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	<title>Fuori le Mura &#187; pd</title>
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	<description>Il primo settimanale online di Roma</description>
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		<title>Caro Pd, ma non eran meglio le elezioni?</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Nov 2011 23:09:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andreas Marcopoli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Leggi anche: Monti e la scelta dei ministri di G. Verduci La lega sa sola all&#8217;opposizione di C. Poladas “Sono favorevole sulla necessità di introdurre maggiore flessibilità in entrata e in uscita nel mondo del lavoro” Mario Monti, 1998. La prima pagina del libro che molti titolano “Terza Repubblica”, e che invece di intestazioni vere finora non ne ha, è stata scritta con la fiducia al governo Monti. Tra i suoi principali sostenitori troviamo il Partito Democratico, fin da subito schierato a favore di un governo tecnico, utile a risollevare il paese dallo stato di degrado in cui si trova. Benché sembri inappuntabile come decisione se considerata la variabile della responsabilità, la scelta appare carente dal punto di vista della strategia e della credibilità politiche. Innanzitutto suona come un segnale di debolezza la resa semi-incondizionata del Pd al governo Monti. Un unico paletto: niente esponenti del precedente governo; zero veti invece su qualsivoglia programma. Scelta che si incanala nel solco dell’antiberlusconismo fine a se stesso da cui si dovrebbe cercare di uscire per un nuovo paese. Della serie: basta che non mettete gli amici di B., per il resto all’Italia potete fare di tutto. Dare fiducia ad un governo a [...]]]></description>
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		<title>Referendum 2011, affluenza quasi al 57%, vincono i SI: cronaca di ore memorabili?</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Jun 2011 22:31:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Flavio Camilli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Leggi il nostro speciale sul Referendum 2011 Con la collaborazione di Andrea Scutellà Era il 26 aprile 1945 e, all’indomani della liberazione della città di Milano, Dino Buzzati scrisse sul primo numero del Nuovo Corriere, un elvizero dall’afflato romanzesco titolato Cronaca di ore memorabili. Lungi da noi accostare la penna e l’evento, ci sembra però abbastanza opportuno citare il titolo, riservano un sempre lungimirante punto interrogativo per il finale. Sono sicuramente ore memorabili per chi si è battuto perché la consultazione referendaria conclusasi alle ore 15 di lunedì 13 giugno 2011 non solo rompesse la tradizione tutta italiana anti-quorum (che questa volta arriva con un&#8217;affluenza quasi del 57%, risultato che non si otteneva dal 1995), non solo vedesse il trionfo dei SI per tutti i quesiti (più del 95%), ma anche perché il referendum avesse luogo. Non è stato facile ed è necessario tirare il fiato solo per qualche secondo e soprattutto non gridare troppo forte alla vittoria. Non si tratta di disfattismo ma di proattivismo: l’affluenza alle urne è stata buona, ma un voto è solo l’inizio del cambiamento, come l’arrivo degli americani fu, al tempo, solo il primo passo verso anni certo meno oscuri ma non limpidi. Non [...]]]></description>
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		<title>Noi contro l&#8217;omofobia, e tu?</title>
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		<pubDate>Sun, 22 May 2011 22:28:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Clara della Valle</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Musica, letture e tenacia venerdì 20 maggio a Piazza Navona, per sei ore di fila. Dalle 18 alle 24, il sit-in contro l’omofobia organizzato dal Pd vede alternarsi giornalisti, attori, politici, scrittori, cantanti e tutti coloro che lottano per i diritti dei gay. In prima battuta, Paola Concia, la deputata del Pd che due giorni prima aveva sbattuto la porta della Camera, ma che non demorde: “ la mia battaglia continua, per me e per tutto il Pd!&#8221; Mercoledì 18 maggio, infatti, cade l’ennesimo tentativo di far approvare il testo contro l’omofobia e la transfobia. La maggioranza in Commissione Giustizia alla Camera boccia anche la nuova versione del testo, messa a punto dalla relatrice Paola Concia. Nuova versione che riprende tutto ciò che è previsto, a livello europeo, nel Trattato di Lisbona (già recepito dall’Italia nel 2008): il no ad ogni discriminazione, non solo nei confronti degli omosessuali, ma anche dei disabili e degli anziani. “Un ulteriore gesto di apertura”, dice la parlamentare del Pd, “ho cercato di recepire le loro istanze e i loro commenti, laddove sostenevano che il testo avrebbe dovuto tutelare anche altre categorie di persone”. In cambio, la maggioranza era stata esortata a ritirare gli emendamenti [...]]]></description>
