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	<title>Fuori le Mura &#187; Africa</title>
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		<title>Veleni di Dio, medicine del diavolo, l’Africa segreta dei misteri</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 23:05:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erika Di Giulio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A Vila Cacimba c’è sempre la nebbia. Avvolge e dissolve le case nella sua polvere di bicarbonato impenetrabile e leggera. A Vila Cacimba ci abitano il vecchio Bartolomeu Sozinho e la moglie dona Munda. Lui, il Solitario, è un ex marinaio misantropo ed ex meccanico in pensione, arrabbiato e malato di nostalgia. Si cura coi farmaci, ma quella non passa. Sta per morire o forse lo vorrebbe, perchè essere vivi non è mica vita per forza, poi, da quando ha rinunciato a tutto quello che c’è là fuori, quelle strade polverose sono solo una terra straniera dal fascino pericoloso. Di domenica va alla finestra e saluta con la mano. Dice addio, dalla stanza puzzolente. Odia quella fattucchiera della sua signora, ma non potrebbe separarsene per niente al mondo. Dona Munda ha perso le parole, si consuma le ginocchia a forza di pregare e sgancia ogni tanto qualche perla di saggezza popolare che più che altro ha quel sapore di anatema che ti si appiccica addosso e non ti lascia più. Ha cinquant’anni e casa sua è sempre al buio, alle finestre ci ha messo le trapunte e non si sa come scaldarsi. A Vila Cacimba adesso ci vive pure Sidónio [...]]]></description>
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		<title>Naufragi di serie B</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 23:09:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo Pasqualini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una grande attenzione mediatica è stata riservata al drammatico naufragio del Costa Concordia, avvenuto la sera del 13 gennaio 2012. Ben altra però è l&#8217;attenzione riservata dai media europei verso altri naufragi, che avvengono da anni nel bacino Mediterraneo e il cui bilancio totale è enormemente più grave. Migliaia di persone sono morte infatti negli ultimi anni nel mar Mediterraneo in naufragi passati molto presto nel dimenticatoio generale, se non addirittura sotto silenzio. Erano uomini, donne, bambini, che cercavano di raggiungere le coste italiane, greche e spagnole per accedere all&#8217;Europa. Fuggivano dai paesi del nord Africa, del Medio Oriente, dell&#8217;Asia e dell&#8217;Africa centrale. Di alcuni naufragi, i più gravi, la stampa ha parlato, anche se non certo con il dispiego di attenzione ed energie riservato a quelli di navi nostrane, ma tanti altri sono rimasti in fondo alla cronaca, piccoli trafiletti nella cronaca nera, oppure menzionati solo dalla stampa locale. Il sito Fortress Europe, curato dal giornalista Gabriele Del Grande, pubblica da anni, con continui aggiornamenti, il numero di persone morte in naufragi dal 1988 ad oggi. Persone che fuggivano da paesi in guerra, o da carestie, o da dittature feroci, su vecchie carrette del mare. La lista di questi [...]]]></description>
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		<title>Le African Women che cambieranno il mondo</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Oct 2011 17:45:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sonia Cincinelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Leggi tutti gli articoli della VI edizione del Festival Internazionale del Film di Roma! African Women di Stefano Scialotti è un documentario &#8211; progetto che vuole riconoscere il ruolo delle donne in Africa e proporre per loro il Premio Nobel per la pace. E&#8217; stato presentato al festival alla presenza del sindaco Alemanno e di un parterre “fiancheggiatore” del cinema di Stato. Il regista è partito per il Senegal e nel giro di sette giorni si è portato a casa delle immagini divertenti di donne africane per sdrammatizzare il dolore di questo popolo martoriato da secoli dall&#8217;Occidente. L&#8217;intro travolgente ci mostra il ballo frenetico di giovani e adulte al ritmo delle note musicali della celebre canzone di Ligabue Le donne lo sanno (2006), che ha immediatamente accettato di partecipare all&#8217; iniziativa. La canzone del Liga nazionale, non certo un capolavoro di erudizione ma comunque lontana quel che basta dal suo ormai convenzionale qualunquismo, recita: “Le donne che sanno / da dove si viene / e sanno per qualche motivo /che basta vedere. E quelle che sanno / spiegarti l&#8217;amore / o provano almeno / a strappartelo fuori / e quelle che mancano / sanno mancare / e fare più male. [...]]]></description>
