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	<title>Fuori le Mura &#187; Bertolaso</title>
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	<description>Il primo settimanale online di Roma</description>
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		<title>A L&#8217;Aquila l&#8217;Italia vittima delle emergenze</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Nov 2010 23:12:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ylenia Sina</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono le 13. Piazza D’Armi è già quasi piena quando l’arrivo di decine di pullman viene accolto tra gli applausi. In pochi minuti il gazebo per le firme “non aquilane” per la legge di iniziativa popolare per una ricostruzione sostenibile delle zone terremotate e, più in generale, per una politica delle prevenzione si riempie. Sabato 20 novembre L’Aquila ha chiamato l’Italia e in migliaia da tutta la penisola hanno risposto presente. Tutti uniti per sostenere la battaglia dei cittadini aquilani, ognuno con la testimonianza della propria “emergenza”. Il corteo si muove alle 14. Tra gli aquilani, subito dopo i familiari delle vittime del sisma, un enorme striscione ricorda la strage di Viareggio: era il 29 giugno del 2009 un treno merci carico di Gpl deragliò e con l’esplosione uccise 32 persone. «Tutti vogliono le storie delle persone, tutti vogliono conoscere gli esiti delle indagini come se stessero guardando un telefilm americano» ricordano i familiari delle vittime di Viareggio «ma ci sono altre vie per agire: coscienza, conoscenza, cultura, ricerca e interesse serviranno a prevenire». Tra l’elenco di tragedie avvenute per mancanza di prevenzione ci sono anche, con uno striscione a ricordarle, le 28 vittime, 27 bambini e un insegnante, della [...]]]></description>
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		<title>Draquila, la Guzzanti fa tremare</title>
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		<pubDate>Sun, 09 May 2010 22:00:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Susanna D&#39;Aliesio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’Aquila, Piazza Duomo, 5 maggio. Sabina Guzzanti presenta in anteprima nazionale il suo ultimo film nel cuore di una città ancora dilaniata dal dolore. Una città divenuta fantasma coattamente, violentata. Sulle transenne che delimitano la zona franca sono appese delle chiavi e messaggi di chi continua a lottare per far sentire le proprie grida per continuare ad esistere, di chi non vuole perdere la speranza: “Voglio poter scegliere di andare a giocare ai giardinetti”, “Voglio poter andare a scuola alla De Amicis in centro come la mia nonna”, “Quando cresco voglio fare lo struscio con gli amici sotto i portici”, “Non toglietemi la gioia di vivere nella mia città”, “Non voglio vivere di soli centri commerciali”, “Partecipazione”, “Diteci quando potremo tornare a casa”, “Ridateci la nostra città”. La Guzzanti esce dal tendone, dove tra poco sarà presentato Draquila, che continua a gonfiarsi al massimo della capienza. Oltre 600 persone che si stringono per fare spazio, stanno in piedi, sedute in terra, arrampicati, sotto la pioggia pur di vederlo. Nemmeno un appalto di Bertolaso l’avrebbe reso così gonfio. Ciò che lo riempie invece è la gratitudine dei cittadini aquilani verso chi vuole rendergli giustizia facendo ascoltare la loro voce, raccontando la [...]]]></description>
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		<title>L&#8217;onda nera del Lambro minaccia l&#8217;Adriatico</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Feb 2010 23:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Sabatini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La fuoriuscita di massa oleosa dall&#8217;ex raffineria di Villasanta, in Brianza, avanza rapidamente nel corso dei fiumi dell’Italia settentrionale e dopo aver contaminato il Lambro,  sta in queste ore navigando il Po, col rischio di sfociare nel Mare Adriatico. Sono circa dieci i milioni di litri di olio combustibile e gasolio che attraversano i corsi d’acqua  nostrani, versati volutamente nella notte di Lunedì da responsabili ancora ignoti. E’ però certa l’origine dolosa dell’atto, come reso noto dagli inquirenti. Un’azione ecoterroristica l’ha definita Formigoni, Presidente della Regione Lombardia, con danni rilevanti procurati all’ecosistema della valle padana. Il Lambro infatti è ora considerato un fiume morto, data l’immensa chiazza nera e maleodorante che ha invaso e inquinato le acque, e alcuni animali, come anatre e aironi, sono stati avvelenati dalla tossicità dei combustibili, mentre sono destinati a morire altri stormi di uccelli che migreranno in quest’area con l’arrivo della primavera, a causa dell‘accumulo di idrocarburi nei sedimenti che produrranno effetti tossici per settimane. Non solo, ma danni sono stati causati anche al depuratore di Monza, quantificabili economicamente per un ammontare pari a 2,5 milioni di Euro. L’avanzare della massa oleosa ha poi messo in agitazione, nelle ultime ore, le province di Rovigo [...]]]></description>
