italia nell&#8217;Euro Zona e in campo internazionale e rimettere in moto la stagnante situazione economica del Paese. Il manager comasco, ha una carriera di tutto rispetto. Come altri grandi big della finanza italiana inizia col piede giusto: laureato alla Bocconi e con un Master in Business Administration alla Wharton School di Philadelphia, nel 1980 entra in McKinsey &#38; Company &#8211; società di consulenza manageriale che fattura qualcosa come 4 miliardi di dollari &#8211; diventando quindi un McKinsey boys come altri grandi uomini dell&#8217;economia italiana quali Alessandro Profumo, ex a.d. Unicredit, Paolo Scaroni a.d. di Eni, Fulvio Conti a.d. di Enel, per dirne alcuni. La sua lunghissima carriera lo vede impegnato al vertice di imprese che si occupano di vari settori: editoria, tlc, servizi. Poi approda nel mondo della finanza dapprima in Poste Italiane, poi alla guida di tre istituti di credito nati uno dalle ceneri dell&#8217;altro: Banco Ambrosiano Veneto, Banca Intesa ed infine Intesa Sanpaolo. Ma proprio [...]]]></description>
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		<title>Il Consiglio di Stato boccia il piano nomadi</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Nov 2011 23:00:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Pagano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non c’è nessuna emergenza rom, né a Roma né in altri parti d’Italia: Il Consiglio di Stato ha annullato il piano Maroni sui nomadi e tutti gli atti ad esso correlati. A parere dei giudici, infatti, tale decreto è da ritenersi assolutamente illegittimo in quanto al momento in cui è stato emanato non esistevano le condizioni per poter decretare una situazione di emergenza. Sono stati così respinti i ricorsi presentati dalla presidenza del consiglio dei ministri, dal ministero degli interni, dalla Protezione civile e dagli uffici territoriali del governo di Milano, Roma e Napoli che invano cercavano di ribaltare la sentenza del Tar dell’1 luglio 2009.  In quell’occasione il tribunale amministrativo, accogliendo le denunce dell’European Roma Right  Center e di una famiglia nomade residente a Roma nel campo Casilino 900, aveva dichiarato l’incostituzionalità di alcuni punti del decreto come le norme che prevedevano l’identificazione dei rom e il ferreo controllo dei campi. Ma il Consiglio di Stato è andato oltre: non solo ha confermato la sentenza del Tar, ma ha anche dichiarato espressamente che tra gli insediamenti nomadi presenti sul territorio e la turbativa dell’ordine e della pubblica sicurezza non c’è nessun “rapporto eziologico” tale da giustificare un simile provvedimento. [...]]]></description>
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		<title>Caro Pd, ma non eran meglio le elezioni?</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Nov 2011 23:09:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andreas Marcopoli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Leggi anche: Monti e la scelta dei ministri di G. Verduci La lega sa sola all&#8217;opposizione di C. Poladas “Sono favorevole sulla necessità di introdurre maggiore flessibilità in entrata e in uscita nel mondo del lavoro” Mario Monti, 1998. La prima pagina del libro che molti titolano “Terza Repubblica”, e che invece di intestazioni vere finora non ne ha, è stata scritta con la fiducia al governo Monti. Tra i suoi principali sostenitori troviamo il Partito Democratico, fin da subito schierato a favore di un governo tecnico, utile a risollevare il paese dallo stato di degrado in cui si trova. Benché sembri inappuntabile come decisione se considerata la variabile della responsabilità, la scelta appare carente dal punto di vista della strategia e della credibilità politiche. Innanzitutto suona come un segnale di debolezza la resa semi-incondizionata del Pd al governo Monti. Un unico paletto: niente esponenti del precedente governo; zero veti invece su qualsivoglia programma. Scelta che si incanala nel solco dell’antiberlusconismo fine a se stesso da cui si dovrebbe cercare di uscire per un nuovo paese. Della serie: basta che non mettete gli amici di B., per il resto all’Italia potete fare di tutto. Dare fiducia ad un governo a [...]]]></description>
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		<title>Il tormento di Roma Capitale</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Nov 2011 23:08:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Avagliano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La caduta di un governo finisce spesso con l’interrompere il percorso di molte leggei le quali, se sono fortunate, vengono riprese dalle amministrazioni successive oppure finiscono nel cassetto, dove solo sperare che qualcuno prima o poi abbia la buona volontà di ricordarsi di loro. Una vittima delle dimissioni del governo Berlusconi sembrava essere il secondo decreto di Roma Capitale, il più corposo di quello che dovrebbe introdurre il nuovo statuto capitolino. Il promotore principale, Gianni Alemanno, si era speso in particolar modo sulla riforma, al fine di rassicurare l’opinione pubblica che il federalismo fiscale decantato dalla Lega Nord non si traduceva automaticamente in un abbandono del centro e del meridione. Con l’approvazione del primo decreto nel 2009 nasceva dunque un ente territoriale speciale, Roma Capitale appunto, che vedeva la riduzione del totale dei consiglieri comunali da 60 a 48 e introduceva la nuova denominazione degli organi amministrativi in Assemblea e Giunta capitolina. A parte la nuova passata di vernice tuttavia la distribuzione dei poteri rimaneva sostanzialmente uguale, per questo era previsto un secondo decreto relativo alle funzioni amministrative che aveva scontato una lunga diatriba tra Comune, Provincia e Regione. Infine lo scorso ottobre era stato trovato un accordo che stabiliva la facoltà della Capitale [...]]]></description>