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		<title>Sapori d&#8217;Africa</title>
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		<pubDate>Sun, 02 Oct 2011 22:21:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erika Di Giulio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se chiedete a un africano del Senegal di rievocare le proprie radici, vi parlerà certamente del cibo e di sua madre. La cucina senegalese è il regno deputato della donna e nasce e si sviluppa intorno ai fornelli delle case. Poligamia, povertà, condivisione. Si mangia tutti insieme attingendo a un vassoio comune e formando un unico cerchio perfetto di sei-dieci persone. La profonda dimensione comunitaria dona al momento del pasto (spesso solo quello del mezzogiorno nelle zone rurali e nei quartieri più poveri della città) un forte spirito di sacralità, che nell’etica più autentica dello slow food, rinsalda la coesione del gruppo all’insegna della solidarietà. Considerata tra le migliori di tutta l’Africa occidentale, la cucina senegalese profuma di arachidi tostate, merendine di tamarindo, spezie e infanzia. Fatte salve le variazioni nella prepareazione degli alimenti appartenenti ai diversi gruppi etnici, ingredienti di base restano pollame, cucinato alla griglia dopo una lunga marinatura di limone e cipolla (yassa) o al massimo carne di bue o agnello, pesce, verdure e riso (tiep) ad accompagnare (preferito quello frumentato simile al cous cous, retaggio del periodo coloniale durante il quale i francesi consumavano solo il riso intero ritenendolo più pregiato e lasciavano alle popolazioni locali [...]]]></description>
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		<title>Somalia: vertice mondiale Fao a Roma</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Jul 2011 22:24:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In Somalia é in atto la crisi umanitaria più grave dal secondo dopoguerra, con un tasso di malnutrizione di oltre il 50% ed una mortalità infantile visibilmente alle stelle. Ogni giorno muoiono sei bambini sotto i cinque anni, uccisi dalla fame, dai ribelli o persino sbranati dalle iene. L’acuirsi di una crisi annunciata già da mesi dalle organizzazioni umanitarie, è spiegato dalla presenza congiunta di due fenomeni devastanti quali la guerra interna, che arruola centinaia di bambini come soldati, e la piaga della siccità che investe l’intero Corno d’Africa e che sta portando alla fame oltre undici milioni di persone. Più di 750 mila somali hanno cercato rifugio nei paesi vicini e molti stanno ancora tentando di trovare una via di fuga. I campi profughi allestiti oltreconfine dall’Alto commissariato Onu per i rifugiati, il più grande dei quali nella città keniota di Dabaab, stentano a fronteggiare la tragica situazione. L’agenzia delle Nazioni Unite in questione ha reclamato ai paesi donatori circa 136 milioni di dollari per fornire aiuti al popolo sudanese. La richiesta avanzata ha favorito la calendarizzazione imminente di un vertice straordinario Fao che si svolgerà a Roma, lunedì 25 luglio, e che coinvolgerà i rappresentanti dei 191 paesi membri, [...]]]></description>
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		<title>Buon compleanno Nelson Mandela, maestro di vita</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Jul 2011 22:23:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ha insegnato al mondo intero che la forza delle parole è più potente di qualsiasi oppressione. Si direbbe che sia il premio nobel per la pace più meritato nella storia dell&#8217;umanità, quello attribuito a Nelson Mandela, un uomo che ha combattuto per la libertà e la democrazia, liberando un intero paese dall&#8217;apartheid. Rolihlahla, nome di battesimo che significa bizzarramente “colui che provoca guai”, nasce il 18 luglio del 1918 nel villaggio di Mvezo, nei pressi di Città del Capo.  Grazie ad una buona stabilità economica della sua famiglia, Nelson riesce a seguire l&#8217;Università dove inizia a condurre la sua lunga battaglia per la libertà. Nel 1940 lascia gli studi per ragioni politiche, iniziando poi a collaborare come praticante in uno studio legale. Poco più tardi, nel 1948, vince le elezioni il partito che rappresenta la comunità bianca, il National Party, che innesca da subito il terribile processo di segregazione razziale, separando i bianchi dai neri e vietandone i matrimoni. I bianchi sono gli unici a possedere diritti politici e ad avere accesso a determinate professioni. Mandela partecipa attivamente al Congress of the People, che riunisce numerosi movimenti democratici ed antirazzisti. Nel 1961 è nominato capo dell&#8217;ANC, l&#8217;organizzazione militare costituita con [...]]]></description>
