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	<title>Fuori le Mura &#187; TEATRO</title>
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	<description>Il primo settimanale online di Roma</description>
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		<title>Il circo al Teatro Belli. Un deux trois&#8230; Pam Ham!</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 23:07:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvatore Carruba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La festosa atmosfera circense della compagnia Nuove Officine Laboratorio Babs accoglie gli ospiti del Teatro Belli di Roma con uno spettacolo originale diretto da Marcello Cotugno. Un deux trois… Pam Ham! è una pièce ambientata nella Francia dei primi anni del ‘900, quando da poco era stato nuovamente concesso il diritto di parola ai clown dopo un periodo in cui questo era stato loro negato. Lo spettacolo inizia con Pam, un ex trapezista che in seguito a un brutto incidente si ricicla clown diventando l’artista principale del suo circo; man mano che passano gli anni, però, la stella di Pam viene offuscata da battute e sketch sempre uguali e il clown è costretto a rubare i numeri da circo dei colleghi avversari al fine di rimanere sulla pista. Durante le prove di un suo numero Pam scopre di essere spiato da un venditore di lupini, Ham, che di lì a poco verrà assunto dalla compagnia con il compito di spalare i rifiuti prodotti dai cavalli della bella Sagàl. Ingenuo e sprovveduto, Ham riesce ad integrarsi con tutti i membri del circo e pian piano ottiene una parte durante lo spettacolo di Pam come sua spalla comica. Ben presto, però, l’allievo supererà [...]]]></description>
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		<title>Paiellata</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 23:06:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Orlando Felici</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Paiellata si apre con la proiezione di un filmato, stile Blade Runner, con la pioggia che fa da sfondo a un improbabile Roy Batty che racconta cose “che noi umani non possiamo neanche immaginare”. Soltanto che a pronunciare queste parole non è Rutger Hauer, ma Maurizio Belpietro. Perfetto stile Max Paiella. E Paiellata non è altro che una carrellata di personaggi, di canzoni ironiche e di auto-citazioni del ricco repertorio del comico romano. Si va dai personaggi che Max interpreta a Radio 2, ne &#8220;Il ruggito del coniglio&#8221;, come Vinicius di Marones, Fata Paiella, Parakulis, Coricidin, i fratelli Cannone, alle canzoni demenziali fatte coi conigli, dalle imitazioni portate in onda su Rai Tre a &#8220;Parla con me&#8221;, come Minzolini, Belpietro, il Trota, Signorini, Cicchitto, il tutto condito con canzoni interpretate dall&#8217;ottimo Max con la sua band. Uno spettacolo vivace, frizzante, che alterna il palco con frammenti proiettati al maxischermo, e che ha l&#8217;indubbio merito di non annoiare mai il pubblico. Max, davvero in forma smagliante, si diverte insieme agli spettatori nel far rivivere i suoi personaggi più celebri e le canzoni ironiche e dissacranti con cui schernisce con intelligenza i mali dell&#8217;Italia e della politica. Molto divertente la parte in [...]]]></description>
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		<title>Ippolito</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 23:05:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa Carifi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dal 31 gennaio al 5 febbraio debutta al Teatro Sala Uno di Roma la celebre tragedia di Euripide Ippolito, una rappresentazione prodotta dall&#8217; Associazione Culturale La Fonte di Castalia. Gli altisonanti temi affrontati dal teatro greco hanno saputo scavalcare i secoli giungendo a noi con una sconcertante modernità, le emozioni più profonde, gli intimi drammi umani, gli atroci intrecci degli eventi costruiscono attorno alla vita scenica dei personaggi una visione del mondo inesorabile che trascina uomini e Dei nel caos emotivo, appesi ai fili del destino. L&#8217;adattamento e la regia affidata al talento di Marco Blanchi, scavano in questa pièce la profondità della natura umana quando questa si trova in bilico tra coscienza e sentimento irrazionale, quando bene e male portano la stessa maschera confondendo i ruoli di vittima e carnefice che si uniformano  in un unico stato d&#8217;animo inquieto. La tragedia ruota intorno alle vicende di Ippolito, figlio di Teseo re di Atene e della amazzone Antipo e della sua matrigna Fedra vittima di un&#8217;insana passione per il giovane suscitata dal volere vendicativo di Afrodite.  Ippolito mantiene una vita pura dedicata solo alla caccia e alla devozione della dea Artemide e ripudia la mondanità per scegliere la rettitudine che egli [...]]]></description>
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		<title>La Locandiera? Attori che presa coscienza del testo procedono per strade proprie!</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 23:04:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sandra Capitano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il regista e attore napoletano Gennaro Monti (conosciuto per le serie televisive Un posto al Sole e La squadra), classe 1977, porta in scena una rivisitazione divertente e colorata de La Locandiera, una delle più famose opere di Carlo Goldoni, che nel Settecento segnò il passaggio dalla commedia scritta a quella dell’arte “improvvisata”. Per creare continuità con l’originale, ma sottolineare che pur sempre di riadattamento si tratta, Monti aggiunge un punto di domanda al titolo, si avvale dell’esplicativo sottotitolo Attori che presa coscienza del testo procedono per strade proprie! e utilizza un cast tutto “in rosa” (un solo attore sulla scena interpretato dallo stesso Monti) continuando a omaggiare la figura femminile, proprio come Goldoni. La storia si incentra sulle vicende di Mirandolina (interpretata dalla doppiatrice di Meg Ryan, Claudia Razzi) una furba e attraente giovane donna che con l’aiuto di una cameriera fidata gestisce la locanda lasciatale in eredità dal padre. Corteggiata da ogni cliente, l’astuta locandiera, da buona mercante, non si concede a nessuno, mantenendo tutti nell’illusione di una possibile conquista: il Marchese di Forlipopoli, convinto che basti la sua protezione per conquistare il cuore della bella e il Conte di Albafiorita, mercante arricchito sicuro di riuscire a procurarsi l&#8217;amore [...]]]></description>
