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	<title>Fuori le Mura &#187; festival del cinema</title>
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	<description>Il primo settimanale online di Roma</description>
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		<title>Tappeto rosso per Bellocchio a Pechino</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Apr 2011 22:10:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cinema</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Comunicato stampa del 22 aprile Tappeto rosso per Bellocchio a Pechino &#160; Sorelle Mai di Marco Bellocchio partecipa alla prima edizione del Festival Internazionale del Cinema di Pechino che si apre nella capitale cinese il 23 aprile. Sul Tappeto Rosso, nel National Grand Theater sulla piazza Tiananmen, ci saranno oltre al regista italiano altri otto grandi registi, fra cui Darren Aronofski e Rob Minkoff. Fra gli ospiti d&#8217;onore il direttore della Mostra del cinema di Venezia Marco Mueller, che pronuncerà il discorso di apertura, e quello del Festival di Berlino Dieter Kosslick. Al Festival di Pechino, organizzato dal governo cinese, partecipano circa 160 film di 42 paesi. L&#8217;Italia, grazie alla collaborazione della Biennale di Venezia e dell&#8217;Istituto Italiano di Cultura di Pechino, è presente con quattro film, Sorelle Mai, La Solitudine dei numeri primi di Saverio Costanzo, L&#8217;Uomo che verrà di Giorgio Diritti, e Puccini e la Fanciulla di Paola Baroni e Paolo Benvenuti. A Marco Bellocchio è stato dedicato il ciclo di film di questo mese dell&#8217;Istituto Italiano di Cultura, che ha avuto un grandissimo successo di pubblico, in particolare Vincere che lo scorso anno aveva già partecipato alla Rassegna del Cinema Europeo di Pechino. &#160; &#160; Sorelle Mai nasce dall’esperienza di Marco Bellocchio alla direzione dei corsi di Fare Cinema a Bobbio, città [...]]]></description>
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		<title>Tanto burro e una buona dose di speranza: “Julie &amp; Julia” di Julie Powell</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 23:00:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erminio Fischetti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cosa fareste se la vostra vita fosse ad un punto morto e vi divideste fra i piaceri della vita coniugale e un noiosissimo lavoro di segretaria malpagata presso un’agenzia governativa impegnata nella “ricomposizione” di Ground Zero, nei mesi successivi al crollo delle Torri Gemelle? E non dimenticate che è gestita da un covo di repubblicani dell’era George W. Bush! Beh, per Julie Powell, rubare alla mamma Imparare l’arte della cucina francese del suo mito Julia Child (la donna che ha cambiato, negli anni Cinquanta e Sessanta, l’approccio alimentare per le famiglie suburbane “senza servitù”) e ripromettersi di realizzare tutte le 524 ricette proposte nel prontuario, appare come l’unica alternativa per non scivolare nella disperazione più totale e soprattutto una sfida il solo cimentarsi in un’impresa dall’apparenza folle! Julia Child, un donnone di un metro e ottantotto centimetri, una sana e “bisteccona” americana, trova in Julie la sua inarrestabile discepola e diventa un deus ex machina, un mentore, una guida spirituale e invisibile (le due donne non si incontreranno mai nella realtà), oltre che la protagonista invisibile e la vera anima motrice della storia di questo libro. Julie Powell racconta questa straordinaria esperienza autobiografica, realizzata grazie all’aiuto del marito Eric, che [...]]]></description>
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		<title>A Roma è NEW MOON: visto in anteprima per voi.</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 15:49:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Catena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sfilano a Roma i vampiri di NEW MOON. Come lo scorso anno, sono stati presentati 20 minuti di materiale inedito dal nuovo capitolo della saga TWILIGHT. Già dalla prima mattina, le fan del libro, si sono assiepate a bordo Red Carpet, speranzose di vedere i loro (fururi) idoli, oppure, nella migliore delle ipotesi diventare delle vampire a loro volta. Capelli neri, trucco scuro, abiti dark e lacrime di isteria, hanno riempito gli spazi piovosi dell’Auditorium. Volterra, piccola e splendida città toscana, ha ospitato parte delle avventure letterarie.  Girato invece a Montepulciano, il set è stato ricreato alla perfezione. Vedendo le prime immagini di NEW MOON, sembra che le frasi lette si siano fatte immagine. Il film, collegato ad un enorme gruppo di adoranti (Emo, Truzzi, Bimbiminkia), è una macchina completa fatta di gadget, marketing, progetti musicali e letterari che spingono al massimo questa lotta (e l’amore) tra i Vampiri ed i Licantropi. Quasi tutte donne, le fan sono follemente innamorate di Edward, il vampiro protagonista, ma sono pronte a trovare la loro nuova icona. All’incontro i tre Volturni (Jamie Campbell Brown, Charlie Bewley e Cameron Bright) hanno rappresentato la famiglia di Vampiri di Volterra. Tra loro tre c’è sicuramente il [...]]]></description>
