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	<title>Fuori le Mura</title>
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	<description>Il primo settimanale online di Roma</description>
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		<title>L&#8217;OTAKU DAY vi aspetta il 3 febbraio!</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 19:03:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Libri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Comunicato Stampa L&#8217;evento che ogni appassionato di MANGA e ANIME aspettava da anni! Venerdì 3 febbraio alle ore 16,00 presso la Casa del Fumetto di Roma si terrà il primo OTAKU DAY targato MX – Magic Press Edizioni! Per l&#8217;occasione verranno presentati al pubblico dal responsabile delle linee manga Magic Press Edizioni, Alberto Galloni, due volumi freschi di stampa: l&#8217;attesissimo capitolo conclusivo di Brother X Brother e il nuovo, esilarante volume de La figlia dell&#8217;Otaku, che vedrà i nostri Kota e Kanau alle prese con la più grande fiera fumettistica del mondo, IL COMIKET! BROTHER X BROTHER 5 Soichiro torna a vivere insieme ai fratelli e, ovviamente, ne succederanno di tutti i colori. Nel frattempo, per ripagare i debiti di Kozuki, fa i lavori più diversi, ma&#8230; Con questo volume si conclude la storia dei fratelli Shirakawa, uno dei più famosi yaoi, campione di vendite e di critica tra le appassionate del genere Boys’ Love. Hirotaka Kisaragi – già visto in Il mio detective (Magic Press Edizioni/MX), Blood+ (Panini) – è uno dei più famosi autori yaoi, campione di vendite e di critica tra le appassionate del genere Boys’ Love. LA FIGLIA DELL&#8217;OTAKU 4 Questa è la storia di Kota, [...]]]></description>
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		<title>Sharedrun: nasce il primo social network sul running</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 09:28:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sport</dc:creator>
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		<description><![CDATA[SharedRun (sharedrun.com) è il primo vero social network dedicato al running. Già ribattezzato “Runnerbook”, il “Facebook” del runner è attivo da sabato 28 gennaio alle ore 13. Oltre 15.000 le email arrivate per avere dettagli sul funzionamento agli ingegneri della Inmatica spa, l’azienda italiana che ha realizzato il social network ideato e progettato dalla SharedRun. SharedRun è la prima community per gli appassionati del running e del jogging, decine di milioni in tutto il mondo. Uno spazio “vitale” dove runners, joggers, walkers, gare e organizzatori possono creare il proprio profilo personale per presentarsi, conoscersi, interagire, comunicare tra loro e con l’esterno. In un mondo globale sempre più tecnologico e interconnesso, SharedRun trasforma la corsa in un’esperienza allargata: la partecipazione alle gare o agli allenamenti in città o nei parchi, diventano il fulcro per la socializzazione, il divertimento e la gratificazione personale; la gara non è più confinata tra la partenza e l’arrivo ma si espande prima, durante e dopo. Il tempo libero e il gioco sono gli elementi cardine della nascita di SharedRun. Le principali funzionalità, profilo personale (running id), racecam, app, chat, post, messaggi, ecard, diario, note, classifiche social, race stats, guess the race, rank, saranno attive da domani [...]]]></description>
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		<title>Nomination Oscar 2012: subito le prime polemiche</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 23:14:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Maglietta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pochi giorni fa è uscita la lista delle nomination agli oscar 2012 creando non poche polemiche.  L&#8217;Academy ha deciso di escludere da tutte le categorie J. Edgar di Clint Eastwood, lo stesso Leonardo Di Caprio, Ryan Gosling per Le idi di marzo o Drive, Michael Fassbender per Shame e Albert Brooks per Drive. Proprio quest&#8217;ultimo, uno dei più delusi per l&#8217;esclusione.  Clamorosa inoltre l&#8217;assenza per il miglior film d&#8217;animazione de Le avventure di Tintin &#8211; Il segreto dell&#8217;unicorno di Steven Spielberg. Secondo gli addetti ai lavori americani, che basano le vittorie sui numeri e sulle scommesse, per la vittoria all&#8217;Oscar come miglior film dovrebbe spuntarla la rivelazione di Cannes The Artist, il quale ha fatto incetta di premi ai Golden Globe, dato a 1,25, in netto vantaggio su Paradiso amaro e Hugo Cabret di Scorsese dato a 11.00. Segue War Horse di Steven Spielberg a 13.00. Per la categoria miglior attore dovrebbe spuntarla la solita mediocre prova attoriale di George Clooney con il film Paradiso amaro che, dopo la premiazione ai Golden Globe, è favorito a 1,35.  Segue lo splendido Jean Dujardin, protagonista di The Artist, dato a 2,80. La vittoria di Brad Pitt per l&#8217;indecente interpretazione nel film Moneyball &#8211; L&#8217;arte [...]]]></description>
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		<title>Oltre le barricate: parlano i protagonisti di ACAB</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 23:13:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Susanna D&#39;Aliesio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Leggi anche: ACAB All cops are bastards (Recensione) di G. Genovese ACAB! Inno skinhead. &#8220;All cops are bastards&#8221; cantavano negli anni &#8217;80 i 4-Skins, l&#8217;acronimo piacque talmente che l&#8217;intera cultura Skin l&#8217;adottò come slogan. Oggi un&#8217;etichetta, un logo, strumentalizzato, stuprato. Un inno svuotato di significato e riempito di qualunquismo e superficialità. Pericoloso. Finalmente esce ACAB, il chiacchieratissimo film tratto dall&#8217;omonimo romanzo di Carlo Bonini ambientato qualche anno fa. Il libro è tratto da una storia vera o come dice Bonini &#8220;è una verità non definitiva&#8221; narra le vicende di Cobra ( nel film Piefrancesco Favino), Negro (Filippo Nigro) e Mazinga (Marco Giallini). Loro sono tre “celerini bastardi”. “Celerini”, così si sentono, più che poliziotti. Sulla loro pelle hanno imparato ad essere bersaglio perché vivono immersi nella violenza. In una violenza che diventa lo specchio deformante di una società esasperata, di un mondo governato dall’odio che ha perso le regole e che loro vogliono far rispettare anche con l’uso spregiudicato della forza Durante la prentazione alla stampa di ACAB una prevedibile pioggia di domande investe  il cast. Il film uscirà nelle sale italiane il 27 gennaio e già si preannuncia un successo di botteghino. C&#8217;è chi pensa che facciate un&#8217;apologia dei celerini, chi invece, vista la [...]]]></description>