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		<title>Riformata o rifatta? Anche la giustizia passa al bisturi</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Mar 2011 23:27:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Flavio Camilli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pro e contro della riforma della giustizia presentata il 10 marzo dal Premier e dal ministro Alfano. Una riforma definita epocale, certo scaturita, da un'incontrovertibile difetto del sistema giudiziario di cui, tuttavia, è difficile trovare la quadratura del cerchio. Tra opposizioni chiuse, Anm protestanti e un Berlusconi principe della comunicazione, a farne le spese è - caso strano - il cittadino, sempre più distante e confuso. Forse, preso in giro.]]></description>
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		<title>La “Rosa” dei candidati</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Feb 2011 23:26:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna Cataldo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il leader di Sinistra, Ecologia e Libertà, il governatore pugliese Nichi Vendola ha provocato attimi di gelo tra gli esponenti del Partito Democratico. A far vacillare gli esponenti del partito è, questa volta, la candidatura del presidente Bindi a futuro premier.]]></description>
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		<title>La piazza e la Tv</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Jan 2011 23:12:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna Cataldo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le ultime vicende giudiziarie che affliggono il premier Berlusconi hanno suscitato le differenti reazioni delle donne della politica italiana che si sono divise anche sulla dignità femminile.]]></description>
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		<title>Il governo prepara il Lodo retroattivo</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Oct 2010 22:00:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Sabatini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La riforma della giustizia è uno dei punti cardine del programma politico del Pdl. Del resto è noto a tutti quanto il premier tenga a rispettare le promesse avanzate ai cittadini in periodo di campagne elettorali, specie quando gli emendamenti da approvare lo riguardano molto da vicino. Così per dimostrare l’attivismo politico della sua maggioranza Silvio Berlusconi ha annunciato che entro venerdì  il Parlamento prenderà importanti decisioni in merito alle modifiche costituzionali da apportare in materia di giustizia. Elemento culminante della riforma riguarderà la presentazione al Consiglio dei Ministri del Lodo Alfano, disegno di legge che consente alle alte autorità istituzionali, quali Presidente della Repubblica e Capo del governo, di sospendere i processi gravanti su di essi per tutto il periodo del mandato. La riforma realizzata dal Guardasigilli, da cui prende il nome, prevede il congelamento di udienze anche per quei fatti che sono accaduti prima dell’assunzione della carica, per quello che di fatto è un provvedimento con azione retroattiva. Come ha tenuto a precisare Giulia Buongiorno di Fli, laddove l’intento di questo provvedimento sia quello di garantire un certo grado di governabilità a qualsiasi premier eletto dal popolo, è inevitabile che si passi per protezioni atte a tutelare il [...]]]></description>
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		<title>&#8220;E pensare che eravamo comunisti&#8221;: comicità ed impegno di una famiglia di sinistra</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Sep 2010 22:00:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentino De Luca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una commedia agrodolce, sempre in bilico tra l’impegno civile ed il dramma familiare quella presentato da Roberto D’Alessandro alla Sala Umberto di Roma ed in scena fino al 19 settembre. Con un fare ironico e pungente, questo “E pensare che eravamo comunisti” mette in scena lo spaesamento di una coppia progressista formata da Rinaldo (Roberto D’Alessandro) e Giulia ( Pia Engleberth), alle prese con un matrimonio ormai stanco, una zia irrequieta (Maria Lauria) e due figli confusi in piena crisi sentimentale politica. Giulia