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		<title>Sogno di una notte d&#8217;estate</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 23:03:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alice Vivona</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una delle commedia più amate e più fantasiose del Bardo. Intreccia la storia di quattro coppie e la riempie degli artifici che sono un classico delle sue opere: travestimenti, fraintendimenti e rivelazioni. Il tutto si svolge ad Atene, dove Teseo sta per sposare Ippolita, regina delle Amazzoni, e dove anche Ermia è contesa tra due giovani: Lisandro, che lei ama e Demetrio, che invece è l&#8217;uomo per cui il padre la vorrebbe in sposa. Per risolvere la questione, Lisandro propone a Ermia di sposarsi in un&#8217;altra città e le dà appuntamento in un bosco appena fuori Atene. Elena, innamorata non corrisposta di Demetrio, comunica la cosa al ragazzo e lo segue nel bosco. Anche il bosco è in subbuglio però; c&#8217;è una disputa in corso tra il signore degli elfi, Oberon e la sua sposa, Titania, regina delle fate. Puk, il folletto al servizio di Oberon è incaricato di recuperare un fiore magico il cui polline, se posto sugli occhi di una persona, la fa innamorare del primo essere vivente che questi vede. Questo sortilegio va fatto su Titania. Ma quando Oberon incontra Elena che insegue disperata Demetrio che non si cura di lei, chiede al folletto di pensare anche a loro [...]]]></description>
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		<title>La donna che sbatteva nelle porte</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 23:04:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Orlando Felici</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La donna che sbatteva nelle porte, il toccante romanzo di Roddy Doyle, adattato per la scena teatrale dal regista Giorgio Gallione, regala agli spettatori una grande attrice, Marina Massironi. Inutile negarlo, quando si parla di Marina Massironi il pensiero corre inevitabilmente alla sua lunga e fortunata collaborazione con Aldo, Giovanni e Giacomo. Forse è anche per questa ragione, sicuramente superficiale, che dopo aver assistito al monologo della signora Paula Spencer, interpretata ovviamente da Marina Massironi, si resta ancor più colpiti e spiazzati. La storia di Paula Spencer è un pugno allo stomaco. C&#8217;è l&#8217;ingenuità dell&#8217;adolescenza, le prime esperienze di vita di una ragazza vissuta in un ambiente difficile e inospitale, c&#8217;è il primo incontro con l&#8217;uomo che diventerà suo marito, il bello e maledetto Charles Spencer, detto Charlo. La vita di Paula grazie a flashback continui e ininterrotti, scorre in tutta la sua drammaticità, componendo, poco alla volta, il quadro completo che Paula rappresenta. Una vita difficile, in cui una ragazza ancora bambina, deve già fare i conti con etichette e definizioni che l&#8217;accompagneranno per tutta la vita. L&#8217;amore di Charlo è il raggio di sole che illumina un&#8217;esistenza incolore. Paula si sente amata e a sua volta ama alla [...]]]></description>
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		<title>Il ritratto di Dorian Gray</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 23:03:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa Carifi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Teatro Trastevere ha ospitato un&#8217;interessante trasposizione teatrale diretta dalla giovanissima regista Ylenia Petrelli &#8211;  Il ritratto di Dorian Gray, l&#8217;opera forse  più famosa del grande scrittore, drammaturgo e poeta irlandese Oscar Wilde. Un romanzo coinvolgente dal respiro dark che fece scalpore quando, in piena epoca vittoriana, mise in luce temi scandalosi usando una narrazione piena d&#8217;arguzia ed eleganza che mostrava le ombre grottesche della classe borghese inglese, ponendosi così fin dal suo esordio come uno degli esempi più tipici del decadentismo estetizzante. &#8220;Ci sono peccati il cui fascino sta più nel ricordarli che nel compierli: strani trionfi che gratificano l&#8217;orgoglio più della passione e danno all&#8217;intelletto un intenso senso di gioia, maggiore della gioia che offrono, o possono offrire, ai sensi.&#8221; Anche da queste poche righe tratte dal celebre romanzo in questione si può cogliere lo spirito che aleggia lungo tutto il percorso narrativo. Wilde volle affrontare con spudoratezza ma eleganza temi quali l&#8217;elogio della giovinezza, il rapporto tra arte e vita, l&#8216;ambiguo gioco della doppia morale, pubblica e privata, scendendo, con il suo tratto dandy della vita, in profondità capaci di mettere sotto accusa tutta un&#8217;epoca, e forse riuscendo a rimuovere una polvere di tabù anche nello smaliziato [...]]]></description>
