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	<title>Fuori le Mura &#187; guerra fredda</title>
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	<description>Il primo settimanale online di Roma</description>
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		<title>Nato in Urss. In memoria di un paese scomparso</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Feb 2011 23:20:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andreas Marcopoli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nato in Urss, libro di Vasile Ernu, offre un quadro su come si viveva la quotidianità nell'Unione Sovietica: cosa si mangiava, dove si lavorava, cosa si faceva nel mondo, ormai scomparso, di una delle due superpotenze mondiali ai tempi della Guerra Fredda.]]></description>
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		<title>In terra ostile: un Dick postumo</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Aug 2010 22:00:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erminio Fischetti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La paranoia politica, sociale, morale e identitaria degli anni Cinquanta ha prodotto una sottocultura letteraria e cinematografica spesso definita di serie B, costrutti incasellati in una visione artistica di “genere”, da cui grattando sotto la superficie è venuta fuori l’essenza vera, reale di un mondo nascosto dietro la cosiddetta cultura di serie A. Come ogni periodo storico vittima dell’onta della censura- ricordiamo che gli Stati Uniti in quegli anni disgraziati erano vittime della follia politica del senatore Joseph McCarthy e della sua cosiddetta “caccia alle streghe”- anche quello ha prodotto straordinari capolavori derivanti dalle menti di geniali artisti, che attraverso sottotesti, codici e metafore, dietro i quali nascondevano le proprie denunce per poter superare le strette maglie dei controlli, ha potuto sussurrare, se non proprio urlare, le proprie verità. La ricchezza e il sogno americano, il capitalismo e le sue conseguenze non erano mai stati marcatamente inseguiti, cercati, desiderati. Si inseguivano i soldi, potevano dare le felicità, si voleva stare meglio a qualsiasi costo. Questo era il clima della società americana quando Philip K. Dick stava scrivendo, intorno al 1958, In Milton Lumky Territory (in Italia con il titolo In terra ostile), pubblicato postumo solo nel 1985, una storia di [...]]]></description>
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		<title>Rivoluzione in Kirghizistan: quale ruolo per Stati Uniti e Russia?</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Apr 2010 22:00:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Sportelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Proprio mentre il presidente americano Obama e quello russo Medvedev firmavano il nuovo e storico trattato per il disarmo nucleare, in Kirghizistan è scoppiata una massiccia  rivolta popolare che ha gettato il Paese nel caos rischiando di scombinare piani ed interessi che Mosca, Washington e la Nato hanno nella ex Repubblica sovietica dell&#8217;Asia Centrale. Martedì scorso il Movimento Popolare Unito aveva chiamato a manifestare in tutto il Paese contro il presidente Kurmanbek Bakijev, accusato di tacitare la stampa indipendente e di aver fatto lievitare, per colpa del suo governo corrotto, il prezzo della benzina. Fin da subito, però, le manifestazioni sono deteriorate in una furente sollevazione popolare. A nulla è servito la proclamazione dello stato d’emergenza: i più importanti edifici governativi, la residenza del presidente e il palazzo della televisione sono stati presi d’assalto e gli scontri cruenti con la polizia e con l’esercito hanno provocato 79 morti e centinaia di feriti. L’escalation di violenza è arrivata fino alla città di Naryn e a Talas &#8211; 50 km dalla capitale Bishkek &#8211; dove erano avvenuti i primi disordini e dove era stato preso in ostaggio il ministro dell’Interno Kogantiev, la cui sorte è ancora incerta: inizialmente dato per morto per [...]]]></description>