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		<title>Il &#8220;nuovo&#8221; caso Minzolini</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Feb 2010 23:00:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Orlando Felici</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il direttore del Tg1, Augusto Minzolini, torna a far parlare di sé.  Lo fa ancora una volta utilizzando una procedura che già aveva attirato numerose polemiche in passato, ossia attraverso il suo ormai celebre editoriale, in onda nell’edizione serale del Tg più seguito dagli italiani. Minzolini dedica il suo approfondimento allo scandalo Bertolaso. Il direttore del Tg1 difende a spada tratta l’operato del capo della Protezione Civile e accusa, senza mezzi termini, i giudici e la stampa che hanno causato la bufera mediatica intorno al Sottosegretario Bertolaso. Minzolini ha ricordato al vasto pubblico del Tg1 che le intercettazioni pubblicate dai maggiori giornali italiani, riguardanti Bertolaso e i suoi rapporti con imprenditori, alti funzionari della Protezione Civile e persone vicine al circolo capitolino Salario Sport Village, non sono prove da usare contro il capo della Protezione Civile nell&#8217;inchiesta che lo vede coinvolto in prima persona sui lavori per il G8 alla Maddalena. Per Minzolini quello che è accaduto è una cosa inammissibile perché le intercettazioni, anche se, come appena detto, non possono essere considerate prove in un normale processo giudiziario, hanno il potere di  innescare e alimentare il processo mediatico, capace di annientare la carriera e l’immagine di un uomo pubblico. [...]]]></description>
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		<title>Apologia della muffa</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Feb 2010 23:00:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Fabbri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sanremo. Il sottoscritto non criticherà mai i testi, sarebbe come uccidere uno scarafaccio buttandogli addosso due torri gemelle. Mi limiterò ad esternarvi i miei pensieri in pillole. Scanu. Moccia si sarà commosso. Pupo-Filiberto-Canonici. Heil Hitler. La canzone di Arisa era buona. Per lo zecchino d&#8217;oro. Malika. Brava, per essere una che usa le consonanti solo perché è costretta dalla lingua. Non mi esprimo su Irene Grandi, è dai tempi di Bum Bum che fa parte dei miei sogni porno. Fabrizio Moro, &#8220;Non è una canzone&#8221;. E&#8217; scorretto fare dell&#8217;umorismo. Povia. Ruggeri. Interessante il fenomeno di rifrazione della luce sulla sua testa. Cristicchi. Peccato. Prendete quelle conversazioni che si fanno a casa degli amici, con un calice di vino rosso, quando sono finite le patate al forno, e mettetegli sotto la sigla di DragonBall Gt. Sonhora. Il loro sguardo intenso comunica &#8220;scusate, siamo qui perché non abbiamo trovato l&#8217;uscita&#8221;. Marco Mengoni. Di lui Morgan ha detto: &#8220;E&#8217; un tossico&#8221;. E adesso venitemi a dire che se voglio parlare di Sanremo devo parlare delle canzoni. Ah, i giovani non li ho cagati. Sappiamo che il Sistema vuole dare al popolo solo cose rassicuranti, per questo anche quest&#8217;anno Sanremo è una merda. -rileggete [...]]]></description>
