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	<title>Fuori le Mura &#187; &#8216;Ndrangheta</title>
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	<description>Il primo settimanale online di Roma</description>
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		<title>Terra Terrore Terrorismo</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Dec 2010 23:38:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Susanna D&#39;Aliesio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#124; Speciale FLM &#124; Leggi tutti gli articoli &#124; Più libri più liberi. 9a Fiera nazionale della piccola e media editoria Il terrorismo come fenomeno caratteristico dell’epoca moderna, una guerra non contro la democrazia &#8211; come troppo spesso risuonano i media &#8211; ma contro la propensione al consumo delle democrazie occidentali, come azione funzionale della politica estera di un paese. Così Alessandro Ceci, durante la presentazione del suo Terra Terrore Terrorismo (IbiskosEditrice Risolo) avvenuta durante la 9a edizione di Più libri più liberi, ci mostra le radici di un fenomeno contemporaneo da cui troppo spesso prendiamo le distanze senza capirne le origini. Sostiene principalmente che il terrorismo nasca come fenomeno in risposta ad un mercato occidentale saturo, che non fa in tempo a consumare ciò che produce e come un virus invade e piega le sue “nuove colonie” imponendo uno standard consumistico. “I terroristi sono sempre fondamentalisti. Che lo siano dell’Islam, del Cattolicesimo o del marxismo, non è che cambi molto. Cercano sempre di giustificare con un’interpretazione ortodossa la loro azione politica i terrore…Il terrorismo è sempre e principalmente un fenomeno politico”. “Finchè i terroristi verranno considerati criminali ci sarà sempre il rischio di attentati. L’occidente dove ha portato civiltà [...]]]></description>
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		<title>Fratelli di sangue: l&#8217;efferata pervasività della &#8216;ndrangheta, la mafia più potente al mondo</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Oct 2010 22:00:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sonia Cincinelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Fratelli di sangue (2009) è il miglior libro in circolazione che tratta della &#8216;ndrangheta. Un testo che deve la sua esistenza alla perseveranza di Walter Pellegrini, l&#8217;editore che ha pubblicato le prime undici edizioni del prezioso volume. La prima era stata stampata nel 2006, in seguito Massimo Turchetta, direttore generale della Mondadori, ha ripubblicato il libro in una versione aggiornata e riveduta, nella collana Strade blu diretta da Edoardo Brugnatelli. La &#8216;ndrangheta calabrese è  basata sull&#8217;omertà che fin dai tempi antichi garantisce la sicurezza ed evita tradimenti da parte degli affiliati. Dalle origini “&#8217;ndrangheta” significa “atteggiarsi a uomo valente”, temuto e rispettato. Negli ultimi tempi questa è tornata alla ribalta a livello mediatico e la sua schizofrenia le ha permesso di adattarsi ad ogni esigenza del mercato. Sviluppatasi in sordina, oggi la &#8216;ndrangheta è la più potente organizzazione che incute e genera paura, cresciuta in bilico fra tradizione ed innovazione. Da sempre considerata la versione homemade e ragged della mafia siciliana, in realtà &#8220;la &#8216;ndrangheta è l&#8217; “azienda” criminale più ricca, più aggressiva, più invasiva, quella che meglio è riuscita ad infiltrarsi nell&#8217;economia e nelle istituzioni, ma anche l&#8217;unica veramente globalizzata, con filiali in tutte le regioni d&#8217;Italia e ramificazioni [...]]]></description>
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		<title>Nella Calabria dei giornalisti infami</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Sep 2010 22:00:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Tridico</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non è semplice scrivere nei giornali calabresi, occuparsi di fatti che interessano persone che vivono o sopravvivono in una terra difficile da capire. I Mpamu sono &#8211; per i mafiosi calabresi &#8211; tutti i giornalisti infami, disertori, gente di cui dubitare che &#8211; senza paura &#8211; si occupano di loro ficcando il naso in indagini, fascicoli, misfatti efferati. Negli ultimi tre anni, tanti sono i reporter calabresi che con smisurato coraggio hanno affrontato