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		<title>Teatro Trastevere stagione teatrale 2011/2012</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 23:02:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Si apre per il Teatro Trastevere di Roma la seconda parte della stagione teatrale 2011/2012 e il cartellone si preannuncia ricco di spettacoli di grande livello, commedie eleganti ed intelligenti, riflessive o divertenti, un&#8217;offerta artistica di assoluto valore che saprà incontrarsi con gli interessi più vari del pubblico romano. Nell&#8217;attenta selezione di spettacoli curata dal direttore artistico Francesco Maria Di Pinto si intuiscono le linee guida di questa piccola ma interessante realtà teatrale, che sono la qualità artistica e la ricerca innovativa di testi che sappiano parlare dell&#8217;attualità e riflettere sul passato con i linguaggi più espressivi propri del teatro. In merito a quanto detto, è sicuramente interessante l&#8217;iniziativa teatrale proposta dalla ormai nota compagnia Chièdiscena con lo spettacolo Posta prioritaria che andrà in scena con sei rappresentazioni in sei domeniche (29 gennaio, 26 febbraio, 1° e 29 aprile, 20 maggio e 10 giugno) e ogni volta con uno spettacolo diverso al quale seguirà un aperitivo che la compagnia avrà il piacere di offrire al pubblico. Le pièce tratte dall’omonima opera di Gianfranco Calligarich, sono una raccolta di racconti costruiti su brevi scambi epistolari, caricature che spingono nell’immediato al sorriso ma finiscono per spiazzare con le imprevedibilità che solo la vita sa regalare. [...]]]></description>
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		<title>Peter Pan</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 23:01:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Adele de Blasi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Grande ritorno al Teatro Sistina di Roma di Peter Pan, per la regia di Maurizio Colombi. Il musical – tratto dal libro di James Matthew Barrie &#8211; nasce dalla collaborazione del Sistina con il Teatro delle Erbe e le Officine Smeraldo. Nella stagione 2006-2007 è stato lo spettacolo più visto e applaudito, vincitore di diversi premi. Il cast è ricchissimo: composto da 25 artisti bravissimi che riescono a far sognare il pubblico in sala. Nonostante lo spettacolo nasca per un pubblico di bambini, anche gli adulti presenti in sala si lasciano coinvolgere a tal punto che la noia viene meno, data l’accuratezza con cui il musical viene messo in scena. Lo spettacolo si rivela coinvolgente ed emozionante per il pubblico di tutte le età. I protagonisti del musical sono: Manuel Frattini (Peter Pan), Martha Rossi (Wendy) e Pietro Pignatelli (Capitan Uncino). Manuel Frattini si cala a pieno nel personaggio del bambino che non vuole crescere emozionando il pubblico con il suo candore. Manuel Frattini in questa nuova edizione del musical ha arricchito il suo personaggio di maturità e nuove sfumature rendendolo ancora più credibile e vero. Pietro Pignatelli è un Capitan Uncino buffo, vanitoso, burbero e volte comico. Attorno a lui una ciurma di pirati strampalati [...]]]></description>
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		<title>Due mariti e un matrimonio</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 23:01:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Orlando Felici</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un matrimonio che salta e una sposa che non si trova più. Così inizia Due mariti e un matrimonio. Dove sarà andata a finire la giovane Mimì? Perché non si è presentata al giorno che, almeno in teoria, dovrebbe essere uno dei più importanti della sua vita? Difficile spiegare il motivo della sua assenza e neanche le sue due migliori amiche riescono a darsi una spiegazione razionale. E se il motivo fosse da ricercare in un luogo molto molto lontano? Una commedia ironica, Due mariti e un matrimonio, in scena al Teatro de&#8217; Servi fino al 12 febbraio, che mette al centro della scena il mondo femminile. Le donne e i loro comportamenti così assurdi e spassosi, almeno visti da fuori, capaci di cambiare umore e discorso nel giro di un secondo, ma dotate al tempo stesso di una sensibilità e di un&#8217;autoironia che nulla ha a che vedere con l&#8217;universo maschile. Donne alle prese con problemi vari, che anche se non vogliono ammetterlo, vorrebbero tanto un uomo a sostenerle e ad accompagnarle. E se Mimì ne avesse addirittura due di uomini? L&#8217;arma in più di Due mariti e un matrimonio, più che la storia e lo sviluppo della commedia, [...]]]></description>
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		<title>La gabbianella e il gatto</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 23:00:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppina Genovese</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Era il 1996 quando uscì tradotto in quasi tutte le lingue del mondo il dolcissimo romanzo di Luis Sepúlveda Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare.  Date le tematiche riscontrate e il forte valore educativo, ebbe un successo planetario sia di critica che di pubblico, arrivando a diventare testo di studio nelle scuole elementari e medie inferiori. Una storia coinvolgente, dolce e forte nello stesso tempo non poteva che essere proposto da La Fabbrica dell’Attore, la compagnia giovane del Teatro Vascello che da anni intrattiene i più piccini. Dal 14 Gennaio al 19 Febbraio grazie all&#8217;originale e coloratissimo riadattamento di Manuela Kustermann rivivono sulla scena il gatto Zorba, la gabbianella Fortunata e tutti gli altri simpatici animaletti, dove a farla da padrona è il movimento del corpo e la bella voce dei protagonisti. Kengah, bellissima gabbiana avvelenata da una macchia di petrolio, riesce a fatica a raggiungere la terra ferma, ma, ormai stremata, precipita su un balcone di una casa nei pressi di Amburgo. Qui incontra il gatto Zorba al quale dopo un commovente racconto gli affida l’uovo che sta per deporre, non prima però di strappargli tre promesse: quella di non mangiare l’uovo, di averne cura finché non [...]]]></description>
