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	<title>Fuori le Mura &#187; omosessualità</title>
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		<title>Albert Nobbs</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 23:06:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tania Marrazzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nei primi anni ’80 l’allora poco conosciuta Glenn Close fu protagonista di un’opera teatrale ispirata ad Albert Nobbs, un racconto breve dello scrittore irlandese George Moore. Colpita profondamente dal suo personaggio e non soddisfatta dell’adattamento che allora ne fece la drammaturga Simone Benmussa, l’attrice statunitense decise con il passare del tempo di occuparsi lei stessa di una possibile versione cinematografica. Per circa dieci anni la Close ha scritto e riscritto il copione con l’ausilio di John Banville e solo nel 2011 la produzione ha avuto finalmente inizio dopo un ulteriore ritardo dovuto alla sostituzione dei precedenti coprotagonisti, Amanda Seyfried e Orlando Bloom, con Mia Wasikowska e Aaron Johnson. Dietro la macchina da presa il figlio del noto scrittore colombiano Gabriel García Márquez, Rodrigo García, regista televisivo di vari episodi di serie cult come I Soprano e Six Feet Under, che aveva già lavorato al cinema con Glenn Close in  Le cose che so di lei e Nove vite da donna. Dopo le nomination ai Golden Globe e agli Screen Actors Guild Awards, Albert Nobbs è al momento candidato a tre premi Oscar: miglior trucco, miglior attrice non protagonista (Janet McTeer) e miglior attrice protagonista (Glenn Close). Date le premesse si [...]]]></description>
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		<title>From Beginning to End, un amore di fratello</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Nov 2011 23:16:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erika Di Giulio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Julieta (Júlia Lemmertz) è una dottoressa dal viso d’angelo, madre amorevole di due bambini belli come il sole, Francisco e Thomás, separati da sei anni di differenza e figli di due padri diversi. Ha un ex marito in Argentina con cui è rimasta in buoni rapporti e vive nel luminoso appartamento di Rio de Janeiro assieme all’attuale marito, l&#8217;architetto Alexandre (Fábio Assunção). La sua vita matrimoniale e familiare è impeccabile, i fratelli crescono nell’amore incondizionato e sviluppano da subito un rapporto di stretta vicinanza, goduto nella totale e naturalissima complicità di corpo e anima, all’insegna di un caldo istinto di protezione. Julieta li ama e pur avendo intuito la situazione decide di non intervenire. Resterà l’unica donna della loro vita, discreta e gentile. Gli occhi grandi così, spalancati sul mondo, gli stessi che alla nascita non volevano saperne di schiudersi (il piccolo Thomas non li apre per diverse settimane finchè un giorno non regala al fratello maggiore una di quelle occhiate che difficilmente si possono dimenticare), e di colpo i due si coccolano e si desiderano. Un corpo nel corpo, gli stessi gesti, come di fronte allo specchio. Esplode l’incanto, e quando Thomás (Rafael Cardoso) e Francisco (João Gabriel Vasconcellos) [...]]]></description>
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		<title>Magic Valley e Noordzee, Texas: i due volti della provincia</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Nov 2011 01:10:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erminio Fischetti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Leggi tutti gli articoli della VI edizione del Festival Internazionale del Film di Roma! La provincia come base narrativa del cinema ha frequentemente portato alla luce storie di dolore, inquieti sentimenti di ribellione, sottese passioni nascoste. Magic Valley e Noordzee, Texas sono entrambe pellicole di registi esordienti che raccontano di questi sfondi contrastanti dalle forti passioni e violenze oscure, atte a sancire il dualismo della natura umana in luoghi dove tutto ha il sapore della mancanza della compiutezza. E sebbene dotati di linguaggi diversi, i due film raccontano entrambi numeorsi aspetti della natura dei sentimenti per approdare a due conclusioni antinomiche. Entrambe condivisibili. Il desolato Idaho, fatto di paesaggi brulli e case desolate, di Magic Valley, opera statunitense dal profilo indipendente, è sviluppato in una giornata autunnale di un paesino di campagna, un luogo dove diversi personaggi consumano il loro tempo tra la sporcizia e la noia, attraverso azioni quotidiane ed eventi privi di valore. Ma dietro quella patina di desolazione avvengono strane cose: giochi tra ragazzi che si possono rivelare pericolosi, un allevamento di salmoni trovato morto, la conseguente lite fra due vicini che si dividono l’acqua di un laghetto, una madre che cerca la propria figlia. Contemporaneamente, due [...]]]></description>
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		<title>Nell’intimità del mondo di Damon</title>
