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	<title>Fuori le Mura &#187; Cinà</title>
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		<title>Taiwan si avviCina?</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 23:00:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Avagliano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’isola di Formosa è sempre stata un nervo molto scoperto nella regione estremorientale. Certo, non siamo più ai livelli di tensione della guerra fredda, ma il valore strategico di Taiwan dona ai suoi affari politici un’importanza di primo piano. In Europa probabilmente le elezioni che si sono svolte lo scorso fine settimana non significano molto, mentre per gli Stati Uniti, il cui sguardo si volge inesorabilmente dall’Atlantico al Pacifico, c’è motivo di guardare alle consultazioni con il fiato sospeso. Lo stesso per Pechino che dalla lontana guerra sino-giapponese del 1894, a parte una breve parentesi negli anni ’40, aspira a riprendere il pieno controllo dell’isola. I due contendenti principali nelle elezioni di Taiwan sono stati il partito conservatore del Kuomintang (KMT) del presidente uscente Ma Jing-jeou e i democratici progressisti (DPP) della leader Tsai Ing-wen. Volendo semplificare le posizioni dei candidati la si potrebbe definire una sfida rispettivamente tra filo-cinesi e indipendentisti. La realtà tuttavia è molto più complessa di quello che si tende a credere. Il partito del DPP ad esempio invece di battere il tasto del separatismo ha preferito ridiscutere il cosiddetto “consenso del 1992” tra il governo dell’isola e quello comunista di Pechino, che ha aperto una nuova fase delle relazioni tra [...]]]></description>
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		<title>Money Transfer: denaro riciclato fuori controllo?</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Jan 2012 23:09:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara Poladas</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ritenuti inizialmente un rapido strumento per trasferire denaro all’estero i Money Transfer nella realtà potrebbero nascondere pratiche illegali di riciclaggio. E’ quanto hanno rivelato le ispezioni verificatesi a Roma nei giorni scorsi, ad opera della Polizia tributaria delle fiamme gialle. Le cifre sono astronomiche e riguardano ben 350 milioni di trasferimenti illeciti di denaro sporco, frutto di evasione fiscale o contraffazione. A lanciare l’allarme è stato il Comandante generale della Guardia di finanza, Nino di Paolo, sentito dalla commissione parlamentare d’inchiesta sulla contraffazione, il quale ha evidenziato la crescita vertiginosa delle agenzie di trasferimenti, passate in Italia da 687 del 2002 a 34mila del 2010, con un riciclo complessivo di 2,7 miliardi di euro. A questo proposito sono state messe sotto setaccio due agenzie: una, sita in zona Termini, da cui sono passati 346 milioni e 978.870 euro di trasferimenti avvenuti attraverso codici fiscali e documenti falsi; l’altra, ubicata nel quartiere Esquilino, da cui sono partiti circa 4500 movimenti, soggetti anch&#8217;essi a diverse falsificazioni. A focalizzare la lente di ingrandimento su questo fenomeno ha fortemente contribuito l’efferato delitto contro la famiglia cinese, verificatosi nel quartiere Tor Pignattara della capitale. I dati raccolti registrano un invio annuo in patria da parte [...]]]></description>
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		<title>L&#8217;industria elettronica ha sete di minerali</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Dec 2011 23:03:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo Pasqualini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Aumenta nei paesi industrializzati la sete di minerali delle terre rare, indispensabili per l&#8217;industria elettronica e non solo. Si tratta di minerali composti da elementi chimici poco abbondanti nella crosta terrestre, quali il lantanio, lo scandio e l&#8217;ittrio, il cui utilizzo è aumentato enormemente negli ultimi anni di pari passo con la crescita dell&#8217;industria elettronica. In tutto sono diciassette, alcuni di essi fondamentali per la costruzione di computer, telefonini, televisori ma anche di pale eoliche, missili ed altro materiale militare. I giacimenti di minerali delle terre rare sono sparsi un po&#8217; in tutto il mondo ma la loro estrazione fortemente inquinante e pericolosa per i minatori fa sì che i paesi più ricchi preferiscano importarle. Fino ad oggi il principale produttore ed esportatore è stata la Cina, che non si preoccupa della sicurezza dei suoi operai né del discorso ambientale. Ben il 97% del fabbisogno di terre rare è coperto proprio dalla Cina, che le fornisce al resto del mondo a costi bassissimi sbaragliando la concorrenza. Negli ultimi tempi però la super potenza asiatica ha ridotto le esportazioni, andando incontro per questo a dure sanzioni da parte del WTO che l&#8217;ha multata per misure protezionistiche. I paesi occidentali si sono [...]]]></description>