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		<title>La madre: il male va in onda</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 23:04:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rachele Mannocchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Spettatori ma nel senso “televisivo” del termine. Questa la prima sorpresa per il pubblico che assiste allo spettacolo La madre, dello scrittore e giornalista Paolo Fallai, in scena fino al prossimo 29 gennaio presso il Teatro Vascello. Palcoscenico della rappresentazione uno studio televisivo in cui va in onda “Crimina”, programma dedicato alle menti criminali presentato da Marta, giovane e impostata conduttrice, interpretata da Vittoria Faro che, per questa puntata, ha in serbo un ospite d’eccezione: la madre, un’intensissima Paola Rinaldi, arrestata per aver commesso ben dodici efferati omicidi. Il plot è quello de Il malinteso, scritto da Albert Camus nel 1943 ed in scena per la prima volta al Théâtre des Mathurins di Parigi nel giugno del 1944. Due assassine, madre e figlia, prigioniere del loro albergo in una regione fredda e sperduta di un’Europa senza speranza, che nutrono i loro sogni uccidendo e rapinando i viaggiatori di passaggio nella speranza di raccogliere il denaro sufficiente per trasferirsi in un “altrove” pieno di sole a cui non sembrano credere fino in fondo. Il dramma diventa epico quando una di queste vittime si rivela essere il figlio dell’una e il fratello dell’altra, tornato dopo un’assenza di vent’anni, senza farsi riconoscere dalle [...]]]></description>
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		<title>Pigiama per sei</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 23:03:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Orlando Felici</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cosa accade quando Marco Zadra si cimenta in un classico delle commedie degli equivoci come Pigiama per sei, di Marc Camoletti? La risposta è piuttosto scontata. Due ore di divertimento assoluto, in cui Zadra, con la sua regia brillante e ritmata, rende la commedia irresistibile. Spiegare la trama di Pigiama per sei non è per niente facile. Troppi i colpi di scena, le sorprese, i doppi, o meglio i tripli giochi, tra moglie, marito, amanti e&#8230;cameriere. Il tutto si sviluppa all&#8217;interno dell&#8217;elegante dimora di Jacueline e Bernard, coppia borghese, che decide di passare il week-end in compagnia di Robert, migliore amico di Bernard. Cosa c&#8217;è di strano fino a qui? Nulla, peccato, però, che Robert oltre a essere amico di Bernard sia anche l&#8217;amante di Jacqueline. Ma lo stesso Bernard, il tradito, all&#8217;insaputa di tutti, invita anche Brigitte, la sua amante, chiedendo a Robert di presentarla come sua ragazza. Se già la situazione appare confusa e intrigata, a questo va aggiunto un altro tassello. La cameriera a ore, chiamata da Jacqueline per la cena, che si chiama a sua volta Brigitte, come l&#8217;amante di Bernard. Inutile aggiungere che questa coincidenza complicherà a dismisura i piani dei partecipanti alla cena. Ruoli che [...]]]></description>
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		<title>Lady Burlesque Cabaret</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 23:02:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa Carifi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Corpetti, paillettes, sgargianti ventagli di piume, un guanto di seta sfilato con sensualità ammiccante, un paio di calze che cadono con poetica morbidezza per scoprire bianche gambe su vertiginosi e sexy tacchi a spillo, l&#8217;appeal malizioso di ombrellini che con lenta e  palpitante maestria svelano le armoniose curve, i corpi mozzafiato, la pelle coperta di luccicanti glitter delle belle performer prima del topico Tassel Twirling, ovvero il numero che consiste nel far roteare il seno e, di conseguenza, le nappine  attaccate ai pasties che coprono i capezzoli. Tutto questo è il burlesque, ma c&#8217;è molto di più! Dai teatri degli USA e della Gran Bretagna del XIX secolo, dove il burlesque vede i suoi esordi come uno spettacolo spregiudicato che proponeva affianco a una pungente parodia dell&#8217;aristocrazia del tempo, canzoni, gag, numeri di prestigio, balletti e qualche subrette succinta, per passare al più ricercato Cafè-chantant, fino ad approdare in Italia nel Teatri di rivista e più in là nell&#8217;avanspettacolo, questa forma d&#8217;intrattenimento continua a reinventarsi per accorciare sempre più le distanze da spettacolo sexy a performance artistica. Che il burlesque sia tornato di gran moda, forse per una serie di fortunati eventi, ormai è quasi noto a tutti. Sempre in più [...]]]></description>
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		<title>Andrea La Magnifica</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 23:02:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa Carifi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Divertentissimo, dinamico, riflessivo. Queste sono le parole chiave che subito saltano alla mente parlando di Andrea La Magnifica, spettacolo in scena al Teatro Spazio Uno, dal 19 al 26 gennaio. Il regista Eugenio Pochini mette a disposizione il suo talento per l&#8217;adattamento dell&#8217;esilarante commedia  dell’attrice e drammaturga francese Isabelle Candeliere, un&#8217;opera che conserva in sé tutti i tratti salienti che hanno segnato l’esuberante vita teatrale del Novecento francese e in cui si legge tra le righe un sottile richiamo alle tematiche culturali sostenute dal  Théâtre National Populaire di Jean Vilar. Nel mare magnum delle offerte teatrali romane, diventa sempre più difficile per un pubblico che cerca l&#8217;evasione quanto la voglia di confrontarsi con linguaggi scenici originali, trovare un&#8217;opera in grado di trattare tematiche non scontate, di divertire pur mantenendo salda una piega intellettuale che apre finestre riflessive sulla contemporaneità e sulle ombre comportamentali dell&#8217;uomo moderno. Andrea La Magnifica, con il suo contenuto esplicito e dal ritmo comico ma chiaroscurale nella retrospettiva,  propone un disegno guida  che colloca al centro del fatto teatrale un testo evocatore, musicale nel suo scorrere davanti a gli occhi dello spettatore e ingombrante, nel senso che sa invadere il palco non solo con la sua spassosa ironia [...]]]></description>