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		<title>Venere Nera</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Jun 2011 22:23:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sonia Cincinelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il film Venere Nera di Abdellatif Kechiche, il regista rivelazione di Cous Cous, è uscito  nelle sale italiane venerdì 17 giugno. La pellicola proiettata alla stampa romana è stata accorciata dal regista, per la versione internazionale, di circa nove minuti rispetto a quella presentata all&#8217;ultimo Festival di Venezia. L&#8217;opera si apre con una scena ambientata all&#8217;Accademia Reale di Medicina nella Parigi del 1917, in cui alcuni scienziati di grande fama di fronte al calco di Saartjie Baartman avanzano la pericolosissima tesi che la testa della donna è simile a quella delle scimmie. L&#8217;anatomista Georges Cuvir arriva alla conclusione aberrante che: &#8220;Le razze con il cranio depresso e schiacciato sono condannate ad un&#8217;eterna inferiorità&#8221;. Questa è la premessa dell&#8217; agghiacciante storia vera della vita di una donna africana, originaria del popolo khoikhoi, nell&#8217;attuale sudafrica, a quel tempo sotto la dominazione boera. Dal 1770 al 1795 la cosidetta &#8220;venere ottentotta&#8221; viene venduta a Pieter Caezar, un commerciante di Città del Capo. Da qui l&#8217;esistenza della donna è caratterizzata da sfruttamento e violenza  inimmaginabile perpretata nei suoi confronti e per proiezione a tutto il suo popolo. Umiliata per il fatto di essere donna e nera, suscita reazioni di rifiuto e oscura fascinazione in [...]]]></description>
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		<title>Il sudore del riscatto</title>
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		<pubDate>Mon, 16 May 2011 22:00:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andreas Marcopoli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Leggi anche: SPECIALE FLM: Giornata Mondiale del Commercio Equo e Solidale Con la collaborazione di Valeria Zagami Il lavoro questa volta non nobilita l’uomo, ma la donna. Sembra questa la chiave di lettura da utilizzare per analizzare a fondo Fatto dalle donne per le donne, Vite fatte a mano, il futuro creato dalle donne e Viaggiare ad occhi aperti, le tre mostre fotografiche installate nella Red Room durante la Giornata del commercio equo e solidale, tenutasi domenica 15 maggio al Circolo degli Artisti. Esposizioni queste, dedicate al lavoro del gentil sesso nella cornice dei paesi del Terzo Mondo. Una scoperta dell’Africa vista dagli occhi delle donne lavoratrici, instancabili sarte, contadine o lavandaie che giorno dopo giorno costruiscono i mattoni della propria esistenza. La prima mostra, Fatto dalle donne per le donne, propone fotografie femminili, in solitaria o di gruppo, su sfondi colorati (il rosso e l’arancio) unite a frasi che, più che essere didascaliche ed esplicative della raffigurazione, mirano a risvegliare le coscienze e i sentimenti di chi guarda, affermando, anche con l’aspetto verbale, ciò che emerge dalle immagini: il lavoro diventa per le donne un’opportunità di riscatto. Il perché ce lo spiega Andrea Pietropaoli, responsabile della comunicazione dell’associazione Pangea-Niente [...]]]></description>
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		<title>Etenesh, Castaldi racconta l&#8217;emigrazione clandestina. Con la grafite</title>
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		<pubDate>Sun, 15 May 2011 22:21:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Flavio Camilli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Leggi la nostra Inchiesta: Roma città straniera, la dura strada dell&#8217;integrazione, a cura della Redazione “Eppure si parte perché non c&#8217;è nient&#8217;altro da fare, in Etiopia Non ci sono le condizioni per sacrificarsi o per morire sperando in un cambiamento. Adesso, la morte di uno di noi, in Etiopia, sarebbe un sacrificio inutile”. Dagmawi Yimer “Un futuro, non chiedo altro”: con queste piccole parole Etenesh si presenta. Ai lettori, che già da qualche pagina