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		<title>Assad sotto assedio</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Nov 2011 23:05:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Avagliano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Who’s next, chi è il prossimo? Quando finisce una dittatura si arriva sempre col fare questa domanda e i riflettori si mettono subito alla ricerca di un nuovo bersaglio, perché di tiranni il mondo purtroppo è sempre pieno. Del resto è molto più semplice preoccuparsi di un nemico alla volta e pazienza se anche il cortile adiacente è in preda alle fiamme: deve aspettare il suo turno. Così è stato con la parabola discendente di Muammar Gheddafi, che ha quasi monopolizzato l’attenzione dei media internazionali per dei lunghi mesi, laddove altre zone venivano quasi dimenticate nonostante continuassero a vivere episodi di inaudita violenza. Ora che la guerra in Libia si è finalmente conclusa e il paese può riprendere la strada della normalità, lunga per la verità ma l’importante per il pubblico è che i cattivi siano stati sconfitti, i titoli dei giornali possono tornare a focalizzarsi su altri scenari come la rivolta in Siria contro il regime della dinastia al-Assad, che va avanti ormai da otto mesi e ha lasciato sul campo migliaia di morti a causa della durissima repressione del governo. Eppure la posizione di Damasco non è mai stata tanto delicata come in questi ultimi giorni. A premere [...]]]></description>
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		<title>Che fine ha fatto Obama?</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Nov 2011 23:29:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Avagliano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Certi momenti storici invece di verificarsi in maniera inaspettata, sembrano completare un percorso  che si potrebbe definire naturale, com’è avvenuto il 4 novembre 2008 con l’elezione di Barack Obama a 44° Presidente degli Stati Uniti d’America. Dovendosi confrontare con un candidato che scontava i disastrosi fallimenti dell’amministrazione di George W. Bush, la sua vittoria era difatti considerata dalla maggior parte dell’opinione pubblica più che certa, in particolar modo al sopraggiungere pochi mesi prima del voto della tremenda crisi finanziaria, la cui portata aveva consacrato definitivamente un candidato considerato fino a poco tempo prima nient’altro che un ingenuo visionario. Osservando la festosità e la gioia che hanno immediatamente accolto la vittoria di Obama, si poteva facilmente intuire quanto le aspettative verso il nuovo presidente fossero grandi, per non dire enormi. Gli americani e il mondo in generale vedevano in lui una netta discontinuità rispetto al nefasto e contraddittorio avventurismo dei repubblicani e, anche mettendo da parte gli eccessivi entusiasmi, le prime mosse di Obama facevano ben sperare in questo senso. Il suo mandato era iniziato con una significativa apertura verso il mondo arabo e in politica interna il governo si era dato subito da fare per risanare l’economia in affanno. Tre [...]]]></description>
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		<title>Io sono Li</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Oct 2011 23:28:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Clara della Valle</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Shun Li (Zao Thao) è una giovane madre cinese che lavora in una fabbrica tessile della periferia romana, per pagare il debito e i documenti che le permetteranno di riabbracciare suo figlio. Per la mafia cinese, in sostanza. Un giorno viene trasferita a Chioggia, città lagunare sospesa tra Venezia e Ferrara, di una bellezza triste come poche. Deve lavorare come barista nell’osteria “Paradiso”, in attesa del completamento del debito. L’osteria “Paradiso” è il luogo d’incontro dei vecchi pescatori di Chioggia e dei nuovi abitanti della città, giovani senza scrupolo: Bepi “il poeta” (Rade Sherbedgia), Coppe (Marco Paolini), “l’avvocato” (Roberto Citran), Devis “il guappo” (Giuseppe Battiston). L’osteria “Paradiso” è il crocevia della vita di Chioggia, immagine del suo quotidiano e anche un po’ della sua storia; diventa la nuova casa di Shun Li e Bepi “il poeta”, emigrato slavo, il suo angelo custode. Lui le insegna a parlare l’italiano, le fa scoprire la bellezza della città; lei, in cambio, gli regala la voglia di vivere. Tra i due nasce quell’intesa che può sbocciare solo quando alle spalle si ha la stessa storia, la stessa paura, la stessa solitudine. Quella poesia che prende voce da una tristezza che s’assomiglia; che trova fonte [...]]]></description>