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		<title>Danze del Mondo: Tango Malambo</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 23:01:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvatore Carruba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Elegante, raffinato, suadente. Il tango non è semplicemente una forma di danza; è espressione di sensualità, unione di corpi che si cercano con ardita passione e si levano fluttuanti al suono di magiche note. Ed è proprio questa la sensazione che gli spettatori di Tango Malambo hanno percepito martedì 17 gennaio al Teatro Greco di Roma nel veder danzare la coppia di ballerini Marcela Sonia Szurkalo e Amiral Anibal Castro. E, insieme al fascinoso tango, il teatro in questione ammalia il suo pubblico con spettacoli all&#8217;insegna della danza, musica e arte, in cui varie etnie si mescolano in un trasudare di emozioni e cultura. Dal 28 dicembre al 31 gennaio, con il sostegno di Roma Capitale &#8211; Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico e della Regione Lazio e in collaborazione con i Municipi di Roma Capitale, l’Associazione Itinerari Danza e il Teatro Greco di Roma presentano il festival internazionale Danze del Mondo. Cinque Paesi propongono la loro arte in performances di vario livello all&#8217;interno della manifestazione proposta dagli enti su citati. Il debutto del 28 dicembre è toccato a Cuba con Hey Mambo! della compagnia Azucar Negra di Lazaro Martin Diaz; dal ritmo cubano della salsa alle movenze egiziane di Saad [...]]]></description>
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		<title>Era venerdì 13. Ha inizio il programma di costituzione della Fondazione Teatro Valle bene comune</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Jan 2012 23:06:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Lupo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Venerdì 13 ha preso il via una manifestazione teatrale di due giorni per sostenere il programma di finanziamento pubblico del teatro Valle occupato. Questa campagna si pone come obiettivo la costituzione della “fondazione teatro Valle bene comune” con un capitale sociale di 250mila euro da raccogliere attraverso l&#8217;azionariato popolare. Chiunque potrà contribuire al progetto e far parte della futura assemblea di soci. Con questa nuova formula nella gestione del teatro, si proverà a inaugurare una nuova linea di amministrazione, svincolata dalle ingerenze della politica. Il progetto proposto prevede infatti l&#8217;abolizione del Cda, l&#8217;alternanza di più persone nella direzione artistica e la gestione partecipata delle attività economiche e culturali attraverso un&#8217;assemblea di soci. A presentare questa iniziativa è stato Valerio Mastandrea coadiuvato, tra gli altri, da Paolo Calabresi, Caterina Guzzanti, Maddalena Crippa, Giampiero Judica, Diego Bianchi aka Zoro, Pietro Sermonti con lo spettacolo Era venerdì 13. La serata ha inizio con Mastandrea e &#8216;la valletta del teatro Valle&#8217; che danno vita ad una finta asta di venti opere donate da alcune artisti al teatro nelle ultime ore. Tra queste spiccano un dipinto di Pasolini e la videoinstallazione interattiva La perversione del dittatore di Daz (Davide Coluzzi) precedentemente esposta al piano superiore nella [...]]]></description>
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		<title>Roma: Singolare, femminile</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Jan 2012 23:05:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa Carifi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Roma. Città madre di poeti e imperatori, dove la maestosità muta dei monumenti grida la storia di una grande civiltà e l&#8217;eco dei secoli racconta tradizioni e leggende che vestono di misterioso incanto la Città Eterna. Ma nelle viscere palpitanti di una città antica come il suo popolo, nelle sue notti che si specchiano nel silenzioso Tevere e sotto gli occhi assenti delle statue di grandi personaggi che troneggiano nelle piazze, qualcuno dice che Roma ospita i fantasmi della sua gente, anime solitarie che non vogliono far dimenticare le loro storie e che la Storia non può dimenticare. Da questo originale e forse leggermente inquietante spunto Pascal La Delfa e Angela Di Noto elaborano il testo di Roma: Singolare, femminile, in scena all&#8217; Accènto Teatro dal 12 al 22 gennaio. Uno spettacolo di donne che si raccontano e si confrontano col passato che le ha viste protagoniste o vittime delle vicende più significative della Capitale. Roma: Singolare, femminile è un&#8217;opera dove la leggerezza e il divertimento vogliono sposarsi con la cultura e soprattutto con un coraggioso tentativo offrire un alternativo sguardo alla Storia della nostra Civiltà, in questo caso quindi non dal punto di vista degli uomini &#8211; che hanno sempre [...]]]></description>