partecipano al suo viaggio con apprensione e ad alcuni dei tanti aguzzini che le promettono la salvezza, o solo qualche chilometro verso di essa, in cambio di non poco denaro. Questo desiderio e la remissività con il quale viene espresso bastano, in fondo, a definire la protagonista della graphic novel omonima di Paolo Castaldi. Quella di Etenesh, giovane donna etiope, è la storia di tanti come lei, decisi a fuggire dal Paese d&#8217;origine, in cui il giorno dopo quello che si tenta di vivere non è un diritto, né la sacrosanta espressione del proprio essere nel tempo e di esserne anche il padrone, delle proprie ore. No, in Etiopia, come anche nella maggior parte della Africa subsahariana (come sottolinea Valentina Sicolo nella bella nota a margine [...]]]></description>
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		<title>Ammirate “I colori del mondo”: lode a te, National Geographic!</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Mar 2011 23:21:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[National Geographic Italia organizza a Roma, Palazzo delle Esposizioni, una mostra denominata "I colori del mondo": 95 fotografie che dipingono la natura vista attraverso 4 colori principali: il bianco, il rosso, il verde e l'azzurro. Per uno spettacolo indimenticabile e totalmente gratuito.]]></description>
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		<title>Castro, gli Usa e la Libia</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Mar 2011 23:13:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Romolo Simonicca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I timori di Fidel Castro riguardo all'intervento militare in Libia, l'ambigua figura di Gheddafi e l'atteggiamento della comunità internazionale in merito alla vicenda.]]></description>
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		<title>1° marzo 2011: 24h senza di noi. Scioperano immigrati ed italiani per la difesa dei diritti umani</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Feb 2011 23:25:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eleonora Pochi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo le donne, martedì è la volta degli immigrati e di chi, in questo paese, si sente più straniero che italiano.
In tutta Europa sarà una giornata di mobilitazione contro il razzismo, par la tutela dei diritti universali, anche in ragione del massacro del popolo libico e dell’inadempienza dell’UE davanti una simile barbarie. 
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		<title>Una vita facile: l&#8217;Italia dei settantenni di Lucio Pellegrini</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Feb 2011 23:00:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Susanna D&#39;Aliesio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le sale cinematografiche italiane si preparano per l'uscita di "Una vita facile", l'ultimo  film di Lucio Pellegrini.]]></description>
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		<title>Il Dragone rampante</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Feb 2011 23:23:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Avagliano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L'ascesa economica del dragone cinese registra un nuovo record e la parità con gli Stati Uniti è sempre più vicina.]]></description>
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		<title>Sudan, referendum: il sud presto sarà indipendente</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Jan 2011 23:00:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Lupo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Forse una svolta in Sudan, lo Stato più grande e tra i più popolosi dell'Africa. Il referendum dovrà decidere la secessione del Sud del Paese dal Sudan. Molto probabile la nascita di un nuovo Stato, ossia il Sudan Meridioanle.]]></description>
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		<title>Trova la strada per il giardino segreto e scopri Un altro mondo</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Dec 2010 23:06:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tania Marrazzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo circa due anni Silvio Muccino torna dietro la macchina da presa con Un altro mondo, film natalizio per eccellenza.]]></description>