e Rinaldo si sono conosciuti negli anni settanta, nel periodo delle lotte studentesche e delle manifestazioni di protesta contro il sistema. Giulia, un’ottima Pia Engleberth che affresca la sua “sciura” milanese con un tocco di ironico cinismo e sano senso pratico, dopo vent’anni è ancora politicamente impegnata e divide la sua esistenza tra la famiglia, i figli e la sezione di Rifondazione. E’ quella che oggi si definisce una “radical chic”, donna colta e di buona famiglia che ha educato i figli al mito del progresso democratico e delle regole di onesta condotta morale. Purtroppo per lei, le regole che vorrebbe applicare al mondo, già in famiglia trovano difficile realizzazione. Il marito Rinaldo, che D’Alessandro in una [...]]]></description>
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		<title>La rovente estate della politica italiana</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Aug 2010 22:00:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna Cataldo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Estate bollente, quella del 2010, per la politica italiana. La cacciata del presidente della camera Fini dal Pdl ad opera del premier Berlusconi che lo ha ritenuto incompatibile con la linea programmatica del partito, ha decretato l’inizio dell’incertezza sulle sorti di questa legislatura. L’ex leader di An, dal canto suo, ha continuato imperterrito a dichiararsi leale alla maggioranza, non esitando però a mettere dei paletti sulle questioni da lui e dai suoi sostenitori ritenute non vincolabili a meri interessi personali o a trame partitiche. Lo scontro, accessosi su argomenti delicati e fondamentali quali quelli legati alle riforme della giustizia, la creazione di un lodo Alfano costituzionale, l’approvazione di un disegno di legge sul processo breve, nonché la discussione sulla cosiddetta legge bavaglio sulle intercettazioni, ha prodotto una serie di posizioni tanto discordanti tra i due cofondatori del Pdl da essere considerate come uno strappo impossibile da ricucire. I finiani, per nulla scoraggiati dall’essere messi alle porte di un partito della cui fondazione erano stati gli ulteriori artefici, hanno creato un loro gruppo parlamentare, Futuro e libertà per l’Italia, in cui continuare a fare politica, specificando però che il loro operato non si pone in contrasto con la maggioranza. I dubbi [...]]]></description>
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		<title>Veronesi pronto a dimettersi</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Jul 2010 22:00:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Pagano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Umberto Veronesi dichiara di essere pronto a dimettersi, pur di accettare l’incarico offertogli dal governo di presiedere l’agenzia nucleare. Risponde così all’ultimatum lanciatogli dal Partito Democratico, basato sull’incompatibilità tra carica politica e scientifica. Ha lasciato intendere che è più importante far parte dell’agenzia sull’energia nucleare, piuttosto che restare senatore, incarico che forse non lo ha mai soddisfatto pienamente. Immediata la reazione del centro sinistra, che lo accusa di mettere in atto un tradimento politico in cambio di una poltrona. Ma Veronesi replica che egli non è iscritto al Partito Democratico, e che è entrato a palazzo Madama più come medico indipendente, interessato ai problemi etici e sociali del Paese, che come politico. Il noto oncologo è sempre stato un convinto sostenitore dell’energia nucleare, la quale a suo parere è una fonte importantissima per l’uomo, con cui si potrà allentare la dipendenza dal petrolio e dal carbone per quel che riguarda la produzione di energia elettrica. Proprio per questo ha fin da subito condiviso la scelta del governo di riaprire la porta alle centrali, cosa che naturalmente ha scontentato gran parte del centro sinistra. A suo avviso l’incarico all’agenzia sul nucleare non ha nulla a che vedere con un incarico politico, [...]]]></description>