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		<title>Sono Pulp perché mi chiamo Bukowski</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Jan 2012 23:05:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Scutellà</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Il più dritto detective di Los Angeles&#8221; lascia le pagine del vecchio Hank per approdare sulla scena teatrale. Pulp (pasticcio) è la storia di Nick Belane, un investigatore beone con il conto sempre in rosso, che si caccia in guaio dopo l&#8217;altro, perfetta esemplificazione di quello che l&#8217;autore chiama il suo &#8220;pessimismo ottimistico&#8221;: &#8220;Voglio dire, mettiamola così: voi immaginate che niente abbia senso, ma non può essere che tutto sia così, perchè vi rendete conto che non ha senso e questa vostra consapevolezza gli da quasi un senso. Avete capito quello che intendo? Un pessimismo ottimistico&#8221;. Un piccolo capolavoro di ironia surreale, che Valerio Molinaro, adattatore e regista, e la sua compagnia cercano di portare in scena. L&#8217;investigatore non si chiama più Nick Belane, ma Chuck Malone, modifica probabilmente d&#8217;obbligo per evitare le morse delle siae, perchè i due nomi suonano in modo pressoché identico. Inoltre l&#8217;investigatore non è più alla ricerca di Céline, scrittore francese amatissimo dal vecchio Hank, ma di Bukowski stesso, che, proprio come nel libro, si dice abbia ingannato la morte. Lo scrittore americano voleva rendere omaggio a uno dei suoi maestri &#8211; e sono veramente pochi, con lui solo Hemingway e John Fante si salvano [...]]]></description>
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		<title>So tutto su le donne</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Jan 2012 23:04:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[A poche settimane dal matrimonio Piero, quarantenne insicuro e un po&#8217; apatico, viene scaricato dalla compagna, così su due piedi, senza una spiegazione. Piero non sapendo come comportarsi, spiazzato e ferito, raduna i suoi vecchi amici, gli unici che possono consolarlo in un momento così difficile. Nel corso di un&#8217;intera nottata, trascorsa sotto casa di Piero, i quattro amici, partendo dal caso drammatico di Piero, iniziano un viaggio che li porterà nei meandri del mondo femminile. Almeno così credono. In realtà, il viaggio più che analizzare la femminilità è una sorta di esplorazione delle convinzioni maschili sulle donne. Non proprio la stessa cosa, anzi nulla di così distante. In questo modo, una chiacchierata incentrata sui dieci anni di relazione di Piero con la sua quasi moglie, vengono a galla tutte le credenze, i luoghi comuni e le convinzioni che spesso gli uomini associano alle donne, quasi sempre erroneamente. Anche se i quattro amici sono tutti adulti, il quadro che ne usce sull&#8217;altro sesso è piuttosto triste. Arrivano addirittura alla conclusione che per vivere bene con l&#8217;universo femminile l&#8217;unico modo che esiste è quello di tagliare ogni tipo di rapporto con loro. La serata si conclude con una massima, che in [...]]]></description>
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		<title>ZaBoom, un varietà moderno</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Jan 2012 23:03:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Fabbri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il giovedì sera al MiccaClub, il tempio romano delle serate rockabilly e del burlesque, è tempo di varietà, e quindi è tempo di ZaBoom. ZaBoom è uno spettacolo che cerca di recuperare e riproporre lo spirito dell&#8217;avanspettacolo del secolo scorso in una chiave più aggiornata, una miscela di repertorio classico del varietà reinterpretato con un frizzante stile para-televisivo. Sotto la regia di Luigi Orfeo, esponente dei Fools, ZaBoom è il tentativo di esplorare la modalità di spettacolo che caratterizzava il varietà, un unico palco in cui teatro, cinema, danza, musica e televisione cercavano insieme di costruire una sola macchina del puro intrattenimento, come si legge dal comunicato, «felicemente intrecciati in una comune ricerca di modernità». Lo show viene anticipato da un &#8220;aperitivo musicale&#8221;, cover di canzoni d&#8217;autore nostrane alternate a classici pop della musica anni &#8217;60 e &#8217;70, in cui gli stessi performer del varietà si anticipano come interpreti accompagnati dagli Zaboomers, la live band dello spettacolo in formazione tipicamente anni &#8217;60, diretti da Edoardo Simeone, pianista e arrangiatore (già collaboratore del Micca Club in Villains, Velvet Cabaret, La Notte del Corvo Poe). A metà serata inizia lo show vero e proprio, introdotto da una sigla coreografata in pieno stile [...]]]></description>
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		<title>Oh happy day al Cometa Off</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Jan 2012 23:02:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Ponte</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Clicca qui per leggere l&#8217;articolo di Michele Ponte sullo spettacolo Oh Happy Day!]]></description>
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		<title>Napoletani a Broadway</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Jan 2012 23:00:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Orlando Felici</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Vito Pappacena (Carlo Buccirosso) è un attore di teatro. Un cinquantenne che nonostante le difficoltà che continua a trovare nella vita di tutti i giorni, ancora non getta la spugna e continua a tentare la disperata strada del palcoscenico. Di fronte al Dr. Sommella, famoso regista di cinema e tv, per l&#8217;ennesimo provino, il povero Pappacena incassa il solito demotivante e brutale “le faremo sapere”. A rendere ancor più amaro il boccone da digerire è il fatto che Pappaceba viene bollato dal regista Sommella, spocchioso e borioso come non mai, come “troppo napoletano” per interpretare la parte. Il provino fa scattare una molla nel cuore ferito di Pappacena. Vito, insieme all&#8217;aiuto dell&#8217;ingombrante madre, con un passato in teatro, a fianco di Eduardo, decide così di mettere in piedi un&#8217;agenzia dedicata ai soli artisti napoletani. Un&#8217;iniziativa che nel giro di quattro anni diviene popolarissima a Napoli. Inutile dire che alla porte di Pappacena si presentano continuamente artisti, o più precisamente aspiranti artisti, di ogni tipo. Baristi, lavavetri, cantanti di quartiere e trasformisti improbabili affollano l&#8217;ufficio di Pappacena, con un unico sogno in comune, lavorare nel mondo dello spettacolo. Una passione vera e autentica che li spingerà a sognare nonostante tutto. Proprio [...]]]></description>