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		<title>Assad sotto assedio</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Nov 2011 23:05:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Avagliano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Who’s next, chi è il prossimo? Quando finisce una dittatura si arriva sempre col fare questa domanda e i riflettori si mettono subito alla ricerca di un nuovo bersaglio, perché di tiranni il mondo purtroppo è sempre pieno. Del resto è molto più semplice preoccuparsi di un nemico alla volta e pazienza se anche il cortile adiacente è in preda alle fiamme: deve aspettare il suo turno. Così è stato con la parabola discendente di Muammar Gheddafi, che ha quasi monopolizzato l’attenzione dei media internazionali per dei lunghi mesi, laddove altre zone venivano quasi dimenticate nonostante continuassero a vivere episodi di inaudita violenza. Ora che la guerra in Libia si è finalmente conclusa e il paese può riprendere la strada della normalità, lunga per la verità ma l’importante per il pubblico è che i cattivi siano stati sconfitti, i titoli dei giornali possono tornare a focalizzarsi su altri scenari come la rivolta in Siria contro il regime della dinastia al-Assad, che va avanti ormai da otto mesi e ha lasciato sul campo migliaia di morti a causa della durissima repressione del governo. Eppure la posizione di Damasco non è mai stata tanto delicata come in questi ultimi giorni. A premere [...]]]></description>
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		<title>Il Partito Pirata Italiano si prepara per le urne</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Nov 2011 23:04:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Lupo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Anche in Italia sarà presente alle prossime elezioni il Partito Pirata, il movimento politico internazionale nato nel 2006 in Svezia con il proposito di difendere la libertà della rete e promuovere la diffusione libera dei contenuti, sul web e non. A darne l&#8217;annuncio, durante un forum sulla governance della rete, è stato Athos Gualazzi, presidente del movimento italiano con un passato come gestore di tv private pirata, prima della legge Mammì del 1990. Il progetto sta crescendo: sul loro sito ufficiale è stato inserito un programma improntato soprattutto sui diritti del consumatore e dell&#8217;internauta, ma è già prevista dai vertici del movimento l&#8217;integrazione di nuove proposte avanzate direttamente dagli elettori, che potranno commentare passo passo l&#8217;evoluzione del movimento via internet. La speranza per questo partito è quella di ripetere il successo che il movimento ha riscosso in Europa. Recentemente, infatti, in Germania il nuovo movimento è riuscito ad ottenere il 9% dei consensi alle elezioni del Land di Berlino; e ancora meglio è riuscito a fare in Svezia dove è riuscito a conquistare il 7% dell&#8217;elettorato nazionale e ha così ottenuto un seggio nel Parlamento Europeo. Tuttavia l&#8217;ostacolo principale per replicare l&#8217;exploit anche in Italia è la differenza anagrafica con [...]]]></description>
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		<title>La Lega da sola all&#8217;opposizione (per ora)</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Nov 2011 23:00:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara Poladas</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Leggi anche: Monti e la scelta dei ministri di G. Verduci Caro Pd, ma non eran meglio le elezioni? di A. Marcopoli &#160; Il governo Monti è stato varato e la Lega sarà l’unica forza di opposizione. Non farà parte della maggioranza allargata formatasi nei giorni scorsi, determinando di fatto la rottura con il Pdl, suo alleato storico, anch’esso attraversato tuttavia da diversi malumori nei confronti del nuovo esecutivo. Bisognerà valutare se questa dichiarazione di intenti da parte della Lega sarà la sola ad essere portata avanti in Parlamento, oppure si tratti di un arroccamento di facciata, frutto di motivazioni propagandistiche. Oltre ad aver rifiutato un incontro con Monti nel corso delle consultazioni della settimana passata, limitandosi ad una breve telefonata, Bossi ha annunciato la riapertura del Parlamento padano. Si tratta di un organismo para-istituzionale, costituito nel 1997, che riunisce sia gli eletti che gli iscritti e i militanti, assumendo, per via di questa conformazione,  più l’aspetto di un congresso di partito che la titolarità di rappresentanza democratica. Ma quali sono le ragioni di questa scelta? Quale scenario futuro si prospetta per il Carroccio? Innanzitutto ci sono motivazioni ideologiche. In effetti la Lega è sempre stato un partito fortemente radicato [...]]]></description>
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