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		<title>Brancher ministro del Federalismo, l&#8217;opposizione non ci sta</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Jun 2010 22:00:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Orlando Felici</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mentre l&#8217;attenzione della politica italiana è rivolta verso la legge bavaglio e la manovra correttiva, nella settimana appena trascorsa, è stato nominato, un po&#8217; in sordina e anche abbastanza inaspettatamente, un nuovo ministro. Si tratta di Aldo Brancher, già sottosegretario alla presidenza del Consiglio, neo ministro per l&#8217;Attuazione del Federalismo. Aldo Brancher, subito dopo il giuramento davanti a Napolitano, si è detto orgoglioso del prestigioso incarico affidatogli dal Governo e pronto a portare a compimento i vari passaggi del federalismo. Se il Pdl si è espresso favorevolmente, le reazioni dell&#8217;opposizione alla nomina del neo ministro Brancher non si sono fatte attendere. L&#8217;Udc, con i suoi portavoce, si dice sconcertata. Se, secondo Cesa, segretario dell&#8217;Udc, in un momento di tagli e di crisi economica il Governo risponde con la nomina di un nuovo ministro per il Federalismo c&#8217;è qualcosa che non va, soprattutto se già esistono dei dicasteri come quelli di Bossi e Calderoli, non proprio indispensabili, per usare un eufemismo. Le critiche del Pd e dell&#8217;Idv sono dirette, invece, su un altro punto, che riguarda Brancher in prima persona. Sono i guai giudiziari del neo ministro per l&#8217;Attuazione del Federalismo che non convincono il Pd. Brancher, infatti, dovrà riprendere il [...]]]></description>
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		<title>Brassoneria</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Jan 2010 23:00:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Fabbri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Apprendo dalla stampa che Tinto Brass si candida coi radicali per le regionali. Penso che lo voterò, mi fa ben sperare per la scelta della giunta. Come lo stesso maestro della topa confessa ai giornali, non è la prima volta che si candida con la lista radicale, ma la prima volta lo fece con il suo nome di battesimo, Giuseppe Brass, la gente non lo riconobbe e addio prospettiva di gnocca. Stavolta invece, il richiamo del suo famoso nome potrebbe scuotere l&#8217;immaginario popolare e sollevare non solo gli animi. Eppure, stupisce che una mossa così ovvia non sia venuta in mente prima anche ad altri ventagli della sinistra italiana. L&#8217;Italia sarebbe diversa ora, altro che Bersani. In fondo, la scelta della destra di proporre topa a cariche di governo nazionale e locale si è dimostrata vincente alle ultime elezioni, perché quindi non supportare il lancio politico di un pò di topa di sinistra? Questa distrazione, ribadisco, stupisce. Al punto da far credere che non sia una distrazione. Sebbene sia vero che in Italia è il potere la topa che comanda, ricopiare il modello della destra sarebbe significato mancanza di innovazione, inefficace sul confronto elettorale. Tinto Brass però ha sempre dichiarato [...]]]></description>
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		<title>Elezioni regionali, per la sinistra il solito problema</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Jan 2010 23:00:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Ulivieri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Elezioni politiche, regionali o comunali il problema della sinistra italiana resta sempre lo stesso: la frammentazione. Ormai è diventata un&#8217;espressione d&#8217;uso comune alla quale si ricorre per motivare le ultime sconfitte politiche del Partito Democratico e schieramenti affini. Non è chiaro se la disgregazione della sinistra sia la causa o l&#8217;effetto dello strapotere berlusconiano, ma, tralasciando l&#8217;ontologia del problema, resta il fatto che il male della sinistra italiana sembra essere diventato ormai “cronico”. Da anni si sono alternate figure portatrici di illusorie idee innovative: da Prodi a Bersani, passando per Veltroni e Franceschini. Cambiano i volti, ma il problema rimane sempre irrisolto. È vero, Pierluigi Bersani è stato appena nominato segretario del Partito Democratico, e prima di condannare anche lui al fallimento, sarebbe corretto aspettare e osservare il modo in cui affronterà gli ostacoli interni e ed esterni al proprio partito. &#160; Il primo ostacolo si è già palesato. Tra circa due mesi si terranno le elezioni regionali e, come ci si poteva attendere, il solito problema della sinistra è tornato a galla. Le Regioni che stanno facendo emergere la confusione e la divisione interna alla sinistra sono il Lazio e la Puglia. &#160; Per la Regione della capitale il [...]]]></description>