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		<title>La fine è il mio inizio</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Sep 2011 22:21:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Scutellà</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Jo Baier è una persona coraggiosa, bisogna riconoscerlo. Non tutti avrebbero osato questa delicatezza nel raccontare la vita di Tiziano Terzani. Il regista avrebbe potuto intrattenere il pubblico con il materiale che aveva a disposizione. Sarebbe bastato infilare una serie di flash back tra una collina toscana e l&#8217;altra, introdotti da una calda voce narrante: così da catapultare lo spettatore nella Storia con la S maiuscola, costruendo un kolossal da 5 o 6 Oscar. Invece il regista ha preferito le inquadrature delicate e la natura sconfinata alle distese di morti della Storia. Ne La fine è il mio inizio, non è l&#8217;immagine a dominare &#8211; strano a dirsi, visto che si tratta di un film &#8211; ma la parola, il racconto: il risultato è un continuo evocare l&#8217;elemento iconico, senza trasporlo mai direttamente sullo schermo. Gli eventi passano sulle labbra di Bruno Ganz, interprete magistrale del giornalista italiano, per catapultarsi sulle orecchie di Elio Germano, nelle vesti di Folco Terzani. Ed è proprio questa la trama: alla fine della sua vita Tiziano, vuol lasciare in eredità al figlio un&#8217;esistenza ricca di avvenimenti. Da un po&#8217; di tempo il cancro lo attanaglia e sente di essere giunto al capolinea, cioè al [...]]]></description>
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		<title>Il bluff libico: Gheddafi guadagna terreno</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Jul 2011 22:21:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Scutellà</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le bombe &#8220;umanitarie&#8221; sganciate in Libia sembrano lasciare il posto a una pioggia leggera. Il Colonnello Gheddafi è in tutt&#8217;altra posizione al tavolo delle trattative, detta condizioni, che gli alleati sono costretti con l&#8217;amaro in bocca ad accettare. Un Sarkozy raggiante fino agli inizi del mese scorso, chiedeva ai suoi soldati di vincere la guerra contro il Rais entro il 14 Luglio, data della presa della Bastiglia. Fino ad allora le potenze occidentali erano inflessibili sulla condizione dell&#8217;esilio di Gheddafi dalla terra libica. Ora l&#8217;improvviso dietrofront di Francia e Gran Bretagna (seguite ovviamente da tutte le associazioni internazionali coinvolte, che non perdono occasione per mostrarsi come i paggetti del potente di turno) di fronte alla realtà del campo di battaglia. Il Rais può restare, purchè si tenga lontano &#8211; ufficialmente &#8211; dalle funzioni governative. Di cosa si tratta? Di carità? Di compassione? Della pietà dei vincitori nei confronti dei vinti? Di un improvviso moto di generosità della comprensiva Comunità Internazionale? Toglietevi quel sorrisino dalla faccia. Come scrive l&#8217;Indipendent, da quando sono cominciati i bombardamenti, Gheddafi ha guadagnato il 20% del terreno rispetto ai ribelli. Ormai la posizione di forza, al tavolo delle trattative è quella del Colonnello, che non accetterà [...]]]></description>
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		<title>Il dramma remoto degli uiguri</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Jul 2011 22:23:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Avagliano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Stando alle fonti ufficiali cinesi si sarebbe trattato di un attacco terroristico in piena regola. Degli uomini armati avrebbero iniziato con l’assaltare vari edifici fino a fare irruzione in un commissariato. Qui avrebbero ferito i poliziotti che si trovavano all’interno, preso alcune persone in ostaggio e sventolato dalla finestra delle bandiere che inneggiavano all’indipendenza. In seguito avrebbero dato fuoco allo stesso edificio ed avrebbero iniziato nelle strade uno scontro a fuoco con la polizia, uccidendo due agenti e due ostaggi, mentre loro avrebbero perso almeno una dozzina di uomini. Secondo il Congresso mondiale degli uiguri, che trovandosi in esilio ha sede in Germania, la storia invece è andata diversamente. Ad attaccare in questo caso sarebbe stata la polizia, la quale avrebbe aggredito alcuni manifestanti che chiedevano pacificamente maggiori diritti e soprattutto delle risposte sul destino dei loro familiari arrestati nelle proteste del 2009. Inoltre i morti si conterebbero solo nelle file dei contestatori ed ammonterebbero ad un totale di venti. Lo sfondo dal quale balzano delle notizie così contrastanti è la città di Hotan nello Xinjiang, una regione periferica della Repubblica Popolare Cinese che si trova praticamente al centro del continente asiatico. Lo Xinjiang è una delle cinque provincie autonome [...]]]></description>