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		<title>A che servono questi quattrini?</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Dec 2011 23:00:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa Carifi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A metà tra commedia e dramma, disillusa rappresentazione di virtù e vizi italiani, in bilico sul sottile confine tra finzione e realtà che partorisce il paradosso comico per eccellenza. Questo è la Commedia dell&#8217;Arte Napoletana firmata De Filippo. Sono passati ormai decenni dal tormentato panorama italiano del dopoguerra, dove i fratelli De Filippo (Eduardo, Peppino e Titina) prestavano il loro talento recitativo ai palcoscenici di una Napoli disincantata ma con la voglia di reinventarsi e sempre pronta a ironizzare sulle debolezze dell&#8217;animo umano. Calata la maschera farsesca di Pulcinella, che fino a quel momento aveva caratterizzato lo stereotipo del personaggio napoletano &#8211; furbo e capace di arrangiarsi in ogni  circostanza &#8211; Eduardo decise di interpretare le problematiche del popolo meridionale con le sue crisi di valori e le sue speranze di rivalsa. Il suo è un teatro pieno di vitalità, di raffinate metafore sorrette sempre da un&#8217;arguta morale pronta a scendere in primo piano quando passa attraverso l&#8217;evocativa gestualità,  le espressioni cariche di significati, l&#8217;umorismo dolceamaro capace di far riflettere. Questa svolta recitativa si poneva distante dal clima positivista del tempo e fu capace con la sua energica comunicatività di superare l&#8217;ostracismo del regime,  gettando le ancore verso una rivoluzione [...]]]></description>
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		<title>Lo strano caso della famiglia Dupont</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Dec 2011 23:00:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Scutellà</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un fiume di parole senza significato, segni senza alcun referente, un&#8217;allegria forzata, immotivata coprono l&#8217;orrore che si agita dentro uno strano condominio, sempre negato, rifiutato, respinto, ricacciato al piano inferiore. La famiglia Dupont vive in un palazzo fatiscente affetto da un rumore stridente e misterioso &#8211; anche questo un misero segno, un avvertimento che non descrive affatto il mostruoso che si avvicina &#8211; ed è costretta a spostarsi di volta in volta al piano superiore. Ad ogni trasloco però la loro casa, il loro spazio vitale, si restringe sempre di più e diventa ogni volta più misero e spoglio. Tra un trasloco e l&#8217;altro viene sempre dimenticato un pezzo, a partire da una radio, una banalità. Una volta cambiato alloggio, tuttavia, la vita precedente al piano inferiore viene del tutto rimossa, solo le due ragazze, Zeno e Bia, conservano il ricordo degli altri appartamenti e di tutto ciò che vi ruotava intorno. I genitori, il vicino, la cameriera, tutti gli adulti insomma, oscillano tra smemoratezza e finzione di non ricordare quello che è successo in precedenza. Inoltre fa parte della famiglia una sorta di bestia umana che i familiari picchiano, rinchiudono, ma fingono di non vedere, come se non avesse [...]]]></description>
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		<title>Fanculo il PIL, al Teatro allo Scalo</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Dec 2011 23:00:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Fabbri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Va in scena fino all&#8217;8 Gennaio al Teatro allo Scalo &#8220;Fanculo il Pil&#8221;, nuovo monologo sui temi quantomai attuali dell&#8217;economia firmato dall&#8217;attore e autore Sandro Torella, nonché giovane direttore artistico del teatro stesso. All&#8217;inizio dello spettacolo il pubblico, a sorpresa, viene invitato caldamente ad andare via, in maniera anche piuttosto seccata, da un uomo che poco dopo capiamo essere un professore (si suppone di economia), radiato dalla facoltà a causa dei suoi modi poco &#8220;accademici&#8221;, poco consoni all&#8217;ambiente universitario. La storia però, prende da subito una direzione completamente diversa. I modi poco accademici del Torella si rivelano essere dei modi sì inusuali, ma perché simpatici e accattivanti come quelli di un imbonitore di platee, non un docente altezzoso ma piuttosto un animatore divertente e ironico. Grazie a questi modi poco ortodossi quasi subito svanisce il conflitto tra professore e università, tra singolo e autorità istituita, e subentra invece la colloquialità tra performer e pubblico. Un tipo di rapporto diretto con le persone che il protagonista utilizza durante tutto lo spettacolo, piuttosto che attenersi ad un testo ben strutturato preferisce affidarsi all&#8217;improvvisazione col pubblico, coinvolgendolo, facendogli domande, e invitandolo perfino sul palco per inscenare piccole situazioni teatrali, che servono da metafora [...]]]></description>