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		<title>Rutelli lascia il Pd e guarda al Centro</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Nov 2009 23:00:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Orlando Felici</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Francesco Rutelli lo aveva fatto capire in tutti i modi che se alle primarie del Pd avesse trionfato Bersani e con lui l’ala più vicina al vecchio Pds, lui avrebbe lasciato il Partito Democratico. L’ex leader della Margherita è stato di parola e sulle pagine del Corriere della Sera ha annunciato pubblicamente la sua uscita dal Pd. Uscita poco rumorosa ma che comunque segna una svolta nel Partito Democratico. Forse, come dicono molti, una svolta a sinistra. Pd che se qualcuno se lo fosse dimenticato, nasce dalla fusione a freddo tra i Democratici di sinistra e la Margherita di Rutelli, meno di due anni fa. Cosa è cambiato in questo periodo? Perché Rutelli, uno dei maggiori esponenti e fautori del “nuovo” Partito Democratico, sceglie di andar via? A sentire le parole di Francesco Rutelli di motivi ce ne sono eccome. Prima di tutto, ed è la cosa che l’ex sindaco di Roma rimprovera maggiormente ai vertici del Pd, il problema principale  del Pd è che non è mai nato. Ossia non è mai riuscito a rappresentare quello spirito nuovo, di cambiamento, di rottura con il passato della politica italiana. Un fallimento, insomma, che lascia spazio ad un nuovo progetto politico, [...]]]></description>
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		<title>Il Pd sceglie il suo leader</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Oct 2009 22:00:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Orlando Felici</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Finalmente le primarie. Il Partito Democratico da lunedì 26 ottobre avrà il suo segretario definitivo, scelto dal suo elettorato. La stagione del traghettatore Franceschini giunge al termine. Un periodo quello compreso tra le dimissioni dell’ex segretario Walter Veltroni e le nuove primarie del 25 ottobre che ha danneggiato e ridimensionato il Pd. Non per colpa di Franceschini, sia ben chiaro, o almeno non solo per colpa sua. Le debolezze e le carenze più gravi del Pd sono da rintracciare altrove, nelle divisioni interne, nelle correnti sotterranee, nella poca incisività della politica del partito e nel difficile rapporto con il suo popolo che non si sente per nulla rappresentato, come invece accadeva con i vecchi partiti del passato. C&#8217;è bisogno di una svolta. Ora non è più tempo di pensare al vecchio, alle ideologie di una volta, ormai così lontane e sbiadite. Cambiare pagina. Dopo le primarie, con il nuovo segretario, non ci saranno più scuse. Si vedrà finalmente la vera faccia del Partito Democratico. Per questo il voto del 25 ottobre è così importante. Non tanto per sapere chi diventerà il nuovo segretario ma per vedere se cambierà qualcosa. Come tutti sanno, i candidati alle primarie sono tre: Pierluigi Bersani, [...]]]></description>
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		<title>Il vero democratico</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Aug 2009 22:00:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Orlando Felici</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category>

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		<description><![CDATA[Come passa il tempo. Gianfranco Fini, Presidente della Camera dei Deputati, uno degli esponenti di spicco del nuovo Popolo delle libertà,  fino a qualche mese fa segretario di Alleanza Nazionale, fa il pieno di applausi alla festa &#8220;democratica&#8221; di Genova. Non era mai successo in passato. Il discorso di Gianfranco Fini a Genova, infatti, è stato continuamente interrotto dagli applausi convinti del pubblico, rigorosamente democratico. Strano? Da una lettura superficiale sembra proprio di sì ma analizzando le parole dell&#8217; ex segretario di An, di curioso o di particolare c&#8217;è ben poco. Laicità dello Stato, testamento biologico, pillola per l&#8217;aborto, clandestinità e razzissmo. Questi i temi trattati da Fini. Posizioni forti. Critiche rivolte alla Chiesa e al suo potere che &#8220;a volte&#8221; trascende la missione spirituale. Parole infuocate contro la Lega di Bossi e la sua politica razzista anti-clandestini. Ma non basta. Fini si dice contrario alla legge passata al Senato sul testamento biologico e auspica una profonda revisione alla Camera e inoltre appoggia l&#8217;utilizzo, controllato, della pillola RU 486, già impiegata nel resto d&#8217;Europa e in arrivo in Italia per settembre, nonostante il parere contrario del Vaticano e della corrente cattolica del Pdl. Insomma, se un alieno si fosse trovato [...]]]></description>