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		<title>Polisse</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 23:12:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sandra Capitano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Leggi anche: &#8220;Polisse&#8221;, a colloquio con i protagonisti (Conferenza Stampa) di S. Arseni Ci sono film che solo i francesi riescono a portare sul grande schermo e Polisse è uno di questi. Una pellicola didattica che abbatte ogni confine tra fiction e documentario; commovente fino alle lacrime riuscendo a trasporre con perfetto realismo la diffusione persistente degli abusi sui minori, delle perversioni e dell’ignoranza, servendosi di un’elevata cifra stilistica. Vincitore del Premio della Giuria all’ultimo Festival di Cannes, diretto dall’attrice e regista Maïween Le Besco (Perdonatemi,  Le Bal Des Actrices), che qui si è ritagliata un personaggio secondario, Polisse è un film complesso ma che già dall’errore grammaticale e dalla grafia infantile del titolo prova a circostanziare il suo punto di vista: raccontare la routine quotidiana degli agenti di polizia della Sezione Protezione Minori di una cittadina francese. In questo microcosmo, apparentemente simile a una qualsiasi realtà aziendale, la macchina da presa, discreta e riservata, indugia sugli uomini e le donne che con (apparente) freddezza da dietro una scrivania interrogano genitori che abusano dei figli, raccolgono le deposizioni di bambini vittime di maltrattamenti,  affrontano adolescenti dalla sessualità fuori controllo, arrestano pedofili e acciuffano piccoli borseggiatori. La loro freddezza, sintomo di un’attività [...]]]></description>
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		<title>Ever_green: e la moda si tinge di verde!</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 23:11:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicolamaria Coppola</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Abiti, accessori, scarpe e make-up: niente sfugge alle verde pennellate di questo colore evergreen. Qualsiasi sia il materiale e declinato in ogni fantasia, il verde quest’anno è protagonista di mille stili moda: dal bon-ton, all’hippy-chic, dal military fino all’high-tech. Il verde si impone sulle passerelle in tutte le sue nuance e declinazioni, ed ecco, quindi, che il verde oliva, il verde bottiglia, lo smeraldo, l&#8217;elettrico e il foglia diventano i protagonisti indiscussi delle collezioni di questa stagione di tutti i couturiers internazionali. Verde, come la speranza che la crisi passi, che l&#8217;emergenza ambientale migliori, che la vita assuma di nuovo un po&#8217; di colore. La nuance dell&#8217;anno è una tinta per tutti: per gli ottimisti che vogliono osare, per i raffinati che vogliono rasserenare lo spirito e per i preziosi che vogliono brillare di luce propria come lo smeraldo. Il verde è  un colore passpartout che piano piano sta facendo breccia anche nel territorio degli abiti da sera, in cui l&#8217;imperatore indiscusso è stato fino ad ora solo lui, il nero, il classico per eccellenza, chic senza volerlo, ma decisamente noioso e tetro. Il verde è una tonalità che dà brio e luminosità, è molto duttile, sta bene alle donne [...]]]></description>
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		<title>Hugo Cabret</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 23:10:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erminio Fischetti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Martin Scorsese, in oltre quarant’anni di carriera registica, ci ha raccontato il mondo attraverso i suoi occhi costruendo visioni filmiche che sono passate da una sua prospettiva, dura, cocente, ma assolutamente personale, a omaggi referenziali del cinema stesso. Di questa sua seconda fase d&#8217;autore, in qualche modo, Hugo Cabret rappresenta la summa o, meglio di altre pellicole, ritrova quella fanciullesca innocenza di narrare le storie e rimodellare il mezzo attraverso le nuove tecnologie andando proprio alla genesi del mondo del cinema raccontando di Georges Méliès come farebbe Georges Méliès, ovvero attraverso la fantasia e la magia. E con questo film, che si presenta come una favola d’altri tempi, ambientata nella stazione di Parigi del 1931, Scorsese dichiara definitivamente e costosamente il suo amore per la settima arte a trecentosessanta gradi. Proprio per questa eccessiva partecipazione affettiva, la pellicola soffre di alcune cadute di stile, alcune banalità narrative. Un accorato e commovente omaggio per il quale, per la prima volta in assoluto nella sua carriera, mette da parte il tema della violenza e della colpa per raccontare altro. Hugo Cabret, candidato a ben undici premi Oscar, è una gioia estetica per gli occhi grazie alla cupa e parimenti luminosa confezione orchestrata dalla [...]]]></description>
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		<title>L&#8217;elogio del fannullone</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 23:10:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Scutellà</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Senza pretesa di voler strafare io dormo al giorno quattordici ore, è anche per questo che nel mio rione godo la fama di fannullone&#8221; (Fabrizio de Andrè, il fannullone) C&#8217;era una volta l&#8217;otium, il dolce far nulla propedeutico alla riflessione, in cui l&#8217;elemento riflessivo stesso trovava il suo spazio, la sua alcova segreta e riparata, permettendo così le più grandi scoperte, i progressi più impensati in campo scientifico, tecnico, filosofico, artistico e chi più ne ha più ne metta. Cosa stava facendo Newton quando ha scoperto la legge di gravità? Oziava sotto un albero, non doveva certo combattere le affollate segreterie didattiche de La Sapienza di Roma, tanto per dirne una. Avrete già capito dove voglio andare a parare: ho personalmente accolto con un sorriso amaro le recenti dichiarazioni del viceministro Martone sugli studenti fuori corso. Non tanto perché &#8211; come tutti hanno immancabilmente e giustamente sottolineato &#8211; ogni studente ha una sua storia personale e una fredda statistica non può certo renderle giustizia. Nemmeno perché la colpa del ritardo di alcuni studenti nel portare a termine il ciclo che hanno iniziato si possa ascrivere alla disorganizzazione del sistema universitario, che sta proprio a  individui come Martone &#8211; li si [...]]]></description>