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		<title>Intervista con MERYL STREEP aka Julia Child</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 15:01:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Catena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Meryl Streep, che quest’anno vince il Marc’Aurelio alla carriera, è giunta a Roma per chiudere questa quarta edizione del Festival Internazionale del Cinema di Roma. Cogliendo l’occasione, ha presentato nella categoria “fuori concorso” il suo ultimo film JULIE &#38; JULIA. Diretto da Nora Ephron, e recitato con Amy Adams e Stanley Tucci. La Streep recita il ruolo di Julia Child, la donna americana che ha portato nel suo paese la cultura europea dello slow food. JULIE &#38; JULIA, rilassante e piacevole, porta lo spettatore all’interno della cucina francese, a cavallo tra gli anni ’50 ed il 2000. Un’intima Meryl Streep ha risposto alle nostre domande sul film, sulla carriera e sulla sua bravura. Ormai non ci sono più parole per descrivere ed elogiarla per la sua bravura. Dovrebbe inventarne di altri. Ovviamente ringrazio per tutti questi complimenti perchè mia mamma mi ha insegnato le buone maniere, ma questi complimenti alla fine non incidono con la mia vita perchè conosco i miei difetti come attrice, come madre e come donna. Conosco le mie debolezze ed è proprio per questo che mi interessa esplorare la fragilità umana. Cerco sempre di scoprire cosa non è perfetto e quindi sono sempre alla ricerca di [...]]]></description>
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		<title>BROTHERHOOD. Tra neo-nazi e violenza, l&#8217;amore gay.</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 17:36:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Catena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Al Festival Internazionale del Cinema di Roma, viene presentato il danese BROTHERHOOD. L’inizio della pellicola si apre con un pestaggio nei confronti di un omosessuale, organizzato da un gruppo di neo-nazi  a caccia di giovani gay non dichiarati, e per questo portati a non esporre denunce. Ma nel branco la violenza non è altro che una pensante maschera di repressione. Il nuovo arrivato Lars viene addestrato da  Jimmy e, nell’intimità di una casa vuota, quelle maschere cadono mostrando solo due uomini, e la paura di amarsi.  Il regista Nicolo Donato ci porta in un mondo fatto di violenza ed intolleranza, con una regia che ricorda Lars Von Trier e Gus Van Sant.  Quasi a voler emulare la struttura conosciuta da BROKEBACK MOUNTAIN, BROTHERHOOD parla di una storia tra due uomini senza l’utilizzo dello stereotipo conosciuto. I due ragazzi  continuano a credere, finché possono, nei loro valori di superiorità. Jimmy stesso, porterà per sempre sulla sua pelle il disegno di un’aquila fascista ma l’attrazione fisica dei due porterà al crollo delle loro certezze razziali. Il loro amore si scopre lentamente ma naturalmente, senza particolari traumi e problemi culturali. L’unica barriera è nella loro testa. Duro, emozionante, coinvolgente, recitato benissimo e sorprendentemente [...]]]></description>
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		<title>LAST STATION. Recensione.</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 15:59:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Catena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sin dalle prime battute, il film accoglie indistintamente il genere biopic, il film in costume, non precisando l’appartenenza ad uno di questo macro contenitori narrative. Michael Hoffman srotola, senza superficialità e casualità il suo interessante plot, accompagnato da un  cast d&#8217;eccellenza, un  ritmo calcolato e sempre in tono con l&#8217;ambientazione storica convincendo, tramite una sobrietà fuori dal comune cuore e testa. La coralità dell’opera,  che spesso compromette e disperde le fatiche narrative, in TheLast Station, rappresenta