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		<title>Cuoredebole</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Dec 2011 23:12:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa Carifi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non è la prima volta che la genialità letteraria di Dostoevskij si presta ad adattamenti teatrali. La sontuosa verbosità, la capacità di rappresentare le debolezze, le paure degli uomini e la fragile interiorità pronta a spezzarsi sotto la pressione della follia, sono tematiche capaci di mettersi in scena con il giusto ritmo e con un potere espressivo diretto ma chiaroscurale, che sempre più spesso il pubblico si aspetta dal teatro sperimentale. Certo non è facile gestire in una trasposizione teatrale i dettagli emotivi che emergono  dalle  tematiche dostoevskijane, ma è un&#8217;impresa che vale la pena di tentare, soprattutto quando è alimentata dalla passione di artisti giovani ma di talento. Coraggioso è stato infatti, a dispetto del titolo, Cuoredebole, lo spettacolo messo in scena al teatro Keiròs dal giovane drammaturgo, regista e attore Enoch Marrella. La piéce è tratta da Un cuore debole, un racconto che appartiene alla produzione giovanile di Dostoevskij. Un&#8217;opera dal contenuto solo apparentemente semplice, ma che lascia intravedere in verità tutta una serie di drammatiche complessità proprie dell&#8217;animo umano. Cuoredebole è riuscito ad abitare il palco senza dover tralasciare gli spunti riflessivi reconditi offerti dal testo, lasciando però sempre emergere con energica chiarezza il paradosso portante dell&#8217;opera: [...]]]></description>
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		<title>Natale a Capracotta</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Dec 2011 23:01:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Scutellà</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una commedia leggera che scivola a tratti nello psicodramma: così si potrebbe riassumere l&#8217;anti-cinepanettone pensato da Francesca Nunzi. Tre sorelle si ritrovano quasi per caso a condividere il cenone natalizio: Betta (Maria Lauria), la maggiore &#8211; madre e moglie modello &#8211; abbandonata dal marito sul letto di morte e dal figlio che vive in America; Sandrina (Francesca Nunzi), attrice di vanzinesca memoria sul viale del tramonto; Raffaella (Loredana Piedimonte) maniaca della pulizia e dei cibi biologici, appartenente all&#8217;alta borghesia romana. A loro si aggiunge il segretario dell&#8217;attrice, Rino (Mauro Serio), umidiccio, calabro-triestino e innamorato che segue ovunque la sua assistita e che per lei ha rinunciato al suo sogno di fare l&#8217;attore. Lo spettacolo è un coacervo di sogni irrealizzati, di ansie e di dissidi destinati esplodere nella sera di Natale, accompagnati dalla verve cinico-comica dei protagonisti, che non risparmiano battute al veleno ai loro parenti e amanti, come da miglior tradizione familiare. In particolare è il personaggio di Sandrina a offrire alla Nunzi l&#8217;occasione di far eruttare un vulcano di comicità esplosiva. Bene si comportano anche gli altri interpreti: la Piedimonte nel ruolo della ricca psicopatica, la Lauria in quello della casalinga depressa e Mauro Serio (che quelli della [...]]]></description>
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		<title>Un giorno lungo un anno</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Dec 2011 23:03:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Orlando Felici</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 19 luglio 1943 e il 24 marzo 1944 sono due date particolari per Roma. Giorni interminabili, terribili e funesti. Il 19 luglio 1943 Roma fu bombardata per ore dall&#8217;aviazione anglo-americana. Furono colpiti i punti strategici, come le stazioni e gli scali. I quartieri Tiburtino, Prenestino, Tuscolano e San Lorenzo  furono sommersi da una pioggia di bombe che sventrarono la città e portarono via tante vite innocenti. La guerra, quella vera, in cui si muore e si combatte per le strade, piombò improvvisamente sulla capitale e sui suoi abitanti. Neanche il Papa e il Vaticano, nè tantomeno il Colosseo, riuscirono a fermare lo spettro dei bombardamenti. Le fragili convinzioni che per mesi accompagnarono la città, che spinsero la maggior parte del popolo romano a convincersi che mai nessuno poteva osare tanto, arrivando persino a colpire la Città Eterna, crollarono insieme ai palazzi di San Lorenzo. Un giorno infinito, lungo come un anno. Da quel giorno, impresso per sempre nelle mente della città, Roma visse giorni neri, in cui in giro per le vie si respiravano solo angoscia e paura. Questo è il quadro in cui si sviluppa il primo atto de Il giorno più lungo, in scena al Teatro delle [...]]]></description>
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		<title>La bisbetica Vanessa Gravina</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Dec 2011 23:02:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Ponte</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Chissà se William Shakespeare era in grado di immaginare che le sue commedie sarebbero perdurate nell&#8217;arco dei secoli e forse sino alla fine del mondo, chissà&#8230; Di sicuro chi scrive ha un ego tale da pensare che qualcuno lo voglia leggere, ma quanto dovrebbe essere grande l&#8217;ego di Shakespeare, i cui scritti non sembrano invecchiare mai? Non importa che l&#8217;adattamento sia teatrale o cinematografico, quello che conta è che il suo cuore continui a battere all&#8217;interno di ogni singola battuta scandendone magici ritmi capaci di tenere incollati e concentrati sia lo spettatore di oggi che quello di ieri. La bisbetica domata Shakespeare ci pone di fronte a una commedia all&#8217;interno di una commedia, e si deve considera anche la commedia della vita a cui partecipa ogni singolo individuo all&#8217;interno del teatro, quindi non solo gli attori, che è un mescolarsi continuo di storie che vanno via via a intrecciarsi e a portare tutti a seguirne una sola. Infatti appena il sipario rosso papavero si apre, le storie degli spettatori si amalgamano con quella di Sly, un ubriacone qualunque (un poveraccio come tanti, per dirlo in due parole) che viene convinto da alcun ricchi uomini di essere un potente signore appena risvegliatosi [...]]]></description>
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