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		<title>Pioggia a Roma, il 2011 un anno di siccità ed eventi piovosi straordinari</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 23:10:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il 2011 è stato un anno molto asciutto per Roma, con poca pioggia concentrata soprattutto in eventi straordinari come quello del 20 ottobre, quando la città fu inondata da un vero muro d&#8217;acqua. Consultando i dati pluviometrici dell&#8217;Ufficio Idrografico e Mareografico della Regione Lazio, si vede come nel 2011 siano caduti su Roma fra i 600 e i 650 mm di pioggia. Un dato che cambia a seconda delle zone, ma che dimostra comunque una generale diminuzione di precipitazioni in confronto alla media annuale. Al pluviometro di Roma Macao, in zona Castro Pretorio, sono stati rilevati 644 mm, a Montesacro circa 680 mm, mentre a Monte Mario 594 mm. La media di precipitazioni a Roma calcolata sugli ultimi 50 anni varia invece fra 750 e 800 mm, con un totale di circa 80 giorni piovosi, mentre nel 2011 i giorni piovosi sono stati solo 55. La riduzione dei giorni piovosi è andata di pari passi con l&#8217;intensificarsi degli eventi. Il mese di ottobre ad esempio, è stato quasi del tutto privo di piogge,ma in una sola giornata, il 20 ottobre, sono caduti oltre 100 mm di pioggia. Stesso discorso anche in primavera, con eventi molto signficativi che hanno toccato talvolta i 50 [...]]]></description>
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		<title>Naufragi di serie B</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 23:09:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo Pasqualini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una grande attenzione mediatica è stata riservata al drammatico naufragio del Costa Concordia, avvenuto la sera del 13 gennaio 2012. Ben altra però è l&#8217;attenzione riservata dai media europei verso altri naufragi, che avvengono da anni nel bacino Mediterraneo e il cui bilancio totale è enormemente più grave. Migliaia di persone sono morte infatti negli ultimi anni nel mar Mediterraneo in naufragi passati molto presto nel dimenticatoio generale, se non addirittura sotto silenzio. Erano uomini, donne, bambini, che cercavano di raggiungere le coste italiane, greche e spagnole per accedere all&#8217;Europa. Fuggivano dai paesi del nord Africa, del Medio Oriente, dell&#8217;Asia e dell&#8217;Africa centrale. Di alcuni naufragi, i più gravi, la stampa ha parlato, anche se non certo con il dispiego di attenzione ed energie riservato a quelli di navi nostrane, ma tanti altri sono rimasti in fondo alla cronaca, piccoli trafiletti nella cronaca nera, oppure menzionati solo dalla stampa locale. Il sito Fortress Europe, curato dal giornalista Gabriele Del Grande, pubblica da anni, con continui aggiornamenti, il numero di persone morte in naufragi dal 1988 ad oggi. Persone che fuggivano da paesi in guerra, o da carestie, o da dittature feroci, su vecchie carrette del mare. La lista di questi [...]]]></description>
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		<title>Quando il bene comune si coltiva in città</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 23:09:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Sportelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un’ondata verde ha da pochi anni travolto Roma e molte delle sue aree, strappandole all’abbandono e al degrado. Sulla scia dei jardins partagés, che si sono diffusi spontaneamente negli anni ‘90 a Parigi, e dei più noti community gardens  negli Usa, orti di quartiere condivisi tra più persone e famiglie, negli ultimi anni sono nati parchi, orti, giardini condivisi, fattorie urbane, aiuole su cui sono intervenuti diversi gruppi di guerrilla gardening e molte zone verdi con le quali associazioni e cittadini si sono riappropriati della città e dei suoi spazi pubblici. Fioriscono così luoghi realizzati e gestiti dai cittadini stessi in cui è possibile ritrovare il contatto con la terra e coltivare direttamente ciò che poi finisce sulla propria tavola, con tutti i vantaggi legati alla coltivazione biologica e ad una filiera produttiva più corta. Ma, soprattutto, luoghi in cui è possibile incontrarsi, creare oasi di relax e presidi contro la speculazione edilizia, dare vita a progetti di educazione ambientale o che coinvolgano bambini, anziani, disabili e lavoratori in mobilità. Spazi che fanno risparmiare alle amministrazioni le spese di manutenzione e gestione e che diventano fulcro di nuove forme di interpretazione dello spazio urbano e delle relazioni sociali. In Italia [...]]]></description>
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		<title>Vintage Tv: Tre cuori in affitto</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 23:09:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvatore Carruba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Vintage Tv: che fine hanno fatto i vecchi divi? Scoprilo su FLM! La convivenza? Non è sempre facile, soprattutto quando la conoscenza tra i coinquilini avviene direttamente in casa. Quello della convivenza è un problema comune a molti: dai giovani che intraprendono un percorso universitario, a chi si affaccia al mondo del lavoro e non può permettersi un affitto, a chi decide di staccarsi dal nucleo familiare esclusivamente per rivendicare la propria indipendenza. Nel 2012 trovare appartamenti abitati da ragazzi e ragazze è sempre più frequente, e la mescolanza tra i sessi non genera più scandali o pregiudizi. C’era un tempo, però, in cui per evitare problemi di buon costume, i proprietari affittavano le loro abitazioni esclusivamente a persone dello stesso sesso cercando così di mantenere un equilibrio interno. Per tale motivo, l’aspirante cuoco Jack Tripper si è dovuto presentare come omosessuale dinanzi ai coniugi Roper, proprietari dell’appartamento di Santa Monica abitato da Joyce e Chrissy. Ispirato alla serie tv inglese Un uomo in casa, Tre cuori in affitto (titolo originale Three’s company) racconta la quotidianità di tre coinquilini e le frequenti visite dei loro padroni di casa; tra gag esilaranti in cui si prende in giro (su più fronti) [...]]]></description>