un punto di forza, un valore aggiunto ad una sceneggiatura, che tinge di amaro l’ultimo anno di vita di Lev Nikolaevič Tolstoj, e a calibrarla  con una sottile ironicità che affiora tra le punch line dei dialoghi. Questa amalgama timbrica che caratterizza le fondamenta drammaturgiche e comiche ,conferisce  emozionalità a tutta l’opera,  con un climax ben modulato nello scioglimento finale, è magistralmente portata sullo schermo dall&#8217;interpretazione degli attori, che attirano l’attenzione dello spettatore, spostando in secondo piano costumi e scenografia bolscevichi: l&#8217;intenso Christopher Plummer è l&#8217;emblematico scrittore Tolstoj, il premio Oscar Helen Mirren (The Queen) conferma la sua bravura &#8220;regale&#8221; nel difficile ruolo di Sofia, una donna isterica, vezzosa e chiassosa, James McAvoy è un convincente giovanotto tonto e sentimentale, il caratterista Paul Giamatti [...]]]></description>
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		<title>Chiacchierando con ASIA ARGENTO la selvaggia.</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 15:48:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Catena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[   Adorata da tutti, i più grandi registi che hanno avuto la possibilità di lavorare con lei hanno sempre dichiarato che Asia Argento è un’attrice grandiosa. Una perfetta lavoratrice. Lei non sa, però, spiegarsi il motivo di questo successo. &#8220;Riuscirò a capirlo quando la mia carriera sarà finita&#8221;, ha detto Asia.&#8221;Io non mi piaccio un granché. Dovremmo chiederlo a loro. Io sinceramente non lo so. Cosa piace di me? Davvero, non lo so. Forse piaceranno i miei piedi, ho un 39&#8243;. La carriera di Asia Argento è spesso stata legata al suo essere una personalità savage. &#8220;Il selvaggio fa parte della giovinezza; significa essere scapestrata, ribelle Selvaggia mi piace perché quelli della mia giovinezza sono stati davvero degli anni un po’ selvaggi. Mentre gli altri ragazzi si divertivano, io ho sempre lavorato. E mi sono cercata nei film intraprendendo un percorso poco sereno e luminoso&#8221;. &#8220;Ho tirato fuori il carattere negativo sul grande schermo&#8221;, ha spiegato l’attrice, &#8220;e poi nella vita mi sono trovata e incastrata nei personaggi che mi divertivano tantissimo come quelli estremi, fuori i testa. È divertente farlo al cinema perché serve a farci esplorare. Noi abbiamo tutti i personaggi dentro l’anima ed i registi li tirano [...]]]></description>
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		<title>OGGI SPOSI. La bella commedia italiana.</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 13:48:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Catena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Uno degli eventi di punta di questa sesta giornata del Festival Internazionale del Festival del Cinema di Roma è OGGI SPOSI di Luca Lucini. Film italiano corale, quasi un racconto ad episodi, è una pellicola piacevole, in tutto il suo essere commerciale. Piccoli racconti di coppie sono il pretesto per raccontare la nuova Italia multirazziale, ma sempre poli-regionale. Nicola (LUCA ARGENTERO) è un poliziotto pugliese fidanzato con la figlia dell’Ambasciatore Indiano (MORAS ATIAS). Salvatore (DARIO BANDIERA) è un siciliano senza soldi fidanzato con Chiara (ISABELLA RAGONESE). Sabrina (GABRIELLA PESSION) è la soubrette italiana, compagna del mafioso Attilio (FRANCESCO MONTANARI). Ultima coppia, la più semplice, è anche la più complicata. Fabio (FILIPPO NIGRO) è follemente innamorato della futura moglie di suo padre (CAROLINA CRESCENTINI). Alla vigilia dei matrimoni, le coppie affrontano  con assoluta ironia e semplicità i problemi delle famiglie italiane e delle tradizioni da matrimonio. Come se fossero tante piccole sceneggiature differenti, messe insieme per creare un copro narrativo più robusto, i frammenti sono amalgamati con giusto ritmo ed ilarità. Gli attori, stranamente bravi per un film totalmente italiano, hanno interpretato i ruoli utilizzando le maschere della commedia italiana di altri tempi. Ricordando vagamente il SIGNORI E SIGNORE di Germi, [...]]]></description>