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		<title>Robert, Rimbaud, Teulé: dannati e protetti dall&#8217;arcobaleno</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Dec 2010 23:00:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Flavio Camilli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Jean Teulé, prima di essere anchorman di successo e scrittore acclamato – soprattutto in patria – è ed è stato fumettista di successo. Elemento, questo, forse sussurrato nel secondo e nel terzo romanzo che compongono l&#8217;ideale trilogia dei poeti maledetti (Io, François Villon, Neri Pozza, 2007; O Verlain!, Nutrimenti, 2008), diventa non solo esplicito ma fondamentale e fondante per l&#8217;esordio narrativo Rainbow per Rimbaud (Rainbow pour Rimbaud, Edizioni Julliard, 1991) riproposto ora nell&#8217;elegante Gog di Nutrimenti. A differenza dei precedenti episodi, per sua stessa ammissione intimorito dall&#8217;aura allo stesso tempo quasi sacra e decisamente rivoluzionaria del poeta di Charleville-Mézières, l&#8217;autore decide di attualizzare il delirio che fu la vita di questa “rockstar della poesia”. Arthur Rimbaud è incarnato – e ben più che impersonato – dall&#8217;eccentrico trentaseienne Robert, che dorme in un armadio su cui ha inciso la scritta “battello” e conosce a memoria l&#8217;opera completa del poeta. Spinto dall&#8217;ira del padre, che ne distrugge l&#8217;originale giaciglio, Robert partirà per un viaggio tra i luoghi del vagabondaggio africano di Rimbaud con la compagnia di Isabelle, conosciuta fatalmente al telefono grazie alla complicità del caso e alla congiunta pazzia dei due. Tra l&#8217;Egitto, l&#8217;isola di Mauritius, il Dakar, Gorée e Capo [...]]]></description>
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		<title>Lo sguardo crudo e sensibile di Gianni Giansanti</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Oct 2010 22:00:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erminio Fischetti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da tutti probabilmente verrà ricordato come quel ragazzo che poco più che ventenne fece quello scatto  che agghiacciò il mondo intero e in particolare un annichilito popolo italiano. Era il 9 maggio del 1978 e l’occhio di Gianni Giansanti si posò dietro la sua macchina fotografica e il suo obiettivo immortalò per sempre il ritrovamento del cadavere di Aldo Moro in via Caetani. Quell’immagine aveva sancito la fine di una speranza e uno dei momenti più bui della storia italiana. Era al posto giusto al momento giusto e la sua carriera decollò; così, improvvisamente, di fronte ad una tragedia di quella portata le sue foto fecero il giro del mondo sulle copertine delle più importanti testate. Quel ragazzino che inseguiva le sirene, i fatti di cronaca nera di un’Italia,  che da sonnolento paese contadino e provinciale era divenuta il fulcro di drammatici avvenimenti storici e politici, era ormai un mito, una leggenda internazionale. Ma Gianni Giansanti non amava stare davanti ai riflettori, bensì dietro. Continuò alla ricerca di qualcosa di vero, di reale, che andasse al di là dell’immagine stessa. E così i suoi lavori continuarono: ci fu la strage di Bologna il 2 agosto 1980, il terremoto in Irpinia [...]]]></description>
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		<title>La grande muraglia verde nel Sahara per combattere la desertificazione</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Jun 2010 22:00:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Lupo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 17 giugno si è tenuta a N’Djamena nel Ciad una assemblea della Convenzione contro la desertificazione (UNCCD) in cui undici stati africani si sono impegnati per rimboschire con una grande barriera di vegetazione l’area del Sahel. Il progetto, che è stato nominato dalla stessa commissione Grande Muraglia verde, interesserà una fascia di oltre 7100 Km tra Dakar e Gibuti e abbraccerà gli undici Stati firmatari: Burkina Faso, Gibuti, Eritrea, Etiopia, Mali, Mauritius, Niger, Nigeria, Senegal, Sudan e Ciad. Il Sahel è attualmente colpito da una grave crisi alimentare, la peggiore degli ultimi trenta anni secondo molti osservatori, che sottolineano come a poco a poco il deserto abbia inglobato la terra fertile. L&#8217;iniziativa della Grande Muraglia verde per il Sahara ed il Sahel è unica in più di un modo. Pensata e progettata interamente in Africa, vedrà la luce entro cinque anni e vuole essere un catalizzatore per lo sviluppo sostenibile e e per rendere migliori le condizioni di vita delle persone che vivono nelle zone aride e semi-aride del Sahara e del Sahel. “La Grande muraglia verde è un progetto ideato da africani per gli africani e per le generazioni future. Si tratta di un contributo dell’Africa alla lotta [...]]]></description>