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		<pubDate>Sun, 02 Oct 2011 22:24:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erminio Fischetti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il sottotitolo dell’ultimo romanzo di Damon Galgut, In una stanza sconosciuta (edito da edizioni e/o), recita: Tre viaggi. A volerlo analizzare bene sotto un aspetto meramente tecnico il libro non potrebbe essere definito neanche come romanzo. In realtà sono tre racconti lunghi e autobiografici – Il seguace, L’amante e Il guardiano &#8211; che narrano di tre percorsi del protagonista nei più remoti e affascinanti luoghi del mondo all’interno di tre continenti differenti come Africa, Europa e Asia. Dove, a seconda della fase della sua vita, Galgut si ritrova a ricoprire e a scoprire il ruolo di ciascun titolo. I luoghi fisici e interiori da lui attraversati vengono vissuti in tre fasi differenti dell’esistenza, momenti importanti nel quale lui fa i conti con la sua esistenza solitaria. È soprattutto questa dimensione a renderli essenziali al loro consumarsi, tre viaggi che possono rappresentare tre fasi distinte della propria vita, la giovinezza e l&#8217;innocenza, la sua perdita con l&#8217;età adulta e gli inevitabili rimpianti con la maturità della mezza età. I tre racconti sono graffianti come lame di coltello, come l&#8217;insofferenza della compagna di cui Damon si contorna nel terzo. Dalla Grecia all’Africa, tra il Malawi e la Tanzania, dalla Svizzera all’India passando [...]]]></description>
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		<title>A single man</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Jun 2011 22:00:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[È terminata sabato 24 giugno al Teatro Belli di Trastevere Garofano Verde, rassegna iniziata che prevede la messa in scena di testi a tematica omosessuale. Dopo Altri amori e Zoo, il 20 e 21 giugno è andato in scena lo spetttacolo A single man, dall&#8217;omonimo romanzo di Christopher Isherwood, che ha già ottenuto una piacevole e pluripremiata trasposizione cinematografica con la regia di Tom Ford e con Colin Firth come protagonista principale. George, professore universitario di mezza età, ha da poco perso il suo compagno per un incidente stradale. È un lutto inspiegabile, il dolore gli mozza il respiro, si sente stretto in una morsa  che sembra non avere alcuna via d&#8217;uscita, così, stanco di soffrire deciderà di mollare e lasciarsi andare al dolore, in cerca di quella tranquillità perduta. Le letture si focalizzano sull&#8217;’ultima giornata della  vita dell&#8217;uomo e cominciano mentre  l&#8217;attore entra sulla scena completamente privo di vestiti, perchè spoglia è ormai la sua anima.  Sul suo corpo nudo vediamo  frammenti di immagini, fotogrammi di vita vissuta che  ne assediano la memoria. Il suo compagno perduto per una tragica fatalità, i sedici anni passati insieme, una vita in simbiosi spezzata, un quotidiano irrimediabilmente incrinato, la voglia di far [...]]]></description>
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		<title>Zoo</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Jun 2011 22:20:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Continua  al Teatro Belli di Trastevere Garofano Verde, la rassegna, iniziata l&#8217;8 giugno a cura di Rodolfo di Giammarco, che prevede la messa in scena di spettacoli, reading, e monologhi a tematica omosessuale. Dopo Altri amori, di cui ci siamo occupati nello scorso numero, il 15 giugno è stata la volta di uno dei testi più coivolgenti del panorama letterario contemporaneo: Zoo di Isabella Santacroce. Il riadattamento di Giovanni Franci porta sulla scena, attraverso un lungo e intenso monologo dell&#8217;attrice Alessia Innocenti,  una delle pagine più cruente e drammatiche del romanzo della scrittrice: l&#8217;orrore che si può celare dietro una famiglia qualunque. L&#8217;attrice, di cui non sapremo mai il nome del personaggio che interpreta, appare sulla scena come una donna garbata nei modi e nelle parole. Con il suo tailleur grigio, i suoi occhiali e i capelli legati, vuole dare al pubblico una parvenza di umanità e di normalità. Ma è solo apparenza. Presto tutto diventa buio, grida e sospiri sinistri di sottofondo, lei lentamente si spoglia, rimane in nero, quasi di lutto vestita. I suoi pensieri sono terribili, &#8220;ancora non la odio, ancora non la odio&#8221;. Man mano che si imbruttisce, sulla scena riaffiorano i ricordi di  bambina abusata, [...]]]></description>
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		<title>Altri amori</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Jun 2011 22:16:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppina Genovese</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Al Teatro Belli, piccolo ma sofisticato teatro trasteverino, è iniziata l&#8217;8 giugno la 18° edizione della Rassegna Teatrale Garofano Verde &#8211; Scenari di Teatro Omosessuale. Curata da Rodolfo Di Giammarco, la rassegna prevede la messa in scena di opere, corti  e reading  a tematica gay. Attraverso l&#8217;uso della drammaturgia si cerca di abbattere quelle forme di pregiudizio e di bigottismo che sono ancora fortemente radicate nella società. A pochi giorni dal Queering Festival e in concomitanza dell&#8217;EuroPride, anche il teatro, in qualità di circuito culturale, vuole essere una risposta a quelle forme di violenza e di emarginazione a cui spesso è soggetto l&#8217;omosessuale e il transessuale. E le sue risposte non posso che essere date attraverso le sue armi migliori, ovvero la poesia, l&#8217;emozione, e la ricerca di una teatralità nuova ed efficace. Ne è un esempio Altri amori, quindici corti teatrali tratti dalla letteratura gay classica e contemporanea e diretti da Francesca Staach, in scena dal 10 al 12 giiugno. Sono brevi frammenti ad alta drammaticità e intensità che mettono in scena squarci di vita attraverso la confessione personale e la vera esperienza dei protagonisti. Corti che hanno come denominatore comune l&#8217;amore omossessuale nelle sue tante sfaccettature: il non essere [...]]]></description>