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		<title>PARNASSUS. Il Faust di Gilliam. RECENSIONE</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Oct 2009 09:45:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[PARNASSUS – L’UOMO CHE VOLEVA INGANNARE IL DIAVOLO è il film evento dell’anno. Presentato ieri sera al Festival Internazionale del Cinema di Roma, PARNASSUS ha subito riscosso un immediato successo. Ancor prima della tragica morte di Heath Ledger, il set è rimasto avvolto da mistero. Le immagini oniriche del carretto dell’Immaginarium sono state diffuse su internet in pochissimo tempo creando un velo di mistero su questa grande attesa di Gilliam. Poi, la morte di Ledger nel mezzo delle riprese e la conferma che il film sarebbe continuato. E quindi, nuovamente attesa. La storia, non modificata per via della morte di Heath Ledger, è stata mantenuta intatta a quella di partenza. La trama, seppure semplice, è un blocco ipertrofico, e perfetto, di citazioni ed immagini. Il Dottor Parnasuss (Christopher Plummer) ha un potere grandissimo. Realizzare i sogni del suo pubblico per mezzo di uno spettacolo chiamato Immaginarium. Il dono, però, ha il suo risvolto oscuro. Ricevuto dal diavolo in persona, Parnassus, ormai immortale, ha dovuto barattarlo con sua figlia Valentina (Lily Cole). Quando il diavolo giunge a Londra per riscuotere il debito, Parnassus propone un ultima scommessa per salvare sua figlia. Se riuscirà, con il suo Immaginarium, a catturare altre cinque [...]]]></description>
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		<title>L&#8217;INCREDIBILE VIAGGIO DELLA TARTARUGA. Un documentario poetico.</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Oct 2009 08:45:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Catena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questo film  la  storia vera di una piccola tartaruga marina, che ripercorre nell&#8217;oceano il viaggio dei suoi antenati iniziato 200 milioni di anni fa. Dalla Florida, la tartarughina intraprende quel lungo e difficoltoso viaggio, in continua lotta tra la vita e la morte. Nessuno le aveva mai insegnato nulla, ma con le altre nate si è diretta verso l&#8217;Artico. Nel viaggio, la selezione naturale  ha fatto il suo corso e 1000 tartarughe hanno abbandonato la loro strada. La natura infligge un duro colpo e l&#8217;uomo, da sempre distruttore degli ambienti naturali, cerca di bloccare questo viaggio. Infine, dopo 25 anni, la tartaruga giunge ai Caraibi, dove il suo viaggio termina. La voce di Paola Cortellesi, accompagna i nostri piccoli spettatori nel lungo viaggio della tartaruga. Diretto da Rick Rosental, questo film documentario ha utilizzato le nuove tecniche dell&#8217;HD per portare nel miglior modo possibile le immagini naturalistiche sullo schermo. “Portare l&#8217;HD nell&#8217;ambiente marino è stimolante perché le macchine da presa sono molto silenziose”, dice Rick Rosental, “Tutti gli animali che normalmente nuotano nell’oceano reagiscono alle bolle del nostro equipaggiamento da subacqueo e al suono della macchina da presa. Con l’HD il suono è limitato permettendoci di lavorare in relativo silenzio. [...]]]></description>
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		<title>CHRISTINE CRISTINA. Il brutto film della SANDRELLI.</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Oct 2009 08:24:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Catena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Esiste una categoria, nel cinema, che non viene mai definita per timore delle reazioni. Questa categoria è quella dei “film inutili”, dove per inutili non parliamo di quelle stupide commedie americane per teen ager, perché, quanto meno, fanno guadagnare. Per inutile intendiamo un film che potrebbe tranquillamente non esistere, perché nessuno ne sentirebbe la mancanza. Così, Stefania Sandrelli, che spesso ha partecipato a film che appartengono a questa categoria, ha deciso di cimentarsi nella regia di una storia, da lei voluta, pensata e creata. CHRISTINE CRISTINA, che ha un titolo enigmatico, quasi interessante, in potenza attira. Poi si legge la trama e non si capisce più se sia la sinossi de LA FRECCIA NERA o una puntata di ELISA DI RIVOMBROSA. In ogni caso, si continua imperterriti ad andare verso la sala, speranzosi che la Sandrelli abbia centrato il colpo. Poi, però, cominciano i titoli di testa, le prime battute, le musiche di sottofondo medioevali , peggio di ogni altra cosa, l’interpretazione. Stefania Sandrelli, che la si sarebbe vista dirigere discretamente bene una commedia, non ha capito che la regia di un film è qualcosa che va oltre l’urlare “Azione!” su un set. Essere regista significa cercare un punto di [...]]]></description>