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		<title>Parole migranti</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Mar 2010 23:00:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Anzelmo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come possono le parole essere colorate, animate, vive e incisive, se i fatti sono grigi, se un&#8217;intera società è sorda e monocroma? Parole migranti, parole vaganti, che hanno la forza della necessità e spesso della disperazione. Ma il documentario di Marco Simon Puccioni, non parla di disperazione, i personaggi che porta sullo schermo parlano consapevolmente. Loro sono in qualche modo dei privilegiati, che se anche hanno dovuto lottare, in qualche modo hanno avuto una vita felice nella loro esperienza migrante; ma sanno, conoscono e vogliono parlare per aprire gli occhi ad un&#8217;Italia che silenziosamente e meschinamente diventa razzista, giorno dopo giorno. Un&#8217;Italietta che conosce solo l&#8217;interesse per una certa informazione, per un certo gossip, barbarie culturali che spingono una nazione a chiudersi lentamente ed inesorabilmente. Teodoro Ngana, Omero africano, cantastorie pieno di vita, è il protagonista dell&#8217;ottimo documentario di Marco Simon Puccioni, insieme agli altri suoi compagni con cui, ormai trent&#8217;anni fa, calcò il suolo della capitale italiana, dove vivono tutt&#8217;ora, integrati si, ma consapevoli di essere meno cittadini italiani oggi che negli anni 70&#8242;. Teodoro Ngana, Justin Mvondo, Martin, Kongo, Steve Emejuru, sono protagonisti dello sguardo obliquo che il regista decide d&#8217;intraprendere per trattare dell&#8217;immigrazione, tema così presente nell&#8217;informazione [...]]]></description>
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		<title>Ancora sangue in Nigeria, religione o politica?</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Jan 2010 23:00:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Ulivieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[POLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[Africa]]></category>
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		<description><![CDATA[150 milioni di abitanti e una riserva di petrolio pari a 36 miliardi di barili. La Nigeria è lo Stato più popoloso del continente Africano e potenzialmente il più ricco. Ma, nonostante i dati appena descritti, il destino nigeriano, fin dalla proclamazione d&#8217;indipendenza del 1960, è sempre stato legato a scontri bellici interni. Dopo la nota tragedia del Biafra degli anni &#8217;60 e la persecuzione nei confronti degli Ogoni stanziati sul delta del Niger, ancora una volta sullo stato Nigeriano si sono accesi i riflettori dei media per un conflitto che solo a prima vista può essere considerato di natura religiosa. Il contrasto tribale è una caratteristica dell&#8217;intero continente africano e la Nigeria è un esempio lampante della mancanza di una nazione unitaria in grado di garantire la stabilità interna. La popolazione nigeriana è composta da più di 200 etnie e in particolare i gruppi dominanti dividono il territorio in due parti: nel Nord del paese si concentra la tribù Hausa, a maggioranza islamica; nel Sud si concentrano, invece, due tribù di fede cristiana, Yoruba e Igbo. La differenza etno-religiosa è sempre stata un motivo di scontri e, pochi giorni fa, la convivenza forzata di etnie così diverse ha portato [...]]]></description>
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		<title>Quando lo sport incontra la guerra</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Jan 2010 23:00:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Sabatini</dc:creator>
				<category><![CDATA[ATTUALITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[Africa]]></category>