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		<title>L&#8217;arte di vincere le candidature agli Oscar</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 23:08:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Ponte</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I film sugli sport americani in Italia non vendono, o così immaginano i distributori nostrani che negli ultimi anni non hanno fatto arrivare al cinema una pellicola come The Blind Side – lungometraggio candidato all’Oscar come Miglior film e dove Sandra Bullock ha vinto il premio come Miglior attrice protagonista – che è stato mandato in onda su Mediaset Premium e poi editato in dvd. Quindi è una grande e piacevole sorpresa scovare L’arte di vincere distribuito nella maggior parte dei cinema italiani, ma se non fosse uscito un film che ha ottenuto ben 6 candidature agli Oscar più 4 ai Golden Globes,  che figura avremmo fatto? L&#8217;arte di vincere racconta la storia di un ragazzo, Billy Beane, che, iniziato al baseball professionistico ancora giovanissimo, non è riuscito a mantenere le alte aspettative e quindi si è ritirato dopo poche stagioni per passare a un altro aspetto del gioco, quello di general manager, e lo ha fatto per gli Oakland. Dopo una stagione in cui la squadra era riuscita sia a qualificarsi ai playoff che ad arrivare a un passo dal titolo, Billy ha visto perdere i suoi migliori giocatori per squadre con budget enormi come quello degli Yankees. In [...]]]></description>
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		<title>Stangata al clan dei Casamonica</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 23:08:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Lupo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Durante quest&#8217;ultima settimana è stato inferto un duro colpo al clan dei Casamonica. Nel giro di pochi giorni il Gip Aldo Morigigni ha disposto l&#8217;arresto di 39 persone (15 donne) e l&#8217;espropriazione di beni per un valore complessivo di oltre 5 milioni di euro. Si parla di ville, terreni, 16 abitazioni, 36 autovetture tra cui Ferrari e Corvette, 20 orologi di lusso, 135mila euro in contanti, una borsa piena d&#8217;oro e numerosi conti correnti e depositi bancari e postali, tutti intestati a società fittizie o prestanome pagati. Quello che più ha colpito la squadra mobile che ha compiuto i sequestri, guidata da Vittorio Rizzi, è lo sfarzo e il kitsch che ricorda quello di Tony Montana, indimenticabile protagonista del film Scarface di Brian de Palma, con cui il clan era solito decorare le proprie abitazioni. Come la villa scoperta nei pressi di Rocca Cencia, nella periferia sud-est di Roma dove l&#8217;oro è presente persino nelle rifiniture e nei rubinetti della Jacuzzi modello piscina, dove gli stucchi e i panneggi nelle camere da letto non si contano e la malachite e il marmo di Carrara rivestono in larga misura gli interni della casa, arredata con marmi e colonne antiche. Non mancano [...]]]></description>
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		<title>Rsf, la libertà di stampa nel 2011</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 23:08:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Palazzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come se la passa la libertà di stampa al giorno d’oggi. È questa l’analisi che periodicamente l&#8217;organismo internazionale Reporter senza Frontiere realizza su scala planetaria, in 179 paesi nel mondo. La scorsa settimana sono stati pubblicati i dati relativi al 2011 con risultati che oscillano tra ennesime conferme e piacevoli sorprese. Il rapporto sottolinea l’eccezionalità dell’anno appena trascorso, chiaro riferimento alla cosiddetta primavera araba in cui “molti mezzi d’informazione hanno pagato a caro prezzo la loro copertura mediatica delle aspirazioni democratiche o dei movimenti di opposizione”. “La parola-chiave del 2011 è stata repressione – prosegue il Report Generale &#8211;  La libertà d’informazione non è mai stata così tanto associata alla democrazia. I giornalisti, con le loro cronache, non hanno mai infastidito così tanto i nemici della libertà”. Violazioni della libertà di stampa, grado di libertà di giornalisti e mezzi di informazione, utilizzo di Internet, misure messe in atto dai governi, censura, pressioni economiche sono alcuni dei 44 criteri utilizzati per la stesura della classifica. Ai primi posti si trovano sempre, ex aequo, Finlandia e Norvegia. La Scandinavia rimane un esempio ideale che collega solide democrazie ad un giornalismo efficace e indipendente. A seguire ci sono Estonia, Olanda, Austria, Islanda, Lussemburgo [...]]]></description>
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		<title>“Truccarsi non è mai stato così semplice”, parola di make-up artist!</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 23:07:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicolamaria Coppola</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;estetica sta vivendo un momento  magico  di grande sperimentazione e  altissima  tecnologia, e la sua diretta  conseguenza è  la creazione di  prodotti sempre più  performanti  ma, allo stesso, tempo, facili  da  usare. Il look di questa stagione    fredda ha un unico imperativo,  &#8217;stupire&#8217;, e la tendenza  principale per  il make up di  questo inverno è l&#8217;uso  del  colore, colori accesi oppure  tonalità lussuose nelle tonalità  dell&#8217;oro per gli occhi, e bocche  rosse, rossissime.  “Sono in  arrivo, direttamente dagli Stati, delle ciprie compatte che, evoluzione delle polveri minerarie, a contatto con la pelle assumono la consistenza di creme setose dalla resa impeccabile e con un potere uniformante senza precedenti”. È Massimiliano della Maggesa, noto make-up artist e creatore di prodotti per maquillage ad alto contenuto tecnologico, che spiega che si tratta di textures assolutamente rivoluzionarie. La mission? Garantire un effetto cromatico hot fin dal primo passaggio e assicurare una tenuta eccezionale di ben 24 ore. “Per prolungare la brillantezza di un pigmento – dice il cosmetologo Lorenzo La Mattina in un&#8217;intervista a &#8216;Vogue&#8217; – basta rivestirlo, attraverso processi sofisticati con materie che assicurano un ancoraggio resistente ma elastico alla pelle. La sfida è l&#8217;efficienza unita al comfort: il maquillage deve essere [...]]]></description>