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		<title>La Cina multata per le misure protezionistiche sulle terre rare</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Jul 2011 22:20:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Lupo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Tribunale Wto ha dato ragione agli USA, Unione Europea e Messico e ha costretto la Cina a rivedere le sue politiche protezionistiche sulle Terre Rare. Questi elementi sono tra i meno conosciuti della tavola periodica di Mendeleev ma rappresentano il fondamento del mercato delle nuove tecnologie. Infatti questi 17 elementi, i lantanoidi più lo scandio e l&#8217;ittrio, sono usati sia in oggetti d&#8217;uso quotidiano come smartphone, televisori a cristalli liquidi, computer, accendini; ma anche negli strumenti per la produzione di energia, come quella eolica e solare; e sono usati pure nelle moderne apparecchiature high tech come i sistemi di puntamento missilistico o i macchinari medicali avanzati. Come è suggerito dal nome terre rare, questi elementi sono scarsamente diffusi sulla crosta terrestre, mentre abbondano nel mantello. Il ministero Usa dell&#8217;Energia ritiene che le disponibilità di erbio, tellurio (che è più raro dell&#8217;oro), afnio, tantalio, tecnezio, lantanio e cerio non siano preoccupanti, rispetto alla domanda attesa. C&#8217;è da prestare attenzione invece alla disponibilità di indio, disprosio, neodimio, europio, terbio e ittrio, per ognuno dei quali la domanda supererà l&#8217;offerta nel giro di tre-quattro anni (per l&#8217;ittrio è avvenuto l&#8217;anno scorso). Il problema è che non ci sono abbastanza miniere, perché fino [...]]]></description>
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		<title>Panni sporchi: Greenpeace denuncia l&#8217;industria tessile cinese</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Jul 2011 22:00:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Veronica Salemi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo un anno di analisi e ricerche, l&#8217;associazione ecologista Greenpeace, denuncia i fornitori di alcune importanti multinazionali occidentali. Nelle acque del Fiume Azzurro e del Fiume delle Perle, due dei più grandi corsi d&#8217;acqua che attraversano la Cina, è stata riscontrata la presenza di agenti chimici altamente tossici e proibiti sia in Europa che negli Stati Uniti. I due fiumi forniscono acqua potabile a milioni di cinesi e la presenza di questi veleni risulta essere altamente dannosa. Le accuse sono rivolte a due complessi industriali cinesi del tessile: il Textile Complex di Youngor e il Well Dying Factory Ltd di Hong Kong. L&#8217;inchiesta svela il legame commerciale che unisce i due impianti con celebri brand occidentali come Nike, Adidas, Converse, Calvin Klein, Lacoste, etc&#8230; Secondo Greenpeace, molte multinazionali considerate &#8216;leader della sostenibilità&#8217; in Occidente, non si preoccupano delle modalità con cui vengono realizzati i loro prodotti in ambito locale: il settore tessile cinese utilizza, infatti, durante le varie fasi del processo produttivo(dalla tinteggiatura al lavaggio, alla stampa dei tessuti) molte sostanze chimiche pericolose. Nel report intitolato &#8216;Panni sporchi. Il segreto tossico dietro l&#8217;industria tessile&#8216; viene dimostrata la presenza nelle acque del Fiume Azzurro e del Fiume delle Perle di alchilfenoli [...]]]></description>
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		<title>Under The Hawthorn Tree</title>
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		<pubDate>Thu, 05 May 2011 13:50:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sonia Cincinelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Leggi tutti gli articoli dello Speciale FLM Far Est Film Festival 2011! “Non posso aspettarti per 13 mesi; non posso aspettare fino a quando avrò venticinque anni, ma posso aspettarti tutta la vita” tratto da Sotto l&#8217;albero del biancospino di Zhang Yimou Nella Cina della Rivoluzione Culturale due anime leggiadre si incontrano nel villaggio di Xiping sulle sponde del fiume Azzurro, dove un albero di biancospino ricorda i patrioti cinesi che furono impiccati dalle truppe degli invasori, durante la guerra di resistenza contro il Giappone. Una pellicola poetica, ambientata negli anni Settanta in Cina, durante la Rivoluzione Culturale, interpretata da due attori giovanissimi e molto bravi, in cui dietro un&#8217;apparente e classica triste storia d&#8217;amore, che si conclude con la morte del protagonista maschile, si cela la fine della Rivoluzione, quindi la storia d&#8217;amore si fa metafora della Storia di un popolo. Nel finale, la protagonista al capezzale del suo amato che sta morendo malato di leucemia, straziata ripete più volte una frase emblematica: “Sono venuta e ho indossato la giacca rossa che ti piaceva tanto”. Così il regita porta sullo schermo la fine di un&#8217;epoca e nemmeno il senso di partecipazione del grande autore cinese sembra poter servire per [...]]]></description>