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		<title>Queering film festival</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Jun 2011 22:20:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Si è aperta venerdì 3 Giugno la seconda edizione di Queering Roma, la festa del cinema gay lesbico bisex e trans della Capitale, sostenuto finanziariamente da Provincia e Regione, patrocinato dal Comune di Roma e inserito in quella serie di iniziative per l&#8217;Europride in attesa  della parata del prossimo 11 giugno. Sono stati tanti gli interventi alla presentazione ufficiale di Queering, tra esponenti delle Istituzioni e quelli del Comitato Europride, e i responsabili dei tre festival di film a tematica glbtqi dalle programmazioni dei quali sono stati scelti i film per questa seconda edizione della festa. Allo storico festival di Torino Da Sodoma a Hollywood, unica fonte dei film della passata edizione, si sono aggiunti quest&#8217;anno due importanti festival bolognesi, Divergenti, dedicato al cinema transgeder, diretto da Porpora Marcasciano e  Some prefer cake,  dedicato a quello lesbico e diretto da Luki Massa. L&#8217;assessore alla cultura Cecilia D&#8217;Elia  ha ricordato l&#8217;importanza del cinema come strumento di coesione sociale, mezzo  culturale capace di favorire la comprensione e il riconoscimento di tutte le componenti della società, concetto che è stato successivamente ribadito da Paolo Patanè, presidente nazionale di Arcigay presente in sala in veste di organizzatore dell&#8217;Europride, assieme a Rossana Praitano del Mario [...]]]></description>
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		<title>L&#8217;omosessualità tra le cause della caduta di Roma Imperiale?</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Apr 2011 22:21:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Roberto De Mattei, vicepresidente del Cnr, in una trasmissione radio ha affermato che l'impero romano cadde per colpa degli omosessuali; numerose le polemiche e le richieste di dimissioni]]></description>
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		<title>Psychiatric Help Back</title>
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		<description><![CDATA[Mettiamo caso che la nostra progredita comunità scientifica abbia fatto tre importanti scoperte nell'ultimo secolo: che le scorie nucleari perdono la loro radioattività se inzuppate di Chinotto, che l'omosessualità sia una malattia e che Dio esiste, ed è SuperMario.]]></description>
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		<title>Terapia di gruppo</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Mar 2011 23:00:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppina Genovese</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L'importante è guardarsi dentro, ma osservandosi da fuori. Farlo sorridendo è ancora meglio. Lacommedia proposta al Teatro Trastevere fa di questo pensiero il punto cardine della vita di coppia.]]></description>
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		<title>Verrai a trovarmi d’inverno, la stagione dei sentimenti</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Mar 2011 23:00:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Vittoria Cocuzzoli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Verrai a trovarmi d’inverno è il secondo romanzo di  una giovane autrice italiana, Cristiana Alicata, il primo pubblicato con la Casa Editrice Hacca. Si tratta di una narrazione in prima persona della protagonista femminile, Elena, che parla di sentimenti, di dubbi e di identità lacerate attraverso la sua storia e quella della sua famiglia. Sullo sfondo Roma, la città eterna, le strade ed i quartieri più popolari. Il racconto procede lieve, è scorrevole e si sofferma su dettagli sensoriali che lasciano percepire al lettore atmosfere casalinghe, familiari, rassicuranti: gli aromi di una tipica osteria romana, il tepore della primavera in città, i colori dell’autunno che fanno da cornice alle vicende di Elena, Mattia, Aldo, Giovanni. Due figli e due padri attraverso cui l’autrice mette a confronto generazioni differenti e riflette sulla passione e sull’affettività. A causa di un incidente in moto Elena si ritrova a Pantelleria per un lungo periodo di convalescenza. La ragazza scopre subito quanto un luogo ed i suoi abitanti possano essere inospitali ma ci sono gesti e situazioni che riescono repentinamente a trasformare le relazioni; è sull’isola che il racconto volge al suo epilogo, e la stagione invernale a Pantelleria diventa metafora dell’amore, delle scelte che [...]]]></description>