minacce e prepotenze; le loro storie narrano di una Calabria assalita da una delle organizzazioni criminali più potenti al mondo. Tutte queste cronache sono state studiate e costruite con accuratezza e scrupolosità da Roberto Rossi, freelance di origini siciliane, e Roberta Mani, caporedattore centrale di News Mediaset che ci spiega meglio &#8211; attraverso questa interessante intervista &#8211; come è nato e si è sviluppato Avamposto. Oltre a parlare dell&#8217;inchiesta, riportiamo l&#8217;inquietante notizia delle minacce ricevute da Ferdinando Piccolo &#8211; corrispondente da San Luca de Il quotidiano della Calabria - a cui la stessa Roberta Mani dà voce e rilevanza all&#8217;interno stessa testata. “Oggi sono ancora più motivato, questi signori mi hanno dato una spinta in più a continuare nel mio lavoro”. Ha le idee chiare Ferdinando Piccolo, 23 anni, [...]]]></description>
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		<title>Di Girolamo entra in carcere</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Mar 2010 23:00:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Pagano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nicola Di Girolamo entra in carcere; dopo che il Senato accoglie la sua richiesta di dimissioni si consegna in serata in una stazione dei carabinieri, i quali successivamente lo trasferiranno nel carcere di Rebibbia. Si conclude cosi l’ultima giornata da uomo libero dell‘ex senatore del Pdl, sulla cui persona pesano pesanti accuse sia riguardo la sua elezione nella circoscrizione estero sia per quanto riguarda i suoi presunti rapporti con la ‘ndrangheta. Ed è subito scontro tra maggioranza e opposizione dopo il suo ultimo discorso al Senato e l’approvazione della sua richiesta di dimissioni. Di Girolamo parla, si rivolge ai colleghi del Senato ringraziando tutti coloro con i quali ha diviso importanti momenti della sua vita politica e personale, ma non fa nessun nome in quanto ormai è diventato “Lucifero” e “l’untore ” e qualsiasi riferimento a persone rischierebbe di coinvolgerle. Afferma anche con forza di non essere lui ad aver portato la mafia in parlamento e di temere che queste accuse possano anche compromettere molte persone a lui care, in primis la sua famiglia. Questo discorso è seguito da un caloroso applauso di tutti i senatori del Pdl e della Lega, qualcuno si alza e lo abbraccia volendo dare il [...]]]></description>
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		<title>Come battere le mafie in 10 punti</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Jan 2010 23:00:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca De Angelis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[È una Reggio Calabria blindata quella che giovedì scorso ha ospitato il Consiglio dei Ministri in “uscita straordinaria” dalle mura capitoline. Il livello d’allarme è salito al massimo, soprattutto dopo l’attentato alla Procura generale e il ritrovamento della macchina contenente esplosivo ed armi, il giorno della visita di Napolitano. L’area circostante la Prefettura, il luogo scelto per la riunione, è stata interdetta al traffico, centinaia di tombini e cassonetti ispezionati, massiccia la mobilitazione delle forze dell’ordine impegnate nel mettere in totale sicurezza la zona dell’incontro ed il percorso previsto per le auto dei ministri dall’aeroporto alla Prefettura. Per la prima volta il CdM si è riunito nella città sullo stretto, con l’intento, afferma il Presidente del Consiglio, di mandare un messaggio chiaro alla’ndrangheta calabrese e alla criminalità organizzata in genere. Sono altisonanti le dichiarazioni del Premier per illustrare la battaglia che sta portando avanti il governo contro la criminalità, elencando i risultati ottenuti negli ultimi anni, “427 operazioni di polizia, 4.236 arresti tra cui 310 latitanti”. Non mancano le frecciate alla sinistra, affermando che “l’operato del centro destra segna un incremento di risultati dell’85% rispetto ai governi della sinistra”. Insiste molto sull’urgenza, per il bene del Paese, di vincere questa [...]]]></description>