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		<title>Tappeto rosso per Bellocchio a Pechino</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Apr 2011 22:10:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Comunicato stampa del 22 aprile Tappeto rosso per Bellocchio a Pechino &#160; Sorelle Mai di Marco Bellocchio partecipa alla prima edizione del Festival Internazionale del Cinema di Pechino che si apre nella capitale cinese il 23 aprile. Sul Tappeto Rosso, nel National Grand Theater sulla piazza Tiananmen, ci saranno oltre al regista italiano altri otto grandi registi, fra cui Darren Aronofski e Rob Minkoff. Fra gli ospiti d&#8217;onore il direttore della Mostra del cinema di Venezia Marco Mueller, che pronuncerà il discorso di apertura, e quello del Festival di Berlino Dieter Kosslick. Al Festival di Pechino, organizzato dal governo cinese, partecipano circa 160 film di 42 paesi. L&#8217;Italia, grazie alla collaborazione della Biennale di Venezia e dell&#8217;Istituto Italiano di Cultura di Pechino, è presente con quattro film, Sorelle Mai, La Solitudine dei numeri primi di Saverio Costanzo, L&#8217;Uomo che verrà di Giorgio Diritti, e Puccini e la Fanciulla di Paola Baroni e Paolo Benvenuti. A Marco Bellocchio è stato dedicato il ciclo di film di questo mese dell&#8217;Istituto Italiano di Cultura, che ha avuto un grandissimo successo di pubblico, in particolare Vincere che lo scorso anno aveva già partecipato alla Rassegna del Cinema Europeo di Pechino. &#160; &#160; Sorelle Mai nasce dall’esperienza di Marco Bellocchio alla direzione dei corsi di Fare Cinema a Bobbio, città [...]]]></description>
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		<title>L&#8217;Orchestra Italiana del Cinema con Nicola Piovani approda in Cina al Beijing Film Festival</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Apr 2011 22:12:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[CINEMATOLOGY L’ORCHESTRA ITALIANA DEL CINEMA CON NICOLA PIOVANI APPRODA IN CINA Quale evento principale della prima attesa edizione del Beijing International Film Festival la prestigiosa compagine si esibirà nella cerimonia di apertura in diretta televisiva e in un doppio concerto sinfonico-multimediale alla “GREAT HALL OF THE PEOPLE” in Piazza Tiananmen PECHINO National Centre for The Performing Arts (NCPA) &#8211; 23 aprile 2011 The Great Hall of The People – 26/27 aprile 2011 (con la partecipazione straordinaria del  Maestro Nicola Piovani) Una grande occasione per far conoscere la musica delle colonne sonore italiane all’estero, soprattutto se a diffondere un pezzo della nostra cultura è un organico di ben 82 eccellenti professori d’orchestra, per la maggior parte sotto i 30 anni, che arriveranno a Pechino alla fine del mese per inaugurare con una diretta tv sulla televisione di stato cinese CCTV (cerimonia di apertura) e due concerti, la prima attesa edizione del Beijing International Film Festival , kermesse internazionale promossa dal Governo di Pechino. Si tratta dell’Orchestra Italiana del Cinema, prima compagine sinfonica italiana interamente dedicata all’interpretazione ed esecuzione del repertorio di musica per film: una formazione diretta dal Maestro Daniele Belardinelli (già con Abbado e Sinopoli) e costituita dalle migliori giovani forze musicali, rigorosamente [...]]]></description>
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		<title>Terremoto in Giappone: spunta l’ipotesi del sisma artificiale</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Mar 2011 23:23:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Sabatini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Secondo quanto sostiene il giornalist Benjamin Fulford, il terremoto che ha colpito il Giappone potrebbe essere stato artificialmente creato dalla HAARP.]]></description>
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		<title>La Rete come strumento di rivolta</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Feb 2011 23:24:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Camilla Spinelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Internet, come mezzo di mobilitazione delle masse, è il peggior nemico dei paesi illiberali. Cosa è successo il 28 gennaio scorso in Egitto.]]></description>
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		<title>Il Dragone rampante</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Feb 2011 23:23:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Avagliano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L'ascesa economica del dragone cinese registra un nuovo record e la parità con gli Stati Uniti è sempre più vicina.]]></description>
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		<title>La voglia di libertà premia, con il Nobel, un dissidente cinese</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Oct 2010 22:00:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Oslo sfida la tirannia comunista cinese, assegnando il Nobel per la pace 2010 al detenuto Liu Xiaobo. L’annuncio è stato fatto lo scorso venerdì dal presidente del comitato che conferisce il premio Thorbjoern Jagland, adducendo come motivazione l’impegno sostenuto da Xiaobo nella lotta per il raggiungimento dei fondamentali diritti umani in Cina. Una scelta che se da un lato invita il mondo a riflettere ed interrogarsi sulle condizioni in cui ancora oggi riversa il paese asiatico, dall’altro indigna Pechino perché l’eletto Nobel è un dissidente