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		<title>Westboro Baptist Church: anti-gay, e sei ok!(?)</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Mar 2011 23:00:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Dellavalle</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Signore e signori, è morta un’altra grande e forte personalità dello starbusiness, attrice intensa, personaggio celebre per sregolatezza e non, ma, soprattutto, grande filantropa nonché sostenitrice dei diritti dei gay e della ricerca sull’AIDS. Sto parlando di Elizabeth Taylor, la gatta dagli occhi viola, la già padroncina di Lassie, Cleopatra dallo sguardo ipnotico e shakespeariana difficile da domare. Ma non è di lei che voglio parlarvi, nossignore, né della sua amicizia con Michael Jackson, né dei suoi ultimi anni o dell’ultimo malato periodo, no, per quello rivolgetevi a qualsiasi altro giornalista (chissà, magari a uno vero!), io vi parlerò, rullo di tamburi… Della Westboro Baptist Church! Nota comunità cristiana del Kansas, è famosa per picchettare funerali di persone celebri che in qualche modo abbiano avuto a che fare con gli omosessuali – non dalla parte del boia – per smentire quanto di buono in queste occasioni potesse venir detto sul loro conto! Ebbene sì, perbenisti di tutto il mondo, arriva la concorrenza sfrenata! Attenzione, loro vi sbaraglieranno, anche perché pare che col tempo si stiano specializzando: la portavoce Margie Phelps, figlia del pastore della Westboro Baptist Church – ah, tutto il mondo è paese! – dichiara che nel caso della Taylor un valore aggiunto [...]]]></description>
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		<title>I ruggenti anni &#8217;60 e &#8217;70 di Edmund White</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Oct 2010 22:00:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L’occhio di uno scrittore vissuto nel caleidoscopio newyorkese degli anni Sessanta e Settanta rivive nelle pagine autobiografiche di Ragazzo di città. Prima di conoscere la fama, Edmund White ha conosciuto la fame, la sofferenza, il marciume, il degrado, la violenza, commisurata allo stesso tempo con i movimenti culturali, la libertà sessuale e soprattutto la cultura omosessuale e la sua liberalizzazione. Antesignano tra più raffinati della letteratura gay di rottura, White racconta nel suo ultimo libro (pubblicato da Playground) un tragico e mitico apologo della Grande Mela, un “manuale” sulla sua vita di quegli anni, sull’editoria, sul suo mestiere di critico e di scrittore. Le sue pagine sono una ricca espressione di quell’ambiente, che racconta la sua vita di intellettuale e bohémien, a contatto con scrittori e artisti della sua generazione, non risparmiando dettagli e situazioni delle sue amicizie e frequentazioni con Jasper Johns, Robert Mapplethorpe, Richard Howard, David Kalstone, Joseph Brodsky, Peggy Guggenheim, William Burroughs e, soprattutto, Susan Sontag. Questo architetto delle parole riesce a costruire, con grande dovizia di particolari, il carattere, le contraddizioni, le meschinità e la generosità di questi personaggi decostruendo, nell’immaginario collettivo, la loro immagine all’interno del mondo artistico da lui conosciuto. Quelle icone intellettuali diventano [...]]]></description>
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		<title>La potenza degli angeli di Tony Kushner</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Sep 2010 22:00:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erminio Fischetti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La rete via cavo HBO ha cambiato per sempre la considerazione della critica nei confronti della televisione. Nel 2003, con Angels in America, il passo è diventato definitivo. Il lavoro è basato sull’omonima commedia teatrale di Tony Kushner, che già in precedenza aveva scosso i parametri del palcoscenico tanto da essere valutato uno dei cinque migliori play che hanno vinto il premio Pulitzer (insieme ai capolavori Morte di un commesso viaggiatore e The Crucible di Arthur Miller, Chi ha paura di Virginia Woolf? di Edward Albee e Il lungo viaggio verso la notte di Eugene O’Neill). Non sarebbero sufficienti fiumi di pagine a descrivere e ad analizzare tutti i temi che porta alla luce, ma basti pensare al modo in cui riesce a raccontare la società americana degli anni Ottanta in una New York desolata, infelice, malata e priva di ogni speranza, per capire il suo valore universale ed eterno. La trama è un alternarsi di eventi che colpiscono per il loro sottotesto ricco di accuse nei confronti di un mondo giunto alla sua Apocalisse. Fondamentale, però, è la raffinatezza culturale e la ricchezza visiva con la quale Mike Nichols, in quanto regista, e Tony Kushner, in quanto autore e [...]]]></description>
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		<title>L&#8217;Arcadia carnale ai tempi di Luigi XV</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Sep 2010 22:00:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erminio Fischetti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se Amanti, il romanzo breve del francese Daniel Arsand, fosse stato un film sarebbe stato sicuramente un muto composto di immagini bozzettistiche, ma ricche di richiami festosi e ribollenti desideri consumati. Come in quelle vecchie pellicole con Greta Garbo, pensiamo a La carne e il diavolo, in cui la passione lenisce e riempie, costruisce e distrugge per lasciare alla fine il vuoto della solitudine e del rimpianto, le parole che fluttuano sulla carta di questo testo, pubblicato da edizioni e/o, assomigliano ad un velleitario quanto affascinante richiamo pittorico dell’epoca settecentesca pur con la differenza che l’immaginazione conduce il lettore alla quintessenza della forma dei colori teatrali rispetto alla magia del cupo bianco e nero di quel cinema della seconda metà degli anni Venti. Arsand racconta, in poco più di cento pagine e in cento capitoletti che sembrano quasi quadri stilizzati  in una comunione di figure ed oggetti, luoghi e paesaggi, la Francia di Luigi XV. E con i colori e le immagini si fanno largo forti ed imperturbabili le regole irreprensibili dei costumi sociali, la clandestinità delle passioni, degli amori, specie se questi amori sono consumati fra ceti differenti e tra persone dello stesso sesso. La natura bucolica del pastore [...]]]></description>