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		<title>La guerra fredda del terzo millennio</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Feb 2010 23:00:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Ulivieri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Era il 1947, quando il consigliere presidenziale americano, Bernard Baruch, e il giornalista, Walter Lipmann, coniarono il termine “Guerra Fredda” per descrivere l&#8217;emergere di tensioni tra Stati Uniti e URSS. Sono passati più di sessanta anni, ma questa espressione è tornata ad essere utilizzata per indicare le tensioni diplomatiche sviluppatesi tra le due superpotenze del terzo millennio: Cina e Stati Uniti. I contrasti tra i due Paesi hanno riguardato diversi ambiti e, come spesso accade, si è sviluppata una guerra di dichiarazioni tra i rispettivi organi di governo. Le prime fratture risalgono a dicembre, durante il vertice sul clima di Copenaghen. In questa sede, il disaccordo sulle misure da adottare per far fronte al surriscaldamento globale si è concretizzato in uno scambio di “ripicche diplomatiche”, che hanno segnato il totale fallimento del summit. Dal clima, il contrasto, si è spostato su internet e sulla politica di censura attuata dal governo cinese. Ad accendere la miccia è stato l&#8217;annuncio di Google di voler cancellare la censura del governo di Pechino, permettendo ai naviganti cinesi di poter accedere a informazioni sulla strage di Tienanmen e sul Dalai Lama. La decisione dell&#8217;azienda californiana è nata come reazione al tentativo di hacker cinesi di [...]]]></description>
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		<title>Germania, vent&#8217;anni dopo</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 23:00:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Orlando Felici</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono passati vent’anni dalla caduta del muro di Berlino. Era il 9 novembre 1989. Quel giorno segnò definitivamente la fine di una stagione lunga e dolorosa, la cosiddetta “guerra fredda” e l’inizio di una nuova fase storica. Tanti  significati  furono attribuiti al muro di Berlino sbriciolato  dalla spinta di un’intera nazione. La vittoria del capitalismo occidentale contro il comunismo dell’Unione Sovietica. La nascita di un mondo diverso proiettato verso i lumi della globalizzazione. Tralasciando tutti i discorsi relativi ai cambiamenti epocali provocati dalla caduta del muro in ogni angolo del mondo, o quasi, a livello economico, politico, finanziario e commerciale, il 9 novembre 1989, anche se spesso ce ne dimentichiamo, segnò un altro evento importante, la riunificazione della Germania. Spezzata da quel muro eretto nel lontano 1961 dal regime comunista, la Germania per decenni subì la divisione provocata della guerra fredda sulla propria pelle. Anni duri che difficilmente verranno rimossi dalla memoria di milioni di tedeschi. Per questo ogni anno in Germania, e non solo, si celebrano festeggiamenti, concerti, manifestazioni in ricordo di quella data così importante. Ma a vent&#8217;anni di distanza, i tedeschi cosa ne pensano della caduta del muro e della riunificazione del loro Paese? E quale tra [...]]]></description>
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		<title>L&#8217;ambiguità del bene superiore: Watchmen di Moore e Gibbons &#8211; 2a parte</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Oct 2009 22:00:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Flavio Camilli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Segue dalla prima parte Watchmen è, nella sua struttura circolare, compiuta, solida e perfettamente studiata, una della più complesse graphic novel che siano mai state scritte. Le pagine, magnificamente illustrate, hanno sempre più livelli di lettura, metafore e rimandi – all’interno e all’esterno del testo – ben nascosti e vere e proprie sottostorie che si svolgono alle spalle degli avvenimenti principali, applicando alla carta la profondità di campo cinematografica. In più, il capolavoro di Alan Moore, come tutte le opere d’arte, manifesta una spiccata vocazione metaletteraria con l’inserimento, all’interno delle vicende, della storia fumettistica de “I racconti del vascello nero” che un ragazzino legge agli angoli delle strade. Vien da pensare: se noi leggiamo di lui che legge, chi ci impedisce di credere che c’è qualcuno, in questo momento, che sta leggendo di noi? Le tavole di Dave Gibbons sono un miracolo della solidità: i disegni sono nitidi, dettagliati e la pagina accuratamente “pensata” in ogni suo componente. L’episodio “Agghiacciante simmetria”, che ha come protagonista il folle Rorshach, mantiene le promesse del titolo: la discesa all’inferno del più tormentato degli eroi mascherati è scandita da una specularità assoluta; la divisione in vignette della prima pagina richiama quella dell’ultima, la seconda [...]]]></description>