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		<title>L’istante e l’eternità negli scatti di Cartier-Bresson</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 23:07:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rachele Mannocchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Per me una sola cosa conta: l’instante e l’eternità, l’eternità che, come la linea dell’orizzonte, non smette mai di arretrare”. Queste le parole di Henri-Cartier Bresson, maestro per antonomasia dello “scatto”, scelte come viatico per la mostra Henri Cartier-Bresson. Immagini e Parole, promossa dalla Provincia di Roma nell’ambito del Progetto ABC Arte Bellezza Cultura, in corso fino al prossimo 6 maggio presso Palazzo Incontro. La linea dell’orizzonte del celebre artista sembra davvero non smettere mai di arretrare e le immagini in mostra, scelte tra le più suggestive del suo repertorio, testimoniano la vittoria contro caducità  del tempo. Il titolo stesso della rassegna &#8211; organizzata da Contrasto, Magnum Photos e Fondation Cartier-Bresson in collaborazione con Civita – enuncia il taglio scelto per la selezione antologica: una raccolta di foto a cui fanno eco i commenti di alcuni grandi intellettuali ed artisti. In mostra, infatti, una selezione aggiornata con nuovi contributi rispetto al progetto nato qualche anno fa, quando un gruppo di amici ha pensato di festeggiare il compleanno di Cartier-Bresson chiedendo a intellettuali, scrittori, critici, fotografi o semplicemente suoi grandi amici, di scegliere e commentare ognuno la sua immagine preferita tra le tante, immortali, scattate dal maestro. Ne è nata una [...]]]></description>
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		<title>Janis Joplin: bandiera di una vita oltre il limite</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 23:06:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara Rotondi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Scopri su FLM tutte Le donne del Rock, talenti (al femminile) che hanno fatto e fanno Storia Mai come negli ultimi anni il panorama pop-rock internazionale si è popolato di interessanti voci femminili. In un music business ancora troppo affollato dai maschi, si stanno facendo spazio travolgenti sonorità in rosa. Chiunque si sia illuso che solo con il nuovo millennio le donne si siano interessate al mondo rock, dovrà ricredersi. Da oggi Fuori le Mura vi condurrà in uno splendido viaggio al femminile proponendo, ogni settimana, il ritratto di una donna che ha lasciato il segno nella storia della musica, italiana e mondiale, degli ultimi quarant’anni. “Hon, I want the sunshine. Yeah, take the stars out of the night – Dolcezza, voglio lo splendore del sole. Si dai, priva la notte delle stelle!”. Se non fosse stato per il rock, ha confessato Bruce Springsteen, non avrei saputo che c&#8217;era vita su questo pianeta. Riconosciuta e ricordata per l&#8217;intensità delle sue interpretazioni, Janis Joplin la “regina del rock” non ha bisogno di presentazioni: la sua vita fu quanto più di simile a una delle sue canzoni. Nacque a Port Arthur in Texas nel 1943 e fin da adolescente sviluppò un certo odio [...]]]></description>
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		<title>Governo Monti: in arrivo il Dl semplificazioni</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 23:06:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanna Verduci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il nuovo Dl sulle semplificazioni, discusso venerdì scorso, durante il Consiglio dei Ministri, migliorerà, secondo i rappresentanti del governo, la vita di tantissimi cittadini. In che modo? Innanzitutto sarà possibile ottenere dei certificati in tempi rapidi, le diverse amministrazioni saranno costantemente in contatto grazie alla telematica e ciò permetterà, secondo il ministro per la Funzione Pubblica, Filippo Patroni Griffi: “Di avere in tempi reali alcuni importanti atti: dal cambio di residenza alle trascrizioni degli atti di stato civile come il matrimonio e la nascita, l’iscrizione alle liste elettorali, il rinnovo dei documenti d’identità, la partecipazione ai concorsi pubblici”, per realizzare ciò ha affermato il ministro: “Le anagrafi si connetteranno tra di loro online e i documenti avranno effetto immediato.” I settori interessanti dal provvedimento sono numerosi,  oltre a famiglie e aziende, anche lavoro, appalti, ambiente, agricoltura, ricerca, agenda digitale, scuola e università. In particolare le misure del Dl “Salva Italia” riguarderanno: il ritorno della social card; la semplificazione della procedura per l&#8217;astensione anticipata dal lavoro in caso di gravidanze complesse; per i fornai salta l&#8217;obbligo di chiusura domenicale; per i tir viene eliminata la norma che prevedeva il divieto di circolazione nei giorni precedenti o successivi ai giorni festivi; il controllo [...]]]></description>
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		<title>Veterans Book Project: registrare la memoria distrutta</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 23:06:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Arianna Fraccon</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Fuori dal circuito centrale dei grandi musei,  entriamo nei locali della Nomas Foundation, viale Somalia 33, Roma. Qui non è l’arte a mettersi in mostra, ma l’esistenza stessa degli autori-protagonisti, con tutta la sua vitalità a volte esplosiva, a volte appesa ad un filo; con il suo occhio privilegiato su un vissuto che solo attraverso anni di sofferenza si rende disponibile alla rielaborazione. Tutto accade in un ambiente minimale ma avvolgente, quello della sala di lettura silenziosa e intima che ospita Veterans Book Project. Pareti bianche, tavoli bianchi e lumi soffusi. E poi, tanti frammenti di vite, piazzate lì, davanti ad ogni sedia, in attesa di essere sfiorate ed esplorate. Trauma, Memoria e Comunicazione: queste le parole chiave del progetto di Monica Haller, giovane artista statunitense che da qualche anno organizza workshops ed incontri negli USA ed in Europa per promuovere l’ampliamento di questa incredibile biblioteca che al momento conta già più di 30 volumi, in mostra a Roma fino al 23 Febbraio. E’ iniziato tutto con Riley and his story. Me and my outrage. You and us, 470 pagine raccontate attraverso gli occhi di un ex-soldato che ha prestato servizio presso la prigione di Abu Ghraib. Il resto, a metà strada fra [...]]]></description>