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		<title>The same love: al via le riprese</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Jul 2010 22:00:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Tridico</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi partono le riprese di The same love &#8211; l&#8217;amore è uguale per tutti prodotto da MediaGroup Srl per la regia di Simone Orlandini. Nell&#8217;attesa del primo ciak, è toccato al regista, allo sceneggiatore e agli interpreti principali introdurre -durante la serata di presentazione- la pellicola, che affronta il complesso tema della famiglia vissuto da due coppie omosessuali. La sceneggiatura di un film che come focus potrebbe avere le implicazioni psicologiche dei soggetti o i processi di integrazione forzata, potrebbe essere poco stuzzicante per il cinema figuriamoci se durante la presentazione il tema basilare si perde parola dopo parola. A quarant’anni dalla comparsa dei primi movimenti gay è sicuramente migliorata la posizione dell&#8217;opinione pubblica nei confronti degli omosessuali, ma nessuna riforma legislativa è stata introdotta. Omogenitorialità osteggiata e criticata, coppie non tutelate, famiglie non considerate tali per una banale questione di legami biologici: questa è la condizione della società italiana che ancora non è pronta a superare il pensiero che i figli di coppie omosessuali non cresceranno sicuramente in modo equilibrato. Gli attori di The same love non sono sicuramente consapevoli della situazione in cui si trova la nostra bella Italia e hanno presenziato alla conferenza esaltando esclusivamente il concetto [...]]]></description>
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		<title>Brotherhood</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Jun 2010 22:00:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Lars (Thurs Lindhardt) è un giovane e incauto tenente dell’esercito che viene congedato in seguito ad una pesante accusa di molestie sessuali; avrebbe tentato delle avance evidenti con alcuni soldati. Fatto ritorno nel distaccato ambiente casalingo, senza aspettative per il futuro e in una condizione generale di preoccupazione, Lars si coalizza con un&#8217;associazione di orientamento neonazista e viene lasciato in custodia a Jimmy (David Dencik) che dovrà seguirne la formazione aiutandolo ad entrare nel pieno dello spirito del nazismo. Inaspettatamente tra i due scoppia una passione incontrollabile, che li forzerà a vivere questo amore segretamente. Lussurioso, aggressivo, incontenibile, questo film mette in scena una passione che deflagra tra due uomini incapaci di opporsi agli impulsi naturali; sono intensissimi quegli attimi rubati che i protagonisti si concedono per vivere la propria storia misteriosa: una vera storia d’amore che tratta innanzitutto e soprattutto di un amore proibito malgrado i principi estenuanti. Opera prima del regista italo-danese Nicolo Donato e vincitore del IV Festival del Film di Roma, Brotherhood è una pellicola straordinaria e audace, che palesa senza troppi giri di parole la nascita di un&#8217;attrazione omosessuale in una condizione sociale gravemente oppressa e omofoba. In un momento in cui l’omofobia dilaga e [...]]]></description>
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		<title>Nicolo Donato presenta Brotherhood</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Jun 2010 22:00:22 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Presso la Casa del Cinema di Roma si è tenuta la conferenza stampa di Brotherhood &#8211; Fratellanza, opera prima del regista italo-danese Nicolo Donato, presente in sala. Il film, che ha vinto il Marco Aurelio d&#8217;Oro all&#8217;edizione 2009 del Festival Internazionale del Film di Roma, descrive la storia d&#8217;amore omosessuale tra due appartenenti al nuovo partito nazional-socialista danese. La pellicola -che uscirà nelle sale italiane il 2 luglio prossimo- sarà distribuita da Lucky Red in 20 copie. Durante le riprese ha avuto dei problemi con i veri esponenti delle associazioni di estrema destra? La prima scena del film, basata sul pestaggio di un ragazzo omosessuale da parte di un gruppo di naziskin, è stata girata nei luoghi in cui si incontrano veramente queste bande. È normale essere turbati quando si tratta una tematica così difficile. Non ho ricevuto nessun tipo di minaccia da parte dei gruppi di estrema destra. Anzi, mi piacerebbe che anche loro andassero a vedere il film, e che magari iniziassero ad aprire gli occhi su certe questioni. Il film indaga sull&#8217;ambiente neonazista in maniera molto dettagliata, ad esempio sottolineando come all&#8217;interno di questi gruppi siano presenti anche tematiche ambientaliste. In che modo si è documentato? Mentre [...]]]></description>