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		<title>La triste verità di Bertolaso</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Jan 2010 23:00:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Ulivieri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un&#8217;intervista di pochi minuti in diretta da Port-au-Prince, qualche parola di troppo e il Capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso, ha rischiato di aprire una profonda crisi diplomatica tra Italia e USA. Nella puntata del 24 Gennaio della trasmissione di Rai3 “In mezz&#8217;ora” di Lucia Annunziata, Bertolaso ha rilasciato un&#8217;intervista in cui ha espresso il proprio punto di vista sulla gestione degli aiuti dopo la tragedia del terremoto di Haiti. Nel corso della trasmissione, il Capo della Protezione Civile, commentando i filmati girati nella capitale dello Stato Caraibico, ha assunto una posizione di forte critica nei confronti di chi sta gestendo “la macchina dei soccorsi”. Dopo un giro per il territorio terremotato, Bertolaso ha denunciato “una situazione patetica che si sarebbe potuta gestire molto meglio”. I primi ad essere messi sotto accusa sono stati gli Stati Uniti che, già dai giorni successivi al terremoto, avevano fatto di tutto per assumere il ruolo di leader nella gestione dei soccorsi. Le parole di Bertolaso, riguardo all&#8217;atteggiamento americano, sono state dure e, ricordando le difficoltà con cui il governo statunitense ha affrontato gli effetti devastanti dell&#8217;uragano Catrina, il Capo della Protezione Civile ha commentato: &#8220;Gli americani sono straordinari. Però, quando c&#8217; è da [...]]]></description>
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		<title>Una valanga di fango inghiottisce Messina</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Oct 2009 22:00:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Sabatini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 25 ottobre del 2007 una violenta alluvione si abbatté su Messina, provocando danni all’intera provincia a causa degli allagamenti che ne derivarono. Strade, viali e piazze furono sommerse da ondate di fango e da detriti che il maltempo aveva fatto scendere a valle dalla collina che sovrasta la periferia della città.  Seguirono giorni di difficile riassestamento ma miracolosamente da quella sciagura non rimase vittima nessuno. A due anni distanza un fatto analogo si è ripetuto e purtroppo questa volta le conseguenze sono state ben più gravi. Cinque ore di piogge torrenziali sono infatti bastate per riproporre quello scenario da incubo, con la melma proveniente dalla collina a trascinare verso il mare tutto ciò che incontrava, come una dirompente forza della natura che non ha pietà per niente e per nessuno. Nella valanga sono state inghiottite case, auto e persone.  Sinora si contano ventiquattro decessi, ma il numero è destinato ad aumentare con il passare del tempo, a causa degli almeno trentacinque dispersi che mancano all’appello. I paesi più colpiti dal disastro sono stati Giampilieri Superiore e Scaletta Zanclea, quasi interamente sommersi dalle frane.  E proprio questi due comuni furono tra i più danneggiati dall’alluvione del 2007, senza ricevere però [...]]]></description>
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		<title>Entra in funzione il termovalorizzatore ad Acerra</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Mar 2009 00:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Sabatini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La questione rifiuti in Campania è iniziata nel 1994, quando a fronte delle difficoltà nello smaltimento degli stessi, è stato dichiarato lo stato d&#8217;emergenza. Tra le cause alla base di questo fenomeno vi sono molteplici interessi: politici, industriali, ma soprattutto malavitosi. La camorra infatti ne ha tratto i maggiori benefici, fornendo ad alcune imprese l&#8217;opportunità per liberarsi delle scorie produttive, con spese di molto inferiori a dispetto delle procedure legali. La gestione illecita dei rifiuti ha dato vita ad un mercato particolarmente prolifico per la criminalità organizzata, che ha così ritardato e complicato gli interventi statali in materia. Le conseguenze si sono notate a distanza di anni, con cumuli disordinati di immondizia sparse per le strade delle province campane, talvolta dati alle fiamme dall&#8217;esasperata gente locale originando, loro malgrado, emissioni di diossina nell&#8217;aria e casi d&#8217;intossicazione. Tra i primi provvedimenti adottati vi fu quello, nel maggio 2008, di trasferire una parte dei rifiuti in Germania. Una manovra politica che però si rilevò controproducente per diversi motivi. In primo luogo perchè ebbe costi economici rilevanti, oltre trenta milioni di euro. Secondo poi in quanto Napoli e dintorni divennero pane quotidiano delle cronache internazionali, imbarazzando l&#8217;Italia intera a livello continentale. Infine generando ripercussioni negative [...]]]></description>
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