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		<title>L&#8217;ambiguità del bene superiore: Watchmen di Moore e Gibbons &#8211; 1a parte</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Oct 2009 22:00:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Flavio Camilli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Più volte ho insistito, all’interno di questa rubrica, nel considerare il fumetto un’effettiva forma di letteratura. Neanche i più diffidenti, di fronte alla sottigliezza (che è allo stesso tempo grandezza) di un’opera come il Watchmen di Alan Moore e Dave Gibbons potranno darmi torto. Ma andiamo con ordine. Il “comic book”, originario e prettamente caratteristico dell’America del nord e dei suoi integerrimi Stati Uniti, è la forma di racconto per immagini più diffusa oltreoceano; Ormai da una settantina di anni è infatti in corso un’agguerritissima concorrenza tra le due major del genere: La Marvel e la DC Comics. Se la prima è madre dei famosi “supereroi con superproblemi” creati da Stan Lee (Spiderman, Fantastic Four, X-men), la seconda ha generato vere stelle dello stereotipo supereroistico quali Superman, custode del nostro bel mondo blu e l’ambiguo cavaliere oscuro Batman. Sono loro, da sempre, bandiera e biglietto da visita dell’arte dei balloon del Nuovo Mondo. Come ogni Storia che si rispetti, anche quella di maschere e mantelli ha avuto bisogno di riforme e rivoluzioni o di più radi fenomeni che, nella loro importanza, hanno incarnato lo spirito migliore di entrambi i processi. È il caso di Watchmen. Dodici albi scritti dal britannico [...]]]></description>
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		<title>Philip K. Dick: Tutti i racconti 1955-1963</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Sep 2009 22:00:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erminio Fischetti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Fanucci Editore pubblica in brevissimo tempo una terza raccolta dei racconti di Philip K. Dick, collocata in questo caso tra la metà degli anni Cinquanta e i primi anni Sessanta. A quel tempo, lo scrittore statunitense non era ancora divenuto famoso per le sue novelle e i suoi romanzi di fantascienza e il vero successo commerciale sarebbe arrivato solo molto tempo dopo, prima, però, del processo di riscoperta e rivalutazione da parte della critica, avvenuta solamente inseguito alla sua morte, nel 1982, per un ictus a soli cinquantaquattro anni. Alla fine degli anni Cinquanta, la sua penna si stava ancora affinando, gli schemi dei suoi personaggi si caratterizzavano  sempre più attraverso dettagli precisi, come si può capire piuttosto bene leggendo i racconti di questa nuova riedizione curata da Carlo Pagetti. Inoltre, la lucidità con la quale le sue storie fotografavano il mondo che lo circondava era già ben definita. È palpabile, leggendo tutte le sue opere, il respiro sociale e ideologico contemporaneo e, in particolare, nei confronti della decadenza dell’essere umano annientato dall’onta e dalla paura, in piena Guerra Fredda, dal nucleare e dalla paranoia che veniva alimentata attorno ad esso. In quegli anni, egli cercava ancora di farsi conoscere [...]]]></description>
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		<title>Sabotaggio d&#8217;Amore</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Jul 2009 22:00:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta Dimaggio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mentre i genitori diplomatici si impegnano a risolvere il conflitto mondiale nel pieno della Guerra Fredda, una ciurma di bambini, loro figli, innesca una vera e propria guerra tra le mura protette del ghetto di San Li Tun, dove vivono gli ambasciatori nella Pechino comunista degli anni settanta. Questo lo sfondo di Sabotaggio d’Amore, il grande successo di Amélie Nothomb, la penna più irriverente e brillante della Francia. Con la sua scrittura corrosiva e mai petulante, leggera e decisamente tagliente, Nothomb ci immerge in un mondo infantile in cui la sola cosa che conta è avere un nemico e combatterlo. I figli dei diplomatici giocano alla guerra, al gioco più antico del mondo con la leggerezza e il rigore dei giochi infantili. “ Nessun quotidiano, nessuna agenzia di stampa, nessun resoconto storiografico ha mai menzionato la guerra mondiale del ghetto di San Li Tun…i bambini sarebbero dunque estranei alla storia?” Tra gli agguati all’esercito avversario e le punizioni corporali ai nemici sequestrati, la bambina Amélie si chiede come i suoi genitori possano lavorare per ottenere la pace quando è chiaro che si ha sempre bisogno di nemici. Solo una cosa la distrarrà dall’euforia della battaglia: la scoperta dell’amore. Amélie si [...]]]></description>
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