politico. Nato a Changchun cinquantaquattro anni fa, Liu Xiaobo è un professore di letteratura che ha rinunciato a una brillante carriera universitaria per seguire i suoi ideali che vogliono una Cina libera dal regime. Così nel 1989 scese in piazza Tiananmen a sostegno del movimento democratico, per poi essere arrestato, una prima volta, e rinchiuso sino al 1991. Finito di scontare la pena continuò nella sua battaglia pro-democrazia avvalendosi di internet quale strumento per la diffusione delle sue idee. Nel 2008 realizzò, insieme ad altri trecento intellettuali, il manifesto Carta08, un documento in cui rivendicava la totale mancanza di libertà imprescindibili nello Stato del Dragone, quali quelle di associazione e manifestazione del pensiero. Una denuncia [...]]]></description>
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		<title>La Cina del miracolo economico</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Aug 2010 22:00:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Sabatini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Cina è la seconda potenza economica mondiale. Lo accertano i dati di misurazione del prodotto interno lordo relativi al secondo trimestre del 2010, che rivelano come il Pil in volume del paese del Dragone abbia superato quello del Giappone, forza globale quest’ultima inferiore solo agli Stati Uniti. Lo stato comunista ha infatti generato ricchezze per un ammontare di 1.339 miliardi di dollari, contro i 1.288 del Sol Levante, cioè circa un 4% in più. Il risultato è significativo per diversi motivi. In primo luogo perché lo stato nipponico conservava la posizione di antagonista finanziaria degli U.S.A. dal 1968. Secondo poi la Cina è riuscita a scalare, in appena dieci anni, ben cinque posizioni nella classifica delle nazioni più ricche del pianeta, superando Italia, Francia, Gran Bretagna e Germania a colpi di crescite annue pari a dieci punti percentuali del Pil. Infine la Repubblica Popolare Cinese ha ottenuto questo prestigioso traguardo in un periodo in cui l’economia mondiale vive una difficile recessione, mantenendo tassi di crescita elevati a dispetto degli altri paesi. E il suo sviluppo non accenna ad arrestarsi. La Cina oggi è il primo esportatore mondiale, il principale acquirente di automobili, il leader globale nella produzione di acciaio [...]]]></description>
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		<title>Sconfitta la censura web cinese sui siti porno</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Aug 2010 22:00:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Lupo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo pochi mesi di messa al bando, i siti internet a luci rosse sono tornati di nuovo accessibili in Cina. Il regime a maggio aveva deciso di non rendere visibili i siti porno tramite un filtro web obbligatorio, chiamato Green Dam Youth Escort, per «creare una verde, sana e armoniosa esperienza di navigazione su internet, in grado di preservare i giovani da cattive influenze». La decisione fece subito sollevare gli internauti cinesi, che vedevano nell’operazione l’ennesimo tentativo di bloccare i siti non graditi al governo di Pechino. Per questo già da un po’ di tempo si erano mobilitati e avevano intrapreso azioni di protesta, come il boicottaggio di massa del web organizzato nel luglio del 2009 e appoggiato da vari attivisti come Ai Wei Wei, che aveva suggerito esplicitamente un &#8220;tranquillo atto di rivolta&#8221;. Gli utenti cinesi di internet, stanchi di filtri, censure e controlli di polizia, avevano nel frattempo imparato ad aggirare il &#8220;Great Firewall&#8221;, la grande muraglia virtuale eretta dalle autorità. Nonostante in Cina navigare sui siti porno sia ancora considerato illegale, in questi giorni sono apparsi milioni di post su Twitter che confermavano l’apertura del governo alla pornografia, nelle prime ore avvertita solo come guasto tecnico del [...]]]></description>
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		<title>Manuale di sopravvivenza alla crisi</title>
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		<pubDate>Sun, 30 May 2010 22:00:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Fabbri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Anzitutto, procuratevi un amico con una cantina. E&#8217; importante che non sia la vostra cantina ma quella di un amico. La vostra cantina non andrà comunque sprecata, in quanto voi siete l&#8217;amico con la cantina del vostro amico. Se la cantina è molto umida, procuratevi un barile di sale; se la cantina è secca, iniziate a conservare i vostri sputi in un secchio d&#8217;alluminio. Dopodiché raccogliete tutti i vostri risparmi. Non dovreste impiegare più di 4 minuti. Prima di uscire di casa, telefonate al vostro capo e dite che da domani non andrete più a lavoro per non umiliare i disoccupati. Lasciate a casa cellulare, chiavi, lettore mp3, preservativi, cotton fioc e tutto il resto. Uscite di casa, recatevi al primo ristorante cinese, ordinate due di tutto ciò che è &#8220;al vapore&#8221;, fatta eccezione per due porzioni di gelato fritto. Una mangiatela e una conservatela in un sacchetto. Pagate il conto, andate al negozio di chincaglierie cinesi di fronte, e comprate: una torcia a led una radiolina un kit di pile un elmetto da cantiere uno specchio Entrate in una salumeria e convertite tutti i soldi rimasti in acqua e mortadella. Con il vostro kit, finalmente rinchiudetevi nella cantina del [...]]]></description>