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		<title>Coming out. Venticinque storie per uscire dall&#8217;armadio</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Jun 2010 22:00:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Che tu sia una frizzante quindicenne stregata da una compagna di scuola durante l&#8217;occupazione o una rampante donna in carriera che teme i colleghi d&#8217;ufficio; un timido e cicciottello ragazzino di periferia o un affermato e un po&#8217; depresso professore universitario; un figlio di papà, un insegnante di yoga, una motociclista arrabbiato o una madre di famiglia: non  fa alcuna differenza. Quando si decide di uscire allo scoperto- dall&#8217;armadio, direbbero gli inglesi &#8211; tutto vacilla, le sicurezze crollano, le gambe tremano e la lingua s&#8217;incarta, fino a pronunciare incerta le parole &#8220;sono gay&#8221;. Nei piccoli paesi così come nelle grandi metropoli, dove l&#8217;eterosessualità è pensata come la consuetudine del quieto vivere, gli omosessuali sono figure di spicco in narrazioni grossolane. Il costume sociale radicato nel concetto di decoro così come la severità delle opinioni &#8211; volta a mantenere l&#8217;integrità familiare &#8211; può condurre a forti tensioni nei confronti del figlio omosessuale, mettendo in crisi la regolare crescita non solo all&#8217;interno del nucleo familiare, ma anche nella collettività. Il concetto della reputazione e del buon nome della famiglia non onorato si trasfigura in disagio e i sensi di colpa che crescono nel figlio, uniti alla sfera affettiva ostile che accompagna il [...]]]></description>
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		<title>Agender: il motivo è un moto emotivo</title>
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		<pubDate>Sun, 16 May 2010 22:00:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Anche quest&#8217;anno il Tekfestival ha deciso di creare una sezione per la tematica omosessuale. Tutto ciò è avvenuto durante la nona edizione di questo importantissimo festival, in cui si è affrontato tra l&#8217;altro il tema della pandroginia inteso come il superamento dei generi sessuali. La sezione Agender è una sezione che riapre una finestra glbt e soprattutto queer all&#8217;interno del cinema non solo italiano ma anche internazionale. La teoria queer -su cui si è basata questa edizione- mette in discussione l&#8217;intrinseca identità di genere di ciascun individuo, sostenendo contrariamente che esse sono pienamente fondate su teorie sociologiche, e che quindi i singoli non possono essere tangibilmente rappresentati da un vocabolo universale come eterosessuale. La teoria queer va contro la consuetudine di biforcare in scomparti distinti la descrizione di una persona perché faccia parte in una o più determinate categorie esplicitate. In tale ottica si guarda il concetto di transizione, non solo come liberazione del genere dalla prigione biologica dei corpi quanto atto d’amore o desiderio viscerale d’unità declinata. Questa ricerca è espressa dalla regia di Jake Yuzna con il suo Open, seguendo la linea frastagliata delle teorie e pratiche di Genesis P. Orridge. Tali moti ricamano una riflessione delicata e [...]]]></description>
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		<title>Falsi accostamenti</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Apr 2010 22:00:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea De Angelis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Negli ultimi tempi è emersa con troppa frequenza una pratica tanto azzardata quanto temibile: si coglie un avvenimento più o meno problematico, il più delle volte biasimevole, e lo si analizza accostandolo a degli elementi che ben poco vi hanno a che fare, se non altro perché privi di problematicità. Tutto ciò avviene senza presentare minima prova di quanto si afferma, sia questa scientifica piuttosto che legata alla prassi. Ma ciò che più sconcerta è l’assenza di criticità verso tali affermazioni, così da renderle quasi accettabili, passabili, proprio perché scarsa è l’attenzione nei loro riguardi. Ciò che qui dobbiamo osservare è un quadro a tinte fosche, che troppo spesso viene visto di sfuggita, senza un’attenta analisi. Abbiamo ascoltato o letto negli ultimi giorni simili espressioni: “Chi è celibe più facilmente sarà pedofilo”, ed ancora “Gli omosessuali sono spesso pedofili”. Questo non è più accettabile ed è doveroso prendere una posizione perché il silenzio, gioco forza, favorirà i sostenitori di simili tesi. Possibile mai che ancora vi sia una omofobia talmente violenta da etichettare coloro i quali hanno un’attrazione sentimentale e/o sessuale verso individui dello stesso sesso, come pedofili? E chi accosta il celibato alla pedofilia conosce le percentuali di padri [...]]]></description>