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		<title>La Guerra dei Poveri</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Jan 2010 23:00:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Scutellà</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Raccoglievano arance per orari di lavoro disumani. I più fortunati di loro guadagnavano 30 euro al giorno, c’è chi ne guadagnava 20 e lavorava per 12,13,14 ore. C’erano clandestini e lavoranti stagionali. Ora le arance di Rosarno resteranno inevitabilmente attaccate agli alberi, perché se il settore era in già in crisi quando si poteva sfruttare la manodopera dei sottopagati “schiavi negri”, figurarsi ora. C’è da scommettere che nessun italiano si vorrà sporcare le mani di polpa d’agrume. Vivevano in fabbriche abbandonate, baracche fatiscenti: in condizioni igieniche di puro degrado, con gli occhi spenti di chi la sconfitta rimediata in Italia l’aveva accettata da tempo.  Proprio come bestie da soma, uscivano di casa alle 5 di mattina e attendevano a un incrocio il padroncino di turno, che sceglieva le braccia più possenti da portare a lavorare nei campi. E pensare che avevano tanti sogni, quando partivano dai loro paesi. Quando partivano dallo Sri Lanka, dove la guerra civile tra le forze governative e rivoluzionari del LTTE, ha causato milioni di profughi. Quando partivano dalla Nigeria, dove l’inquinamento ambientale causato dalle estrazione petrolifere ad opera della Shell nel delta del Niger ha distrutto completamente il territorio: inquinando l’acqua che queste persone bevono, [...]]]></description>
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		<title>La terra dei cachi</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 23:00:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Scutellà</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Brutto periodo per quelli dell’altra sponda eh. Brunetta dalla sua poltrona – porta due cuscini sotto il culo per arrivare al microfono, come i bambini dal barbiere – accusa Tremonti di non aver studiato abbastanza. Tremonti risponde che in matematica era il più bravo di tutta la classe e che forse all’alba della finanziaria si potrebbe privatizzare pure l’aria che respiriamo, perché c’è troppa gente che respira troppo e tutta quest’aria mica la può pagare lo stato, infondo nell’aria ormai c’è un sacco di cocaina e gli spacciatori quella la fanno pagare cara. Berlusconi è imbarazzato, a quanto dicono i giornali. Secondo un articolo di Repubblica, ha detto al povero Angelino che “ il Ministro della giustizia al suo posto lo può fare chiunque”. Beh calcolando che prima di lui lo faceva Mastella e prima ancora Castelli… Comunque, pare il candidato più accreditato sia Topo Gigio, dopo il grande successo della sua pubblicità anti-suina. Sempre Berlusconi pare che sarà processato per mafia. Le stanno pensando tutte, tra lodi e processi brevi e a quanto pare non riescono a venirne a capo. Idioti! Ma la soluzione ce l’ho io… &#8230;Legalizziamo la mafia! Non ci avevate pensato eh?! Io stamattina, ero talmente [...]]]></description>
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		<title>Mediterraneo avvelenato?</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Oct 2009 22:00:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Scutellà</dc:creator>
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		<description><![CDATA[È un problema di vecchia data quello dello smaltimento dei rifiuti. Gomorra di Roberto Saviano ci ha mostrato come la Camorra si affidasse metodi sempre più “creativi” per seppellire quelli ordinari. Immaginate se invece si fosse trattato di scorie tossiche. Si tratta di un caso complicato. Ci sono delle indagini in corso. Ci sono voci che girano. Alcuni giornali ne parlano, altri tacciono la notizia. È sempre meglio dunque, per correttezza di cronaca e per non influenzare le indagini stesse, attenersi ai fatti e lasciar da parte le dicerie. Nel lontano aprile 2006, un membro del pool antimafia di Milano, raccoglie la deposizione del collaboratore di giustizia ex ‘Ndrangheta Francesco Fonti. Per quanto riguarda l’associazione mafiosa calabrese di nascita, ma europea per vocazione, secondo quanto affermato da Nicola Grattieri – Procuratore Aggiunto della Repubblica a Reggio Calabria – ieri sera al programma televisivo “Che Tempo che fa”,  la magistratura ha a disposizione circa cinquanta pentiti. È una cifra irrisoria se si pensa ai circa mille della Camorra e ai circa duemila della Mafia. Secondo quanto affermato da Fonti nel 1993 la ‘Ndrangheta aveva « bisogno di affondare delle navi che ci erano state commis­sionate ed erano al largo di Cetra­ro [...]]]></description>
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