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		<title>XV° edizione di “Voci per la libertà”</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 23:05:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eleonora Pochi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[dichiarazione universale dei diritti dell'uomo]]></category>
		<category><![CDATA[diritti umani]]></category>
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		<category><![CDATA[Voci per la libertà]]></category>
		<category><![CDATA[Voci per la libertà-Una canzone per Amnesty]]></category>

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		<description><![CDATA[Giunge alla quindicesima edizione il concorso per cantanti e gruppi emergenti ‘Voci per la Libertà – Una canzone per Amnesty’, indetto dalla sezione italiana di Amnesty International e dall’associazione culturale Voci per la Libertà. Festival organizzato al fine di promuovere e far conoscere i diritti umani veicolando la causa dei diritti umani attraverso la musica per far conoscere a quante più persone possibili i diritti dell’essere umano. ‘Voci per la Libertà’ nasce nel 1998, in occasione del 50° anniversario della dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo ed ogni anno assegna al gruppo o l’artista vincitore il premio ‘Amnesty Italia Emergenti’. Il riconoscimento sarà assegnato al brano che “meglio abbia saputo interpretare i principi della Dichiarazione universale dei diritti umani” in base al giudizio di una giuria composta da esperti di stampa specializzata, specialisti di radio, televisione e quotidiani; decretato in base all’attinenza dei testi ai principi della dichiarazione universale dei diritti umani e di Amnesty International e sulla qualità artistica della performance. “Nella finale del 22 luglio – riporta il bando – sarà proclamato il vincitore del Premio Amnesty Italia Emergenti, il quale farà da testimonial al Cd Compilation. Tale promozione sarà curata dall’organizzazione anche attraverso la produzione di un cd [...]]]></description>
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		<title>I cinguettii di papa Ratzinger</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 23:05:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna Cataldo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Giornata delle Comunicazioni sociali]]></category>
		<category><![CDATA[papa Ratzinger]]></category>
		<category><![CDATA[Romeo Castellucci]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>

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		<description><![CDATA[Nell&#8217;attesa della prossima giornata mondiale delle comunicazioni sociali che si terrà il prossimo 2o maggio, il papa ha diffuso un messaggio in cui anticipa e spiega quello che ne sarà il tema: &#8220;Silenzio e Parola: cammino di evangelizzazione&#8221;. Come si evince dal titolo, Benedetto XVI introduce il tema del silenzio come componente fondamentale della comunicazione, fatta per definizione di scambio tra interlocutori che, però, prima di esprimere le proprie posizioni, dovrebbero necessariamente porsi in una condizione di ascolto delle motivazioni altrui. In un periodo fortemente caratterizzato dallo scontro tra parti, ognuna fortemente arroccata sulle proprie convinzioni, l&#8217;invito al silenzio appare come mai significativo, aprendo la strada a molteplici riflessioni. Soprattutto perchè,  accanto all&#8217;invito alla parsimonia di parole che spesso, più che arricchire il dialogo, ottengono il risultato opposto, si pone la revisione dell&#8217;uso dei social network che, data l&#8217;imposta brevità dei messaggi da veicolare, stimolano alla comunicazione ridotta all&#8217;essenziale e, pertanto, ad una chiarezza espositiva che non lasci spazio al dubbio interpretativo. “Là dove i messaggi e l’informazione sono abbondanti -afferma infatti Benedetto XVI &#8211; il silenzio diventa essenziale per discernere ciò che è importante da tutto ciò che è inutile o accessorio&#8221; e allora, benvengano realtà come facebook o [...]]]></description>
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		<title>L’ultimo saluto di Ivano Fossati nella Capitale</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 23:05:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara Rotondi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Auditorium della Conciliazione]]></category>
		<category><![CDATA[Decadancing Tour]]></category>
		<category><![CDATA[ivano fossati]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Dicono che c&#8217;è un tempo per seminare e uno più lungo per aspettare, io dico che c&#8217;era un tempo sognato che bisognava sognare&#8221;. Parole di Ivano Fossati, che di sogni ne ha dipinti tanti con la sua musica e le sue parole, mettendo a segno quarant&#8217;anni di straordinaria carriera. Il Decadancing Tour di Ivano Fossati giunge a riva nella Capitale. Immancabile appuntamento con la musica e l’esibizione del cantautore genovese, che salirà sul palcoscenico all&#8217;Auditorium Conciliazione di Roma il prossimo 3 e 4 febbraio ore 21 per presentare il suo Decadancing (Emi), l&#8217;ultima fatica in studio dopo il recente annuncio del ritiro dalle scene annunciato durante la trasmissione di Fabio Fazio “Che tempo che fa”. Il tour, celebra i 40 anni di carriera dell’artista, è iniziato a novembre al Teatro degli Arcimboldi di Milano toccando i migliori teatri delle maggiori città italiane. Decadancing, uscito lo scorso ottobre 2011, è il venticinquesimo disco di Fossati, album che nel giro di poco tempo (complice l’annuncio del goodbye alle scene) ha scalato il mercato discografico aggiudicandosi la prima posizione nelle classifiche. Il titolo dell’album lascia un po’ perplessi: un misto di parole che gioca sull’ambiguità della parola decadance, tra francese e l’assonanza con [...]]]></description>