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		<description><![CDATA[Il 2010 vedrà l’Africa protagonista assoluta dei principali eventi sportivi, in particolar modo calcistici. A Giugno infatti avrà luogo in Sudafrica la Coppa del Mondo e da Domenica in Angola le migliori nazionali continentali si stanno sfidando per decretare la regina del continente. Tali manifestazioni sono state organizzate dalla Fifa, la federazione internazionale che governa il mondo del pallone, col nobile intento di favorire e accelerare lo sviluppo economico e l’integrazione sociale degli stati africani con gli altri paesi del mondo. Da sempre infatti appuntamenti sportivi di questo calibro hanno il merito di avvicinare e accomunare gli interessi e le passioni dei popoli dell’intero pianeta e tali eventi offriranno dunque all’Africa una forte visibilità. Ciò che però probabilmente non ci si è chiesto è se davvero il secondo continente più antico del globo sia pronto e maturo per affrontare il peso delle responsabilità che l’organizzazione di avvenimenti internazionali come quelli sopra citati comportano. L’Africa infatti è un continente segmentato in tante nazioni dalla giovane indipendenza, le cui democrazie godono di una stabilità spesso precaria. Anzi molte regioni sono ancora alla ricerca di una propria autonomia, con gruppi sovversivi disposti a scatenare guerre per raggiungere i propri obiettivi, colpendo indistintamente chiunque [...]]]></description>
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		<title>Io, loro e Lara</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Jan 2010 23:00:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Susanna D&#39;Aliesio</dc:creator>
				<category><![CDATA[CINEMA]]></category>
		<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Angela Finocchiaro]]></category>
		<category><![CDATA[anna bonaiuto]]></category>
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		<description><![CDATA[Uscirà il 2 Gennaio il nuovo film di Carlo Verdone, Io, loro e Lara. L’anteprima nazionale sarà a L’Aquila. Dove Verdone aveva promesso di tornare con il suo ultimo lavoro. Verdone interpreta il missionario Carlo Muscolo alle prese con una crisi di fede, dopo 10 anni in Africa torna a casa dove spera di essere “avvolto” dalla comprensione e dal calore dei suoi cari. E invece viene travolto da una valanga di problemi, le nevrosi della sorella, una bravissima Anna Bonaiuto; i “vizi” del fratello, un Marco Giallini inaspettatamente molto comico; e il padre, un perfetto Sergio Fiorentini, che ritrova sposato con Olga, la badante moldava, interpretata da una brava Olga Balan. Come se non bastasse nella vita della famiglia si inserisce un altro elemento, Laura Chiatti, la Lara del titolo, che scopriamo inizialmente alle prese con un’assistente sociale interpretata da Anna Finocchiaro e poi vediamo nelle vesti di una “prostituta” per una chat erotica con tanto di latex e tacchi a spillo. Il personaggio di Lara è molto ambiguo tanto è il suo potere di poter far capitolare la famiglia quanto di poterla paradossalmente riappacificare. La pellicola si rivolge ad un pubblico molto vasto ed offre numerosi spunti per [...]]]></description>
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		<title>La tv nascosta: l’ennesimo adattamento di “Cuore di tenebra” di Joseph Conrad</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Dec 2009 23:00:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erminio Fischetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[COSTUME]]></category>
		<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[An Image of Africa: Racism in Conrad’s “Heart of Darkness”]]></category>
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		<description><![CDATA[Questo è uno di quei casi in cui la tv nascosta è meglio che resti tale. Il canale via cavo americano TNT, il 13 marzo 1994, trasmise in prima visione assoluta l’ennesimo adattamento di Cuore di tenebra, il romanzo leggendario di Joseph Conrad, che era già stato nel 1979 oggetto delle ispirazioni di Francis Ford Coppola per Apocalypse Now. A differenza del regista italo-americano, che sviluppò la sua vicenda ambientandola nel corso della guerra in Vietnam, la pellicola dell’anglosassone Nicolas Roeg si muove verso un adattamento fedele e piuttosto stanco dell’opera del grande scrittore, il cui soggetto non ha mai generato così tanti studi e analisi del suo sottotesto linguistico e narrativo. Di conseguenza, il viaggio del capitano Marlow, che risale il fiume per recuperare l’avorio di una compagnia belga rimasto nella mani dell’agente Kurtz, che ora vive nella boscaglia in mezzo alla foresta, è cosa assai nota. Durante la ricerca dell’uomo, il capitano scopre una realtà selvaggia e remota come quella africana, attraverso la quale maggiormente capirà la sua visione di uomo occidentale, in particolare dal momento in cui incontrerà Kurtz, l’uomo di cui tutti parlano con timore reverenziale. È fondamentale, quindi comprendere che non ci troviamo di fronte [...]]]></description>
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