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		<title>Torino GLBT Film Festival: una kermesse d&#8217;argento</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Apr 2010 22:00:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Tridico</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nozze d&#8217;argento con James Ivory e Claudia Cardinale per &#8220;Da Sodoma a Hollywood&#8220;: il Torino Glbt Film Festival (15-22 aprile) celebra i venticinque anni di vita attraverso un&#8217;importante edizione arricchita sia dalla presenza del regista californiano che dell&#8217;attrice tunisina in veste di madrina della kermesse dedicata al cinema omosessuale. Il Festival, comunemente conosciuto con il nome Togay, è il più antico festival sul tema d&#8217;Europa, si tiene a Torino nel mese di aprile e nel corso degli anni è divenuto uno degli eventi principali non solo per la comunità GLBT ma anche per il pubblico interessato a tali tematiche che -soprattutto in Italia- non vengono troppo trattate. Nato con il contributo della Regione Piemonte come modesta rassegna cinematografica, Togay è stato (nel 1989 n.d.r) riconosciuto dal Ministero del Turismo e dello Spettacolo italiano ed è divenuto velocemente un Festival Internazionale a tutti gli effetti. Dal 2005, quando il passaggio amministrativo ha rafforzato maggiormente la struttura del Festival, viene coordinato dal Museo Nazionale del Cinema traendo beneficio anche del supporto degli Assessorati alla Cultura della Regione Piemonte, della Provincia e della Città di Torino. Tra novità e rivoluzioni  il Festival propone ugualmente tre sezioni competitive (concorso lungometraggi, concorso documentati, concorso cortometraggi) [...]]]></description>
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		<title>Le mine vaganti e ignoranti</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Mar 2010 23:00:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Tridico</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un film che parla di omosessualità, una conferenza che parla del taglio dei capelli di Scamarcio. Dal melodramma di Ozpetek alla commedia spicciola improvvisata al Cinema Adriano il passo è stato veloce. La diversità e la moralità che potevano sapientemente incrociarsi, hanno preso strade diverse lasciando spazio a discorsi futili e irrilevanti nonostante la tematica del film offrisse molti spunti per un confronto che andasse oltre i fattarelli da retroscena. Mine vaganti rappresenta -nella sua totalità- l&#8217;ennesimo film che mostra l&#8217;Italia non solo confusa e stordita dall&#8217;oppressione dei luoghi comuni ma fortemente omofoba; la conferenza stampa poteva presentare non solo una pellicola che punta all&#8217;ambizione di botteghino, ma aveva tutte le carte in regola per fissare il focus sull&#8217;aiuto inerente all&#8217;outing di chi si trova a vivere in contesti caratterizzati dalla forte chiusura mentale e dalla sostanziosa scarsità di veduta. Ozpetek, deludente e distratto, ha preso subito parola intrattenendo -a modo suo- i giornalisti con i racconti goliardici riguardanti le riprese del film; si è divertito tanto Ferzan con questo lavoro e non ha perso tempo ad elencare le peculiarità che hanno portato alla riuscita di questo film: pasta di grano duro, pasticciotti alla crema e gay in-compresi. Il regista, [...]]]></description>
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		<title>Torna Perrotta con &#8220;L’insegnante di astinenza sessuale&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Feb 2010 23:00:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erminio Fischetti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo essersi affermato negli Stati Uniti con opere straordinarie come Intrigo scolastico e Little Children, Tom Perrotta, ormai autore affermato in patria e corteggiato da Hollywood, torna a raccontare i meccanismi e i comportamenti della società americana odierna nel suo marasma di contraddizioni e ipocrisie, senza mai perdere la sua potente qualità di cantore. Parallelamente, lo scrittore narra le vicende di una donna e di un uomo con due percorsi di vita difficili e differenti. Lei, un’insegnate di educazione sessuale, donna brillante e intelligente, divorziata e con due figlie adolescenti, che cerca di svolgere il suo lavoro nel modo migliore possibile e che si trova al centro di una polemica nella piccola comunità nella quale vive dopo aver detto ad un’allieva che affermava che il sesso orale era disgustoso: “c’è a chi piace”. Lui, Tim, allenatore sportivo, musicista fallito, ex-tossico ed ex-alcolista, che ha distrutto la sua vita e la sua felicità, sembra aver trovato Gesù e la pace interiore &#8211; ma lui stesso non ne è così convinto- dopo aver cominciato a frequentare una Chiesa ultraconservatrice e repubblicana. Un giorno, alla fine di una partita, Tim induce le sue allieve a inginocchiarsi e pregare. Questo causa le ire di [...]]]></description>
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		<title>Paragrafo 175. Nazismo ed omocausto</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Jan 2010 23:04:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Tridico</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Die widernatürliche Unzucht, welche von Menschen mit Tieren begangen wird, ist mit Gefängnis zu bestrafen; auch kann auf Verlust der bürgerlichen Ehrenrechte erkannt werden&#8221;. “Un atto sessuale non naturale che avvenga tra persone di sesso maschile o tra esseri umani ed animali, è punibile con l’imprigionamento; può inoltre essere prevista la perdita dei diritti civili.” Prima dell&#8217;avvento del Terzo Reich, Berlino era una città modernista e liberale con la presenza fiorente di  locali notturni che garantivano alla popolazione gay e lesbica una vita mondana briosa e piacevole; sempre in quel periodo iniziarono a sorgere una serie di circoli e associazioni uniti dal progetto comune di trasformazione della condizione sociale, culturale, umana e politica delle persone omosessuali. L&#8217;ideologia nazista giudicò l&#8217;omosessualità inconciliabile con i propri valori morali e ritenendo i rapporti omosessuali infecondi, vennero visti come aberrazione della demografia tedesca; i gay non erano nella condizione fisica di riprodursi e generare nuove vite per la &#8220;razza perfetta&#8221; ecco perchè le associazioni per la tutela dei cittadini omosessuali tra cui il Wissenschaftlich-humanitares Komitee (Comitato scientifico-umanitario) iniziarono ad essere smembrate dall&#8217;esercito tedesco che impugnando il Paragrafo 175 consideravano un crimine e una malattia nazione l&#8217;atto omosessuale tra uomini. Adolf Hitler, ritenendo che l&#8217;omosessualità [...]]]></description>