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		<title>Il ciclone Grillo si abbatte sui &#8216;cicaloni&#8217; del Pd</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Jul 2009 22:00:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Scutellà</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Che cosa succede ai compagni del Pd? Hanno le facce stanche, i volti emaciati. È  bastato che un Grillo fastidioso s’affacciasse nei circoli del potere: alle occhiaie di Fassino eravamo già abituati, però ora fanno il giro del viso, gli arrivano sin dietro al collo. Una specie di tatuaggio. Beppe Grillo ha deciso di volersi candidare alle primarie del Pd. Perché? Vallo a capire. Poteva continuare a sparare sentenze comodamente da dietro lo schermo di casa sua e invece vuole proprio andare a rompere le scatole nei palazzi dei poveri democratici, che già versano per conto loro nell’indecisione e nella paura. Ottenuta la Tessera del Partito, il comico genovese avrebbe tutte le carte in regola per diventare il leader della compagine attualmente guidata da Franceschini. Il problema è che nessuno lo vuole. Non lo vogliono neanche i più intelligenti, i più lungimiranti – come la Binetti e Marino &#8211; cioè quelli che hanno dichiarato di volerlo accogliere all’interno della grande casa del Pd . Grillo è scomodo, è chiaro questo. Nessuno potrebbe davvero volerlo come leader. E se si candidasse, il rischio sarebbe concreto: potrebbe rubare voti di protesta alla Lega e convogliare su di sé le preferenze di quel [...]]]></description>
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		<title>La resistenza al G8 de L&#8217;Aquila</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Jul 2009 22:00:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sonia Cincinelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Venerdì 10 Luglio 2009 ore 14.00 è partita la manifestazione contro il G8 dell&#8217;Aquila dalla stazione di Paganica. Nella mente di molti  partecipanti c&#8217;erano ancora le giornate nere vissute a  Genova 2001, lontane dall&#8217;attuale che a tutti è  sembrato un anti-G8 simbolico. Contro ogni previsione il corteo si è snodato pacifico e colorato lungo le strade di campagna verso L&#8217;Aquila. Durante il tragitto, la marcia è stata allietata dai volti e i saluti di tanti operai migranti con il casco e la pettorina gialla, impegnati nella ricostruzione degli edifici distrutti della città terremotata. La partecipazione da parte degli aquilani stessi è stata pressoché nulla. Un po&#8217; di tensione si è verificata all&#8217;arrivo della manifestazione alle ore 17.00, che ha per un attimo riportato i presenti alle fughe genovesi dai celerini. Piero Bernocchi leader dei Cobas ha dichiarato: &#8221;Non c&#8217;è nessuna divisione tra noi e gli aquilani. Sono tutte falsita&#8217; messe in giro dal Pd e dalla Cgil&#8221;. Bernocchi, respinge l&#8217;eventualita&#8217; che la marcia di protesta possa avere un carattere violento. Bernocchi stesso, che e&#8217; uno dei promotori dell&#8217;iniziativa, critica quindi chi &#8221;vuole dipingere i “no global” come personaggi cattivi e violenti&#8221;. La giornata del 10 è stata il culmine delle [...]]]></description>
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		<title>La strada che porta al Congresso</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Jul 2009 22:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Orlando Felici</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nuove grane per il Partito Democratico. Come se non bastessero i problemi &#8220;storici&#8221; che da tempo affliggono il parito, si è aggiunta anche la questine Grillo. Un partito forte e compatto avrebbe superato la faccenda del comico genovese, minimizzando il tutto e facendolo passare per quel che in fondo è, o almeno appare, ossia una provocazione. Il problema vero, però, è un altro. Il PD è tutto meno che un partito forte e coeso. Forse, senza esagerare, non è nenache un partito, almeno se si considera l&#8217;accezione classica del termine. O meglio, ancora non lo è. Certo, il progetto iniziale prevedeva una fase di transizione più o meno lunga. In fin dei conti, fondere insieme due anime, due storie d&#8217;Italia così distanti, era già all&#8217;inizio un tentativo arduo e insidioso. Qualche anno fa, soltanto il pensiero di unire in uno stesso movimento, ex democristiani ed ex comunisti (o semplicemente &#8220;comunisti&#8221; come ama chiamarli Berlusconi), non sarebbe neanche stato preso in considerazione. Ma i tempi cambiano. Le ideologie un tempo forti e predominanti in politica si sono offuscate, con il correre del tempo, trascinate da quell&#8217;omologazione e quell&#8217;appiattimento culturale che tutt&#8217;ora contraddistingue il panorama politico italiano, e non solo. In questo [...]]]></description>
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