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		<title>ASTRO BOY. La purezza di un robottino.</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Oct 2009 18:49:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Catena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gli appuntamenti di Alice nella Città associati alle grandi Premiere del Festival del Cinema di Roma sono sempre degli eventi imperdibili. Quest’anno uno di questi è stato ASTRO BOY. Poco conosciuto dalle nuove generazioni, ASTRO BOY era un fumetto Giapponese molto famoso negli anni’50 e successivamente, nei ’70, una serie televisiva. Ora, è un film d’animazione (con una spiccata apertura ad una saga). La sala, piena di bambini urlanti piccolissimi, e coppie adulte, segretamente fan di Astro, hanno atteso in una confusione divertentissima l’inizio del film. Doppiato da Silvio Muccino, Carolina Crescentini ed il Trio Medusa, ASTRO BOY è un film ambientato nel futuro.  Metro City è una città fluttuante, ben distante dal suolo terrestre (pieno di spazzatura e disadattati). In questa città perfetta, lo scienziato Tenma crea Astro, impiantando nel robottino i ricordi di suo figlio, morto in un incidente da lui causato. Astro, potentissimo, robotico e comunque umano, non è lo stesso bambino di prima. Il padre non lo riconosce più come figlio, ed il piccolo cade giù sulla terra, dove, tra robot pazzi ed umani ancora più pazzi, cerca di diventare un eroe per farsi accettare nuovamente dal padre. Entrando in sala con quella puzza sotto il [...]]]></description>
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		<title>Intervista a SILVIO MUCCINO e CAROLINA CRESCENTINI per il positivo ASTROBOY</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Oct 2009 18:01:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Catena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Silvio Muccino e Carolina Crescentini sono arrivati a Roma per presentare ASTROBOY. I due attori, insieme al Trio Medusa, hanno prestato le voci ai due personaggi principali ed a FuoriLeMura hanno raccontato i retroscena di questa avventura. Muccino, lei è ASTROBOY. Conosceva già questo personaggio dei cartoni animati prima di accettare il ruolo? SILVIO MUCCINO: Non sono mai stato fan dei manga, ma sono cresciuto con la voglia di dare la voce ad un cartone animato. Io ancora ora continuo a vedere i cartoni animati al cinema, che poi non sono semplici cartoni, ma dei film veri e propri. Commoventi! Io piango come un&#8217;adolescente disperata. Ad esempio piango sempre tantissimo quando vedo NEMO. Con ASTROBOY non ho neanche voluto sapere la storia. Ho detto subito “si, lo faccio”. E’ stato complicato dare la voce ad Astro e chi è questo ragazzino? S.M. Non saprei improvvisare la sua voce. C&#8217;è stata una ricerca sul tono  per farlo più infantile ma senza renderlo ridicolo. Questo perchè l&#8217;atteggiamento non era quello di giocare con i cartoni ma era quello di doppiare un vero e proprio film.  Astro poi è la summa di tutti i personaggi che ho sempre desiderato essere. E’ Pinocchio, Peter [...]]]></description>
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		<title>Intervista a TERRY GILLIAM, creatore di PERNASSUS. L&#8217;ultima fatica di HEATH LEDGER</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Oct 2009 14:04:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Catena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[PERNASSUS è l’evento che tutti attendono al Festival Internazionale del Cinema di Roma. Ultima pellicola di Heath Ledger, è stata presentata dal regista Terry Gilliam che ha risposto alle nostre domande come se lo dovesse al suo attore. In onore di Ledger, Terry Gilliam su FuoriLeMura.it Togliamoci subito questa domanda.  Come ha reagito alla morte di Heat Ledger? Io sono convinto che Heath non sia morto giovane. È morto a 250 anni per via del suo spirito. Quando abbiamo deciso di proseguire il film eravamo tutti convinti che quello era il modo che Heath avrebbe avuto per continuare ad esprimere il suo talento. Cosa avete dovuto modificare dopo la morte di Heath Ledger? Non abbiamo cambiato nulla. Abbiamo solo aggiunto qualcosa come il volto che si trasforma quando si passa per lo specchio. Ma quello che accade a Tony (nome del personaggio di Heath Ledger n.d.r.) coincide con la sceneggiatura originale. Ci sono stati dei momenti drammatici perchè è morto mentre recitava il suo ruolo ma io ho insistito affinchè finissimo il film. Johnny Depp doveva essere il primo poiché non ero sicuro che l&#8217;idea avrebbe funzionato, ma se Johnny ci fosse riuscito noi avremmo potuto continuare. Jude Law fu il [...]]]></description>