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		<title>&#8220;A Single Man&#8221; di Tom Ford</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Jan 2010 23:00:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia Cantarini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Giustamente accolto da un’ovazione alla scorsa Mostra del Cinema di Venezia, che gli ha tributato sia il Queer Lion Award che la Coppa Volpi al protagonista Colin Firth, il film d’esordio dello stilista Tom Ford è una celebrazione della bellezza che può riconciliarci con un’esistenza messa alla prova dal lutto, dalla solitudine e dalla perdita di senso. Liberamente adattato dall’omonimo romanzo di Christopher Isherwood, il film è ambientato nella Los Angeles del 1962, all’apice della crisi dei missili cubani. George Falconer (Firth), un professore universitario inglese e omosessuale, è rimasto solo dopo l’improvvisa morte di Jim (Matthew Goode), suo compagno per sedici anni. Unico suo sostegno, l&#8217;amica di sempre Charlotte (Julianne Moore) una attraente donna di 48 anni che si sta a sua volta interrogando sul proprio futuro, e il giovane studente Kenny (Nicholas Hoult), che sta cercando di riconciliarsi con la sua vera natura e segue ossessivamente George in quanto lo sente uno spirito affine. Nel narrare la giornata decisiva nella vita di un uomo che vive nel passato e non riesce a immaginare il proprio futuro, Ford opera una serie di modifiche al romanzo originale che rendono la trama al tempo stesso autobiografica e universale: l’intenzione di George [...]]]></description>
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		<title>“Legami d’amore”: esordio della fiorentina-campana Maria Rosa Nuvoletta</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Dec 2009 23:00:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erminio Fischetti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una sorella e un fratello, Barbara e Vito, divisi fra un mondo che sta cambiando, attraverso la politica, la società e la generazione post-sessantottina degli anni Settanta, di cui entrambi fanno parte, e quello arcaico fatto di camorra e violenza della propria famiglia nel quale sono incastrati. Dopo l’alluvione di Firenze del 1966, causa della perdita dell’attività di famiglia, i due ragazzi sono costretti, insieme ai propri genitori, Armando e Giovanna, e a Sonia, una bambina, figlia di un’amica di famiglia deceduta in quei tragici giorni, a trasferirsi a Napoli, la città natale del padre. Nelle maglie della volgare, meschina, “maleodorante” famiglia di lui, i Cortese, il padre viene trascinato, in parte contro la sua natura, a diventare il braccio destro di un ometto della camorra. In questo contesto, Barbara e Vito crescono sempre più rifiutando quei luoghi, quella vita e si rifugiano nei libri, nell’università, nella politica. La loro speranza è quella di un mondo migliore e di poter tornare nella loro amata Firenze. L’esordiente Maria Rosa Nuvoletta, che condivide con i due protagonisti il passaggio dall’ambiente fiorentino a quello napoletano in un’età critica come quella che si interpone fra la fanciullezza e l’adolescenza, descrive con cognizione di causa [...]]]></description>
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		<title>“Zia Mame”: capolavoro camp di Patrick Dennis</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Dec 2009 23:00:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erminio Fischetti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono trascorsi più di cinquant’anni dalla sua prima pubblicazione, ma Zia Mame, romanzo umoristico di Patrick Dennis, pseudonimo dietro il quale si nasconde Edward Everett Tunner III, non ha perso un solo colpo della sua graffiante e crudele ironia. Come ogni bestseller e capolavoro letterario che si rispetti, prima di ottenere il meritato successo fu rifiutato da ben diciannove editori e anche quando fu pubblicato non gli fu concessa la necessaria visibilità, uscendo nelle librerie a metà gennaio, il momento più fiacco dell’anno. Eppure fu talmente positivo l’effetto che sortì nel pubblico che divenne uno dei libri più venduti di tutti i tempi, tanto che il successo fu subito seguito da un adattamento teatrale e cinematografico, il cui ruolo della protagonista fu in entrambi i casi interpretato dalla splendida Rosalind Russell (consideratasi ella stessa l’unica zia Mame possibile, nonostante in seguito ebbe le fattezze di attrici del talento di Lucille Ball e Angela Lansbury). Tunner scrive il romanzo in prima persona, giocando con i lettori attraverso una sua non ben chiara identità e la veridicità dei fatti narrati. È tutto vero o è solo frutto della mente dell’autore? Tutti credono o vogliono credere che zia Mame esista davvero da qualche [...]]]></description>
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