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		<title>La guerra fredda del terzo millennio</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Feb 2010 23:00:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Ulivieri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Era il 1947, quando il consigliere presidenziale americano, Bernard Baruch, e il giornalista, Walter Lipmann, coniarono il termine “Guerra Fredda” per descrivere l&#8217;emergere di tensioni tra Stati Uniti e URSS. Sono passati più di sessanta anni, ma questa espressione è tornata ad essere utilizzata per indicare le tensioni diplomatiche sviluppatesi tra le due superpotenze del terzo millennio: Cina e Stati Uniti. I contrasti tra i due Paesi hanno riguardato diversi ambiti e, come spesso accade, si è sviluppata una guerra di dichiarazioni tra i rispettivi organi di governo. Le prime fratture risalgono a dicembre, durante il vertice sul clima di Copenaghen. In questa sede, il disaccordo sulle misure da adottare per far fronte al surriscaldamento globale si è concretizzato in uno scambio di “ripicche diplomatiche”, che hanno segnato il totale fallimento del summit. Dal clima, il contrasto, si è spostato su internet e sulla politica di censura attuata dal governo cinese. Ad accendere la miccia è stato l&#8217;annuncio di Google di voler cancellare la censura del governo di Pechino, permettendo ai naviganti cinesi di poter accedere a informazioni sulla strage di Tienanmen e sul Dalai Lama. La decisione dell&#8217;azienda californiana è nata come reazione al tentativo di hacker cinesi di [...]]]></description>
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		<title>Cina: dove gli intellettuali sono dei pericolosi sovversivi</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Dec 2009 23:00:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Scutellà</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Cina vince la causa contro Liu Xiaobo, l’intellettuale accusato di “istigazione a sovvertire i poteri dello stato”, che viene condannato a 11 anni di carcere. Già l’accusa lascia presagire che non si tratta certo né di un golpe militare, né di una rivoluzione armata per quanto riguarda il crimine commesso dal dissidente cinese, ma più prosaicamente di idee, che in un paese che vive sotto un regime di modernizzazione autoritaria vengono condannate più delle lame, qualora non servissero a giustificare i dettami del Partito di Governo. Il 54enne cinese, già protagonista dei fatti di Piazza Tian An Men, aveva sottoscritto insieme ad altri 303 intellettuali cinesi il documento chiamato “Carta 08” che si divide in tre parti. Nell’Introduzione il Paese del Sol Levante viene sottoposto ad un’approfondita analisi storico-politica dalla Rivoluzione del 1911, passando per la Cina totalitaria di Mao Zedong, fino ad arrivare ai giorni nostri dove lo stato sembra aver accettato tanto i diritti umani, quanto le leggi, quanto l’economia di mercato e la proprietà privata, ma “tutti questi progressi politici non vanno al di là della carta su cui sono scritti. La realtà politica evidente a tutti, è che la Cina ha molte leggi, ma nessuno [...]]]></description>
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		<title>L’emergenza clima non spaventa abbastanza</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Dec 2009 23:00:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Sabatini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Due settimane di dibattiti e di discussioni per ottenere come risultato un accordo senza vincoli. Questo è l’esito della undici giorni di Copenaghen, nel vertice che ha riunito dal 7 al 18 Dicembre, nella capitale danese, gli esponenti politici delle più potenti nazioni del mondo. I Paesi partecipanti alla conferenza hanno raggiunto un’intesa, basata sulla “parola d’impegno”, riguardante l’aumento massimo raggiungibile dalla temperatura globale, fissata a un limite di due gradi centigradi, senza però chiarire le scadenze temporali di questo accordo. Resta invariato poi il taglio delle emissioni nocive, stabilito al 17 per cento entro il 2020, e a oltre l&#8217;80 per cento entro il 2050, ma nulla di nuovo è stato aggiunto a riguardo. In sostanza quindi tutto come prima o quasi, con tanti dubbi sul futuro climatico del pianeta e poche certezze su come affrontare il problema. Un dato di fatto, per quanto magra consolazione, esiste e cioè che i governi di tutto il mondo non mettono in discussione la complessa questione ambientale, come dimostrato dal comunicato d’apertura del vertice: «Noi sottolineiamo che il cambiamento climatico è una delle più grandi sfide del nostro tempo». Manca però una legge internazionale che possa mettere nero su bianco le buone intenzioni [...]]]></description>