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		<title>UP IN THE AIR. Una commedia di solitudine tra le nuvole.</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Oct 2009 09:17:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Catena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Jason Reitman (JUNO, THANK YOU FOR SMOKING) ha presentato ieri sera UP IN THE AIR, una particolare pellicola con George Clooney. Immagine della crisi americana, il film disegna il profilo di Ryan, un uomo che per lavoro licenzia persone in tutti gli USA. Jason Reitman, da sempre affezionato ai personaggi complessi, ne regala un altro ancora più psicologicamente labile, con lo scopo di creare un’immagine della nuova America del Nord. “Credo che UP IN THE AIR sia un&#8217;immagine veritiera dell&#8217;America. Non solo per le cose scontate come il racconto degli uomini che credono di essere poveri perché hanno perso il lavoro, ma anche per il racconto di come siamo tutti meno collegati con gli atri rispetto a prima. La tecnologia non fa più guardare negli occhi. Non conversiamo. Ed il film, oltre che della crisi, parla proprio di queste connessioni perse”. Ryan, per lavoro viaggia per 320 giorni l’anno. La sua casa è un posto vuoto dove andare a dormire, per il resto ci sono gli alberghi, le sue carte fedeltà ed il concorso delle miglia aeree. Vive solo, senza, amici e senza una vita sentimentale. Poi incontra una donna (Vera Farmiga), viaggiatrice come lui, sola come lui, libera come [...]]]></description>
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		<title>Intervista a GEORGE CLOONEY. L&#8217;uomo sulle nuvole.</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Oct 2009 13:31:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Catena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Successo ed applausi per UP IN THE AIR, oggi al Festival Internazionale del Cinema di Roma. Diretto da Jason Raitman (JUNO, THANK YOU FOR SMOKING), il film parla di un uomo perennemente in viaggio per l’America con l’incarico di licenziare i malcapitati di turno. Quest’uomo è George Clooney che ci racconta del film e della crisi mondiale con la sua solita e riconosciuta ironia. Domanda d’obbligo. Lei, come il protagonista è sempre in viaggio. Cosa c’è nel suo trolley? Sicuramente il deodorante , per deodorarsi e  lo spazzolino, perché li devi spazzolare sesso i denti. Il film cerca di essere uno spaccato reale della situazione americana e della crisi economica. Lei cosa ne pensa a proposito? Credo che sia davvero drammatica questa crisi perché è una delle più grandi dopo quella famosa del ’29. È una forte preoccupazione per tutti noi ma dobbiamo cercare di superarla. Alcuni degli eccessi degli scorsi anni ci sono tornati indietro come dei boomerang ed adesso tocca solo capire come ne dobbiamo uscire. Ora ne vediamo tutti gli effetti, ma credo che ci vorrà molto tempo, forse anche 10 anni, prima di superarla. Il suo personaggio ha il compito di licenziare persone in tutto il [...]]]></description>
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		<title>HACHIKO: A Dog&#8217;s Story.</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Oct 2009 08:25:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Catena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[HACHIKO: A DOG’S STORY è il film che ha più emozionato fino ad ora al Festival Internazionale del Cinema di Roma. Regia di Lasse Hallstrom (CHOCOLAT, CASANOVA), il film non è la storia di un cane, ma è la storia raccontata da un cane.  Richard Gere interpreta Parker, un uomo che in stazione trova un cucciolo di Akita chiamato Hachi. La storia, semplicissima e minimale, racconta di come si sia creato il legame tra Hachi e Parker. La fedeltà e l’amore incondizionato fanno dei due un&#8217;unica anima, indivisibile. Hachi ogni giorno accompagna Parker in stazione e sempre, alle 5 di pomeriggio, ritorna in stazione per aspettare il suo padrone. Quando, però, Parker viene a mancare, Hachi non smette di aspettarlo. La storia struggente è tratta da una vera vicenda accaduta in Giappone. Gere, profondo conoscitore dell’oriente, ha subito accettato il ruolo, dando però una forte impronta orientaleggiante al racconto. Con l’inizio di HACHIKO in un monastero buddista, si entra subito in questa atmosfera intimista che si protrarrà fino al termine della storia. Girato dal punto di vista del cane, con delle immagini che replicano il modo monocromo che hanno i cani di recepire i colori, lo sguardo sulla vicenda è [...]]]></description>