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		<title>La donna che sbatteva nelle porte</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 23:04:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Orlando Felici</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Marina Massironi]]></category>
		<category><![CDATA[Roody Doyle]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro Sala Umberto]]></category>

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		<description><![CDATA[La donna che sbatteva nelle porte, il toccante romanzo di Roddy Doyle, adattato per la scena teatrale dal regista Giorgio Gallione, regala agli spettatori una grande attrice, Marina Massironi. Inutile negarlo, quando si parla di Marina Massironi il pensiero corre inevitabilmente alla sua lunga e fortunata collaborazione con Aldo, Giovanni e Giacomo. Forse è anche per questa ragione, sicuramente superficiale, che dopo aver assistito al monologo della signora Paula Spencer, interpretata ovviamente da Marina Massironi, si resta ancor più colpiti e spiazzati. La storia di Paula Spencer è un pugno allo stomaco. C&#8217;è l&#8217;ingenuità dell&#8217;adolescenza, le prime esperienze di vita di una ragazza vissuta in un ambiente difficile e inospitale, c&#8217;è il primo incontro con l&#8217;uomo che diventerà suo marito, il bello e maledetto Charles Spencer, detto Charlo. La vita di Paula grazie a flashback continui e ininterrotti, scorre in tutta la sua drammaticità, componendo, poco alla volta, il quadro completo che Paula rappresenta. Una vita difficile, in cui una ragazza ancora bambina, deve già fare i conti con etichette e definizioni che l&#8217;accompagneranno per tutta la vita. L&#8217;amore di Charlo è il raggio di sole che illumina un&#8217;esistenza incolore. Paula si sente amata e a sua volta ama alla [...]]]></description>
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		<title>L’educazione del bambino al rispetto</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 23:04:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Sabatini</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Edizioni dell’Asino]]></category>
		<category><![CDATA[Janusz Korczak]]></category>
		<category><![CDATA[L'educazione del babino al rispetto]]></category>

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		<description><![CDATA[È il 1912. Un uomo di Varsavia, medico con la passione per l’educazione, decide di realizzare il suo sogno: dare vita ad una struttura che possa ospitare bambini e ragazzi orfani. Quest’uomo è Janusz Korczak e le sue idee semplici, nate dalle preziose intuizioni scaturite dalle proprie esperienze, si diffondono agli inizi del ‘900 in diverse parti d’Europa, tentando di offrire degli spunti efficaci per la definizione di un nuovo sistema educativo. A cavallo tra i due secoli, in paesi apparentemente distanti socialmente e culturalmente, diversi pedagogisti giungono alla stessa conclusione rivoluzionaria di Korczak, ponendo al centro del proprio pensiero il rispetto del bambino in quanto essere umano. L’idea rivoluzionaria del medico polacco, nel 1929, viene condensata dallo stesso nel panplet Il diritto del bambino al rispetto – oggi edito dalle Edizioni dell’Asino – dove espone con forza provocatoria la necessità di una revisione del sistema educativo del suo tempo, a favore del benessere del bambino. &#8216;La Casa degli Orfani&#8217; di Varsavia, costituita grazie all’aiuto di amici facoltosi, ha permesso a Korczak di offrire a tanti giovani una casa luminosa, che non somiglia ad una caserma né a una scuola, ma piuttosto concepita come una ‘piccola repubblica’, dove gran parte del [...]]]></description>
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		<title>Sull&#8217;inammissibilità dei quesiti referendari</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 23:04:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Arseni</dc:creator>
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		<category><![CDATA[ATTUALITÀ]]></category>
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		<category><![CDATA[italia dei valori]]></category>
		<category><![CDATA[legislazione elettorale]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>

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		<description><![CDATA[La Corte costituzionale, con sentenza 13/2012, ha dichiarato inammissibili le richieste di referendum popolare per l’abrogazione della legge 21 dicembre 2005, n.270 (Modifiche alle norme per l’elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica). Le richieste erano state dichiarate legittime dall’Ufficio centrale per il referendum costituito presso la Corte di Cassazione. Le polemiche intorno a questa decisione sono state molteplici e immediate. Il leader dell’Italia dei valori (Idv), Antonio Di Pietro, ha addirittura parlato di un’Italia “che si sta lentamente avviando verso una pericolosa deriva antidemocratica” e ha sostenuto, facendo riemergere lontane eco berlusconiane, che “quella della Corte non è stata una scelta giuridica, ma politica, per fare un piacere al capo dello Stato, alle forze politiche e alla maggioranza trasversale e inciucista che appoggia Monti”. Ha concluso poi il suo intervento rivolgendo un appello ai cittadini affinché scendano in piazza. Prima di incitare i cittadini all’indignazione, prima di soffiare sul sacro fuoco della demagogia e di agitare lo spauracchio dell’autoritarismo, sarebbe opportuno leggere la sentenza della Corte costituzionale, che tutto è, fuorché un organo di regime. La contestazione della sentenza sarebbe stata accettabile se condotta sui singoli punti e motivando il disaccordo. Accettando o criticando senza motivare, [...]]]></description>
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		<title>L&#8217;angelo di pietra</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 23:04:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erminio Fischetti</dc:creator>
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		<category><![CDATA[L'angelo di pietra]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura canadese]]></category>
		<category><![CDATA[Margaret Laurence]]></category>