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		<title>La Babele ambientale di Copenhagen</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Dec 2009 23:00:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Scutellà</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A Copenhagen ci sono anzitutto i Dolori del Giovane Barak, che sarà pure bello, abbronzato e Premio Nobel, ma sembra che in questo periodo non se la passi bene. Numero uno, perché s’è visto costretto a inviare un contingente di 30000 soldati in Afghanistan proprio nel giorno in cui ha ricevuto l’ambita onorificenza internazionale per la Pace. Numero due, perché in quel della ridente capitale danese, non sta facendo proprio una bella figura. La proposta statunitense di abbassare le emissioni di gas del 17% entro il 2050, ha incontrato il veto della Cina. Troppo poco, secondo Zhenhua Xie, rappresentante del paese del sol levante a Copenhagen che promette di abbassare l’intensità energetica del 40/45% e non lesina critiche neanche alla proposta di offrire 10 mld di euro ai paesi più poveri per ridurre le emissioni. Un fatto che tra l’altro è stato commentato ironicamente dal presidente sudanese Di-Aping in questo modo: «Non bastano neppure a comprare una bara per i cittadini dei nostri paesi». Magari basterebbero i soldi stanziati per salvare le istituzioni finanziarie, è l’ultima frecciata che Di-Aping lancia ai potenti del mondo, in particolare agli Stati Uniti. Perché il ruolo dell’orco, nella brutta favola dei cambiamenti climatici non [...]]]></description>
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		<title>Clima, l&#8217;asse USA-Cina decide per tutti</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 23:00:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Ulivieri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cosa ci si deve aspettare quando i due Stati più “inquinanti” del mondo si siedono ad un tavolo per parlare di clima? Ovvio. Che si accordino, prendendo decisioni “vincolanti” per il resto del pianeta. Questo è ciò che è accaduto a Singapore, dove dal 12 al 14 Novembre, si è svolto il vertice delle nazioni dell&#8217;Asia-Pacifico (Apec). In questa sede il Presidente americano Barack Obama ha incontrato il suo “omologo” cinese Hu Jintao e, insieme, sono riusciti ad affossare e a privare di ogni significato il summit mondiale sul clima previsto per il 7 dicembre a Copenaghen. L&#8217;obiettivo principale del vertice era di stringere un nuovo accordo in grado di sostituire il protocollo di Kyoto, troppo spesso ignorato e datato 1998, quindi in via di scadenza. A livello internazionale sembrava si fosse diffusa la necessità di stabilire impegni precisi e, in particolar modo, di definire effettive riduzioni di gas ad effetto serra per ogni Paese. Purtroppo tutto questo non si verificherà. Almeno non ora, almeno non a Copenaghen. Quello che è emerso dai colloqui tra Obama e Hu Jintao, infatti, è che nel vertice Danese si cercherà di trovare solo un&#8217;intesa “vincolante politicamente”, ma nessun tipo di accordo definitivo, “vincolante legalmente”. Davanti [...]]]></description>
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		<title>Il papello di Ciancimino jr. accusa il reparto dei Ros</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Oct 2009 22:00:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Sabatini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Massimo Ciancimino, figlio dell’ex sindaco di Palermo Vito Ciancimino, ha inviato via fax  il 14 ottobre scorso una fotocopia del famoso papello alla procura di Palermo. Con papello si intende il foglio di carta realizzato nel 1992 da Riina, ex capo di Cosa Nostra, in cui sono elencate le richieste avanzate dalla mafia allo Stato per interrompere la stagione delle stragi, che portò all’assassinio dei magistrati Falcone e Borsellino. Il documento è articolato in dodici punti e tra le pretese rivendicate spicca al primo posto la revisione della sentenza riguardante il maxi-processo del ’92 che aveva indagato e condannato più di 400 persone, per crimini legati alla criminalità organizzata. Sul manoscritto viene poi dichiarato necessario l’annullamento del decreto 41 bis, che prevede il carcere duro per i mafiosi, così come il riesame sulla legge Rognoni-La Torre, che confisca alla mafia i suoi beni per rimpinguare le casse dello Stato. Infine, tra i tratti salienti, spunta l’avance assurda di poter arrestare malavitosi solo se colti in flagranza di reato, come se i boss possano godere di una parziale immunità annullabile esclusivamente qualora venissero colti con le mani nel sacco. Oltre al documento, il cui formato originale sarà consegnato solo nei prossimi [...]]]></description>
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