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		<title>Richard Gere. L&#8217;intervista intima di un uomo alla ricerca della Luce.</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Oct 2009 14:12:54 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Richard Gere presenta il film HACHIKO: A DOG’S STORY e ci parla del legame tra gli uomini e gli animale, in una sentita intervista sullo spirito e sulla luce, senza risparmiare i dettagli personali della vita di un divo comune.  HACHIKO è un film semplice. La trama potrebbe essere riassunta in poche righe eppure avete deciso di farne un film.  Credo che lei abbia ragione. La storia è semplice e la sfida era proprio quella di essere semplici come la storia reale lo è stata. Abbiamo girato, ma in fase di montaggio abbiamo deciso di eliminare molto materiale proprio per far  si che la storia fosse semplicissima. E questa è proprio la particolarità. È quasi un muto. Noi volevamo realizzarlo in modo che fosse come un racconto da falò. Immagino le persone sedete attorno al fuoco, che si scaldano le mani ed uno dice: “hai mai sentito la storia di quel cane&#8230;”.  Come si instaura un forte legame tra un uomo ed il suo cane? Nel film questo collegamento appare come se fosse spirituale, qualcosa di invisibile e forte.  Penso che lei l&#8217;ha detto molto bene. La storia originale è avvenuta in Giappone ed originariamente era il legame tra un [...]]]></description>
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		<title>TRIAGE di Danis Tanovic</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Oct 2009 16:15:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[SPECIALE FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL CINEMA DI ROMA La quarta edizione del Festival internazionale del Cinema di Roma apre con un oscuro e cruento TRIAGE. Diretto dal premio oscar Danis Tanovic. Film che scruta il conflitto in Kurdistan, più che direzionare il suo occhio sulle questioni politiche, racconta della vita dei due reporter Mark (Colin Farrell) e David (Jamie Sives). I due, divisi tra il cinismo e l&#8217;amore per i loro soggetti, decidono di tornare a Dublino e lasciare alle loro spalle lo sporco della guerra. Torna a casa solo Mark, intrappolato da una psicosi che lo porta a zoppicare. Grazie a Joaquin (Christopher Lee), in un doloroso viaggio nei ricordi, Mark troverà la fonte della sua psicosi. Denis Tanovic, regista di NO MAN&#8217;S LAND, è sia sceneggiatore che regista di TRIAGE. Aiutato dalla presenza nel cast di Farrell e Lee, ha trovato sostegno economico grazie all&#8217;Irish Film Board. La storia complicata, più che esprimersi sulla guerra, cerca di indagare, per mezzo del ricordo del reporter, sulla questione del Kurdistan, facendo delle pesanti critiche alle Nazioni Unite. &#8220;Ho passato un periodo a New york e delle persone delle Nazioni Unite mi hanno parlato del film dicendomi che non era molto male [...]]]></description>
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		<title>Inizia il Festival Internazionale del Cinema di Roma</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Oct 2009 12:30:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dopo le prime tre edizioni che hanno fatto registrare uno straordinario successo di pubblico, il Festival Internazionale del Film di Roma tornerà dal 15 al 23 ottobre 2009 con il suo programma di film, retrospettive, incontri ed eventi speciali. Alla base della nuova edizione ci sarà ancora il connubio fra vocazione popolare e qualità della proposta culturale. Un mix in grado di coinvolgere, all’interno dello stesso evento, i grandi appassionati di cinema ma anche coloro che non hanno mai partecipato ad un festival. Come grande scenografia della manifestazione, l’intera città di Roma. Come cuore pulsante, l’Auditorium Parco della Musica – progettato da Renzo Piano – ed il Villaggio del Cinema. La quarta edizione del Festival Internazionale del Film di Roma è realizzata dalla Fondazione Cinema per Roma: soci fondatori sono il Comune di Roma, la Regione Lazio, la Provincia di Roma, la Camera di Commercio e la Fondazione Musica per Roma. Per la quarta edizione del Festival, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha concesso il Suo Alto Patronato. Gian Luigi Rondi è il presidente della Fondazione Cinema per Roma, Francesca Via il direttore generale. Piera Detassis è il direttore artistico del Festival Internazionale del Film di Roma. Mario Sesti [...]]]></description>
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