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		<description><![CDATA[Una delle figure più interessanti della letteratura canadese, politicamente attiva nel disarmo nucleare, nell’alfabetizzazione ed in altre notevoli cause, Margaret Laurence è stata una delle massime esponenti della sua generazione, negli anni Sessanta, in particolare per un’ideologia femminista cruda e sincera. Come la collega Carol Shields (L’amore è una repubblica, premio Pulitzer per Diari di pietra), americana, naturalizzata canadese, è scomparsa nel pieno della sua produzione letteraria, troppo presto all’età di sessanta anni, nel 1987. Nel 1968 fu al centro del panorama letterario internazionale grazie al bellissimo adattamento che fece Paul Newman, nel suo esordio alla regia, del suo libro A Jest of God, con il titolo Rachel, Rachel (in Italia uscito con il titolo La prima volta di Jennifer), che vedeva come protagonista la notevole Joanne Woodward. Ma è The Stone Angel (anche questo adattato per il cinema, nel 2007 per la regia di Kari Skogland e con Ellen Burstyn nelle vesti della protagonista) il romanzo considerato dalla critica uno dei suoi lavori più importanti, nonché uno dei più amati per il modo in cui affronta temi universali contestualizzati nella realtà della provincia canadese, nelle vicissitudini di mondi lontani, altri, psicologicamente violenti, ideologicamente ricchi e precisi. Il racconto prende corpo [...]]]></description>
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		<title>L&#8217;ultimo degli Jarawa</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 23:03:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andreas Marcopoli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Chissà se Mann, leggendo questo articolo, non abbia voglia di dirigere un nuovo lungometraggio che narri le vicende di un’altra tribù indigena alle prese con uno scontro di civilità. I protagonisti di questa storia a tinte cupe non sono infatti i ben noti Mohicani, bensì gli Jarawa, abitanti da tempo immemore delle lontane isole Andamane, situate nell’Oceano Indiano. Padroni delle verdi foreste dell’arcipelago, gli Jarawa per secoli non hanno avuto nessun tipo di contatto con la civiltà. Tutt’oggi vivono come nomadi, cacciando maiali selvatici e varani, e raccogliendo i frutti che i boschi concedono umilmente loro. Questi ancestrali custodi di bellezze naturali, sconosciuti ai più, devono però fare adesso i conti con il progresso che minaccia la loro esistenza. Negli anni settanta venne infatti costruita, forse in nome del positivismo e di futuristiche visioni di benessere, una strada (la Andaman Truck Road) che attraversa la foresta degli Jarawa. Nel corso degli anni quella che per millenni è stata la casa di intere famiglie si è trasformata in uno squallido hotel dove a passare non erano ospiti in frack desiderosi di una colazione all’inglese, né missionari religiosi pronti a concedere le loro benedizioni, ma coloni, bracconieri e taglialegna pronti a depredare [...]]]></description>
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		<title>Il ritratto di Dorian Gray</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 23:03:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa Carifi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Teatro Trastevere ha ospitato un&#8217;interessante trasposizione teatrale diretta dalla giovanissima regista Ylenia Petrelli &#8211;  Il ritratto di Dorian Gray, l&#8217;opera forse  più famosa del grande scrittore, drammaturgo e poeta irlandese Oscar Wilde. Un romanzo coinvolgente dal respiro dark che fece scalpore quando, in piena epoca vittoriana, mise in luce temi scandalosi usando una narrazione piena d&#8217;arguzia ed eleganza che mostrava le ombre grottesche della classe borghese inglese, ponendosi così fin dal suo esordio come uno degli esempi più tipici del decadentismo estetizzante. &#8220;Ci sono peccati il cui fascino sta più nel ricordarli che nel compierli: strani trionfi che gratificano l&#8217;orgoglio più della passione e danno all&#8217;intelletto un intenso senso di gioia, maggiore della gioia che offrono, o possono offrire, ai sensi.&#8221; Anche da queste poche righe tratte dal celebre romanzo in questione si può cogliere lo spirito che aleggia lungo tutto il percorso narrativo. Wilde volle affrontare con spudoratezza ma eleganza temi quali l&#8217;elogio della giovinezza, il rapporto tra arte e vita, l&#8216;ambiguo gioco della doppia morale, pubblica e privata, scendendo, con il suo tratto dandy della vita, in profondità capaci di mettere sotto accusa tutta un&#8217;epoca, e forse riuscendo a rimuovere una polvere di tabù anche nello smaliziato [...]]]></description>
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		<title>Patologie, quel sentimento di alienazione tutto del Novecento</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 23:03:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erika Di Giulio</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Zachar Prilepin]]></category>

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		<description><![CDATA[Egor Taševskij deve prendere un maledetto elicottero alla volta di Groznyj, Cecenia, deve andare a fare le guerra. Giovane soldato dai nervi delicati e comandante di squadra appartenente agli OMON, i corpi speciali russi, guida un nucleo stanziato alla periferia della città, in una scuola dimenticata da Dio in cui quasi ti ci perdi. L’ordine è di dare una bella ripulita al territorio circostante, stanare i ribelli ceceni e procedere alla disinfestazione a qualunque costo. Sfottò e giochi di carte, pensieri sparsi, qualche speranza ricacciata di corsa nelle tasche dell’uniforme, al momento della partenza sembra quasi di andare in gita. C’è chi ha lasciato la famiglia, chi è solo come un cane, chi voleva farsi prete e va predicando di tanto in tanto. Giovani insolenti e programmati per combattere e uccidere un nemico che li odia da una vita. Macchine da guerra. Sconsiderati, cinici, risoluti e poi finalmente furiosi, l’esercito li vuole così. Egor però la guerra la odia. Tutta quella roba di case in ginocchio, quartieri desolati, finestre senz’occhi, femmine come puttane e bocconi di cipolla, lo agita, gli fa venire il voltastomaco e riaccende le sue antiche ossessioni. Non ci riesce proprio a non pensare e pensa troppo, [...]]]></description>
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